Posts Tagged ‘scuola’

EDUCAZIONE AMBIENTALE

gennaio 22, 2015

Lo sapevo. Se lo dice Francesco, tutti seguono. Gannini la introduce formalmente nella scuola. Ripesca l’insegnamento diffuso della Storia dell’Arte e della Musica. Trinomio perfetto. Anzi, TRINITA’.

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DANIELA, DANIELE: GLOBAL TEACHERS

dicembre 14, 2014

Lei a Rovigo traduce opere per favorire l’apprendimento dei disabili, lui istruisce i giovanissimi a impostare le start-up a Lecce.

OBIETTIVI MINIMI

settembre 4, 2013

Oggi, prima di bocciare un alunno, ci si chiede: ha raggiunto gli obiettivi minimi previsti dai singoli programmi didattici? Ha partecipato con interesse al dialogo didattico-educativo? E poi: sarà in grado di frequentare con profitto la classe successiva? Con quali strumenti e motivazioni, determinazione e impegno?

Il pasticcio sorge a causa del fatto che a prendere le decisioni è un consiglio di classe in cui, se è presente il dirigente allo scrutinio (che a malapena conosce le situazioni reali), il voto a favore o contro la promozione può dipendere dalla politica della scuola, dal numero degli iscritti e altro ancora…

In ogni caso il risultato di una discussione sul destino di un allievo è collegiale e può prescindere dalle effettive competenze raggiunte nelle singole discipline, valutando le cause del mancato pieno raggiungimento degli obiettivi, valutando le conseguenze di una bocciatura o di una promozione, calcolando il rischio di dispersione, e stimando le capacità di recupero, con o senza l’aiuto della scuola stessa.

I corsi al posto delle classi responsabilizzerebbero meglio tutti, alunni e docenti! Si potrebbe ripetere un corso senza ‘perdere l’anno’, no?

BALLETTE DI PRESIDE

luglio 5, 2013

Eh sì bisogna prima o poi scoperchiare i pentolini ma anche i pentoloni e le pentolacce. Una prof molto vicina all’età che fu pensionabile mi ha riferito, ferita, che la sua prospettiva è insegnare in due scuole per un totale di 20 ore poiché così dispone l’ufficio scolastico regionale, l’ex provveditorato.

E come sempre si scrivono tonnellate di verbali di riunione che nessuno legge… Aspettano solo l’eventuale ricorso. Be’, una volta ho sentito pronunciare le seguenti parole da una preside: Sa, io ogni tanto leggo i verbali… (come dire, stupida lei non è e io so che lei sa che i verbali non se li fila manco o’ …) e mi risulta che lei si sia lamentata della disciplina di un ragazzo… uh, la interrompo, ma non è possibile… non avevo fatto verbalizzare il mio intervento, dunque deve essere che qualcuno le ha riferito la circostanza! si è messa a urlare come una pazza. Ebbene, nemmeno quella volta aveva riservato un filo di attenzione all’alto prodotto dell’intelletto di prof, lo verbalo,  e non le era riuscito di spacciarlo per vero!

Tanto altro di non detto è amaramente vero nella scuola… Vera e bruciante è la sensazione di essere spremuti a sangue per la mia collega e per chi come lei si sente defraudato. Mentre ciò accade sempre più diffusamente, qualcuno sopravvive allegramente, come quell’altro collega che alla mia candida domanda su che giorno avrebbe prestato assistenza agli esami, ha risposto: me la batto, e se mi chiamano dico che non ha suonato la sveglia! Deve aver imparato dalla preside.

LA SCUOLA AI TEMPI DEL COLERA

febbraio 5, 2013

La politica deteriore è espressione e causa del degrado sociale. Il degrado sociale è conseguenza della degenerazione dei costumi. Il malcostume segna la perdita di riferimenti etici solidi. La scuola ha resistito ma perde i colpi. La scuola è ridotta in miseria. La scuola annaspa. Come la società. Si salvi chi può!

VOCE PARALLELA

novembre 27, 2012

Gentili genitori del liceo Virgilio,

mi chiamo Niccolò Argentieri, insegno matematica e fisica, ho lavorato con i vostri figli per l’organizzazione dell’autogestione che si sta svolgendo, con discreto successo e molto dispiacere per la separazione avvenuta, nella sede succursale. Con le righe qui sotto e con il testo in allegato vorrei provare a comunicarvi il senso, gli obiettivi e il fondamento del lavoro fatto.

