Posts Tagged ‘segreti’

D.

febbraio 8, 2011

D. è un ragazzo magro alto un po' curvo coll'apparecchio ai denti e i capelli a cresta di gallo.
Deve  svolgere una verifica di recupero di francese insieme agli alunni di un'altra classe, raggruppati per l'occasione. Finiscono tutti prima dello scadere dell'ora a disposizione e mentre gli altri sciamano nella loro aula dove si tiene regolarmente un'altra lezione, D. vorrebbe defilarsi, ma il suo impulso non è così spiccato e non insiste più di tanto. Mite e mansueto, nel momento in cui rimane da solo con l'insegnante, si sottopone ad un gioco psicologico che la vecchia prof. utilizza in questi casi, memore del valore che assumono certe occasioni di conoscenza diretta del materiale umano che di solito si maneggia a schiere e purtoppo quasi mai nel rapporto di uno a uno. Il test è un pretesto. Fa parlare con riferimento a situazioni o oggetti immaginati allentando l'attenzione e la tensione sulla scuola in sè, l'apprendimento, i voti, i successi, gli insuccessi… Vedi un cubo, descrivilo, una scala, la tempesta, che fai, il cavallo dimmi… prendi nota…
Eccoci con un nodo attorno al cavallo: ehm, il cavallo mi fa paura… è forte e può far male… ma hai avuto esperienze traumatiche dirette? no… così… mi dà una sensazione di paura: lo teme e lo dichiara con decisione, con una punta di mestizia, un leggero imbarazzo, ma è leale.
Nella rappresentazione del gioco, decide di superare la paura e di avvicinare il cavallo. Ci sale perfino sopra affidandosi a lui per raggiungere il villaggio più vicino, acquista un certo orgoglio nel descriversi più coraggioso.
Il cavallo che teme è fonte di conoscenza.

COMMUNITY

marzo 16, 2010

Spesso faccio riferimento a RADIO 3, che è per quanto riguarda i media, la mia community. Aderisco; mi ci riconosco; gioisco (quasi sempre) di quel che sento.

Una annotazione. Elettoralmente parlando non facciamo paura: siamo critici, ma pochi.

Le trasmissioni tv invece sono state oscurate. La tv infatti sposta. I voti.

Non possiamo confrontarci, ragionare, scambiare opinioni.

E dato che in Italia, la tradizione di voto dà una certa garanzia di continuità, se non disturbi l'elettore, lo induci, nel suo placido torpore a continuare a votare per quella stessa bandierina (stinta, macchiata… o patinata?) delle passate elezioni.

Vietato perturbare l'ordine, vietato muovere le acque. Sennò il torbido torna a galla, affiora.

SHHHH! Silenzio, si vota!

IL LATO FRIVOLO…

febbraio 23, 2010

Vale la pena intraprendere un viaggio nel costume dell’istituzione alla base della società che conosciamo. Troppe sono le testimonianze che mi giungono da più parti. Stavo per scriverne… Ma mi son distratta. Questa baracca in effetti è perennemente accesa in assenza o presenza della mano umana. Macina, macina… Un vero collegamento col mondo! Un messaggio costante come una lucina nella nebbia che lampeggia e segnala: ci sono! E se ci si vede, vuol dire che stiamo percorrendo lo stesso tratto di strada!

Dedicato a tutte le famiglie che conservano il segreto su episodi che potremmo chiamare ‘disgrazie innominabili’.

Per non entrare nel merito subito (che gusto ci sarebbe?), comincerò col descrivere ciò che di solito risulta più visibile: qualcuno nel clan si incarica di essere sempre molto sorridente, ciarliero, perfino ridanciano…

http://ioleilaltra.altervista.org/images/news/comiche_risata_massaia_animata_01.gif

Per depistare. Per distogliere l’attenzione dal vero problema. Dal nocciolo. Dal nodo. Dal groviglio delle responsabilità.

Per dare a bere che TUTTO VA BEN! E intanto continua la serie delle bugie che si aggiungono e si stratificano sperando che nessuno metta mai mano ai cassetti delle vecchie carte… 

Ebbene, così come dopo il Big Bang e l’espansione di questo Universo, come di quelli che lo hanno preceduto, avviene il Big Crunch, all’occultamento della verità che parrebbe uno stato infinito, ne segue per collasso il suo disvelamento…

Si troverà un nuovo equilibrio. Un assetto finalmente senza tabù. Pulito.

COME DORMI BENE!

gennaio 31, 2010
la finestra 2 vicino

è il film della vita quotidiana ripreso dal lato opposto della via: l’inquadratura è pressoché fissa, ma rappresenta una sorpresa anche per chi riprende…

SEDUTA AL MERCATO

ottobre 20, 2009

Cosa c’è di meglio di una corsa al mercato un’ora prima della chiusura per acciuffare quel che manca in casa a prezzi stracciati?
Attenzione, l’affare è doppio se i venditori hanno tenuto le cassette della merce migliore fino all’ultimo come ‘mostra’ e se per liberarsi di quelle poche rimaste abbassano pure la quotazione… due chili al prezzo di uno, tre ananas al prezzo di due… sennò, ragioniamo, dovendole riportare a casa e vendere il giorno dopo, non può che essere la roba più fresca! (controllare bene che non siano invece avanzi o marciume!!!) No no, ma poi i trucchi del mercato li conosciamo…