Insegnamento e autogestione.

Considero obiettivo essenziale del mio lavoro l’educazione alla complessità. Questa è, credo, la più urgente attività politica e sociale che si possa svolgere in un momento di crisi per le idee e le visioni del mondo del secolo da poco trascorso. Da sempre, la strategia di controllo messa in atto da chi detiene il controllo della politica e dell’economia è la semplificazione dei messaggi, la banalizzazione dei concetti. Questa strategia è funzionale alla polarizzazione delle posizioni nel dibattito: non ci viene chiesto di pensare, ma di scegliere da che parte stare. Questo lo aveva capito Orwell, questo è stato il meccanismo alla base del consenso berlusconiano…

http://de-gregorio.blogautore.repubblica.it/2012/11/26/occupy-yourself/?ref=HROBA-1

TUTTI I NOMI (E I NUMERI)

giugno 29, 2012

1. dei bocciati di Pontremoli e degli insegnanti bocciatori. I nomi per parlare dei fatti, delle motivazioni, dei fondamenti pedagogici. L’altroieri un amico mi chiedeva come funziona una classe quando è inserito un disabile come un autistico ad esempio. Ricordo I. e M., uno molto agitato e a tratti aggressivo, l’altro ripetitivo fino all’esasperazione, ma ci sono anche i tristoni, i cupi silenziosi, i lenti… che fanno di una classe senza, una classe con e tutti si devono regolare di conseguenza: il lavoro d’insieme ne risulta sì modificato, ma non sarà centrale la presenza del diverso, non sarà quella a modificare l’assetto della classe. Ognuno contribuisce a determinare il quadro. Enfatizzare la disabilità o il ritado di apprendimento di taluni e marginalizzarli o respingerli non servirà a ‘ripulire’ l’ambiente, che immaginiamo sia l’obiettivo dei bocciatori. Dove vanno i rifiuti speciali di prima elementare? A inquinare la prima elementaare del prossimo anno?
2. dell’energia, dell’affaire del solare fotovoltaico che supera l’eolico ora in Italia. Dell’investimento nella ricerca scientifica che è un terzo di quello dei paesi più attenti al roprio futuro.
3. degli antropologi originali che interpretano il gesto del mago Balotelli come tribale.
4. dei raccomandati, che non conquistano il posto di lavoro ma lo ottengono per conoscenze strategiche privilegiate e senza merito.
5. di coloro che rubano, prosperano e fanno arricchire parenti e amici pretendendo di far politica, di occuparsi della cosa pubblica.

ORTENSIE E ZUCCHINE

giugno 11, 2012

Sono un mare. Nei vasi, ma tutte vicine fanno un tappeto fluttuante. Violarosalillabianco. Qui c’era un convento. Prendo appunti sul mio portatilino. Si pone sempre il solito problema: fidarsi o non fidarsi della fonte delle informazioni? Questa è parziale ma attendibile. Dovremmo comporre un mosaico di versioni per averne un’idea più precisa. Il cesto dei limoni è quello di due settimane fa e sotto il sole si sono cotti! L’altra volta mi sono aggiudicata l’ultima arancia mangiabile. Quella gemella, che è ancora tra i limoni, è rinsecchita. La scelta è rinsecchire o ammuffire, nella vita! Torno a casa con una pianta di zucchina. Diventerà una zucchina milanese. Ogni riferimento a zucchine o zucchini realmente esistiti e citati anche in contesti atipici, è puramente casuale!

Sono ormai un numero rilevante gli orti in Milano. Quelli di Leonardo sono un giardino segreto, ma accessibile al pubblico. Lo sa anche la Maria Marinoni che l’orto è vincente! E ti propone il pane color carota, peperone, verde se non spinacio, zucchina, rosa a pois per le rape rosse mescolate alla farina… un’idea eccellente! La presentazione giovedì scorso ha coinvolto molti curiosi e i soliti A-Ortisti della Piluso, una banda di scalmanati e visionari che mentre mangiano, pensano a come trasformare, traslare, tradurre il concetto di cibo cibante le cellule, in alimento per lo spirito. Artedamangiare docet.

Gran soddisfazione per la chiusura dell’anno scolastico: un bouquet di relazioni, un gran concerto e domattina le ultime sorprese… non si può sempre prevedere tutto! Un margine di libertà è gradito…

SUL CONCETTO DI VOLTO DELL’ALUNNO

gennaio 24, 2012

Quando si dice ‘povero cristo’ non è mai un caso. Prendersi delle responsabilità, talvolta più fastidiose di altre, si dice ‘metterci la faccia’. Ora, combinando i fattori, quel povero cristo del ragazzo che dopo innumerevoli e ampiamente motivate note sul registro (per non dire che alcune gli sono state forse risparmiate), deve per forza assumersi tutte le responsabilità che gli si addebitano, ad è pure costretto a metterci la faccia, a esibirsi come imputato davanti al consiglio di classe straordinario che  lo giudicherà (dopo sempre ampio dibattito e confronto con tutte le componenti democraticamente elette a rappresentare genitori e studenti nella scuola) meritevole di una sanzione disciplinare. Quel che non percepirà è lo strano gioco di specchi: il povero cristo-alunno, accompagnato dalla madre crocifissa insieme a lui, si trova davanti a una schiera di altri poveri cristi-docenti che ci mettono la faccia da anni o da mesi e si sentono responsabili della sua educazione, oltre che della sua formazione e della sua istruzione, e che ritengono sia giunto il limite della loro sopportazione. Si usano espressioni e termini come: ‘dobbiamo dare un segnale forte‘, ed ‘è in gioco la nostra credibilità‘. Qualcuno sottolinea l’importanza di soffermarsi sul piano della comprensione (che chiamerei istruttoria), e che non significa ammettere mollemente scorrettezze o praticare sconti (men che meno perdonare o condonare), ma dissodare il terreno, portare alla luce tutti gli elementi di conoscenza per praticare un’analisi adeguata del comportamento dell’alunno, considerato pur sempre simpatico, oltre che intollerabile, alla ricerca delle origini delle distorsioni evidenziate. In una visione aperta a 360° e con un’attitudine e magari anche una preparazione all’empatia. Padre assente. Madre mite e sottomessa. Mancanza di riferimenti. Contesto culturale limitato, che gli offre modelli comunicativi piuttosto rozzi. Intelligenza brillante e capacità espressiva esuberante, fanno di questo ragazzo, di corporatura abbondante, un oggetto esplosivo, anche fisicamente potenzialmente pericoloso. Come aiutarlo a controllare la sua forza, la sua vivacità, la sua esuberanza? Controllare non significa necessariamente contenere, può voler dire, indirizzare, convogliare, orientare. Il volto del ragazzo trasmette una gran voglia di imporre la propria personalità che però non è ancora ben strutturata, di essere preso per quello che è ma non lo ha ancora capito, ha solo imparato e applicato una povera piccola e meschina lezione di sopravvivenza: a cavarsela furbescamente, a non conquistarsi con la fatica, l’applicazione e il rigore, gli obiettivi della vita, proporzionati alla sua età, come quelli scolastici. Se qualcuno gli avvalora questa modalità: sei simpatico, affabile e sorridente e riesci a imbrogliare con qualche scherzetto verbale e qualche semiseria e semivelata minaccia gli altri, il gioco è fatto! Rimarrà un irresponsabile. Un omone immaturo e irresponsabile formato un metro e novanta per centocinque chili. Il suo volto chiede aiuto agli adulti ma si maschera di un sorrisino beffardo. Il suo volto tradisce una necessità di intraprendere un percorso di verità e saggezza, ma una vocina dentro di lui continua a suggerirgli di cavarsela a buon mercato. O per la scorciatoia. Così però troverà merce scadente o il dirupo. (cosa gli si può lanciare?)

SENTO I POLLICI CHE PRUDONO

novembre 30, 2011

1. Per il teatro di Pompei che con una ristrutturazione maldestra ha perso le sue caratteristiche architettoniche fondamentali che ne conferivano la tipica acustica…
2. per la devastazione del territorio campano a causa dell'economia criminale
3. per la mutazione antropologica del Paese che lega la vita sociale alla rendita e al profitto e non al bene comune
4. per chi non terrà presente le informazioni e le analisi contenute in QUO VADIS ITALIA di Antonio Polichetti
5. per i rifiuti tossici lasciati entrare e stoccare nelle campagne della regione con effetti tragici per la contaminazione del suolo e della falda acquifera
6. per la sottrazione di suolo fertile a favore del cemento colato…
7. per chi ha responsabilità concrete nella demolizione delle istituzioni http://www.fga.it/home/focus/article/rapporto-sulla-scuola-in-italia-2011-presentazione-a-roma-il-29-novembre-335.html
(cosa c'entra il numero 7? c'entra c'entra…)