Insomma, vado per e chi ti incontro? La Antoniella (trattasi di nome derivato da un tradizionale Antonietta rifiutato e mescolato con un più banale ma accettato come aggiornato Antonella), una figura di ottantaquattrenne che fa il paio con la Cecilia dei monti piacentini. Ma, a parità di brillantezza mentale, questa inurbata ha i denti o la protesi a misura. Ne dico solo una piccola serie per non entrare troppo nel merito: abbiamo passato un’ora a parlare, tra gli effluvi della polleria-rosticceria, gli spintoni di chi doveva passare con le borse, l’ondata dei ragazzi usciti da scuola, come in UNA BOLLA. Elegante nel suo cappotto di panno scozzese dai toni blu e verde scuro, coi bottoni ricoperti di stoffa blu e incorniciati d’oro, appena visibile. Una cartella sottobraccio e una sportina verde. Gli occhiali à jour e un’onda libera di capelli bianchi. Sbarra gli occhi di stupore e sorride affettuosa. Stringe le mani guantate (entrambe le sue in biancolana e entrambe le mie di pelle marron) e comunica umanità da tutti i pori, anche se ben vestiti! Si passano in rassegna i fatti e i misfatti degli ultimi sei mesi: i vivi, i morti che camminano, i morti-morti, i malati consapevoli e inconsapevoli, i sani consapevoli o inconsapevoli. Quando fa per dirmi che in certi casi non vale nemmeno più essere giusti, per rappresentarmi l’idea mi racconta di una sua disavventura: LA TRUFFA.

Un giorno, per strada mi avvicina una signora: Ti ricordi? Sono N… Ma come? Un pizzico di diffidenza iniziale lascia il campo alla curiosità e alla disponibilità ad ascoltare le vicissitudini che la tizia comincia a raccontare (1° – intontire la vittima di bla bla). Ti accompagnamo a casa, sai ti devo parlare… Io veramente non ricordavo proprio di conoscerla ma temevo di offenderla… lei mi rivela allora: all’ospedale, ci siamo conosciute in ospedale io sono l’infermiera… aahhh ecco, infatti ero stata operata proprio qualche mese prima (2° – far riferimento a malattie o altre disgrazie recenti, tanto ce ne sono sempre, soprattutto se uno è anziano) … sai, ho dei lavori in casa e non so dove mettere questi gioielli… ah ti aiuterei ma anni fa ho avuto un furto e non so se qui da me sono sicuri…
conclusione: si convince della buona azione che può facilmente compiere, mostra alla donna accompagnata da un uomo e un bambino (3° – lasciare la creatura in macchina per avere la scusa per scappare in fretta) dove si trovano gli ori che i figli le avevano regalato per rimpolpare l’ammanco precedente e prepara il caffé. l’uomo chiede di andare in bagno e spazzola via tutto. la donna si ricorda del bambino e dice che è meglio andare a vedere come sta, non si sa mai. l’uomo uscito dal bagno dove ha potuto nascondere bene tra la maglietta e la camicia il bottino, racconta l’ultima storia patetica all’anziana (4° – dare di sè una buona impressione fino alla fine) che gli dà un bacio di conforto, tutta commossa.

Prego per il loro ravvedimento, mi ha detto l’Antoniella.

Il male fa male a chi lo fa, mi ha ripetuto, raggiante.

Alla fine, ho portato a casa tre finocchi per un chilo, due chili e mezzo di pomodorini, sei carote, mezzo chilo. Il pesce era finito e sbaraccava.
 
Oggi, digiuno! Riflettiamo sul presente.

TESTIMONIANZE

giugno 29, 2009

…a sei anni avevo 10 chili in più. Mamma mi fece fare la dieta. A tredici anni ero 130 chili, il picco, poi son sceso. Ma mangiare è la cosa più bella del mondo.

BENE/BELLO 2

maggio 22, 2009

…continua post DEL BENE E DEL BELLO

Penso ai conducatores politici che circolano in Italia. E mi viene da vomitare.

(non è la stessa sensazione che ho provato ieri sera al Giovedì di Augusto, ascoltando i candidati alla provincia di Milano e alle Europee: parole ricche di slancio ideale autentico!)

Torno alla vetrina nazionale: ne ho visto uno (Franceschini) che secondo altri (Cacciari, etc.) non ha i titoli per essere al posto in cui si trova (merito o convenienza opportunistica?), e che ti combina questo? pensando forse di tradurre in pratica un’idea geniale si è messo a scimmiottare proprio il MOSTRO TRUCCATO, colui che si è proiettato in politica supportato dai sondaggi e dalle analisi di mercato e ha raccolto il suo consenso presso le fasce popolari con le gag da teatrino del trasformista (il presidente-operaio, il presidente-casalingo…), e emulo d’eccezione, si presenta pescator dell’onda e ferroviere ciuf-ciuf!!! Penoso e indecente.

Illusione: riconquistare la classe operaia (ma cosa sto dicendo? …insomma ci siamo capiti!). Diceva Daniela Benelli ieri sera quanto questo rappresenti un rovello per il PD. Ma come? Cosa partoriranno gli analisti del PD? Populismo distillato, barzellette, canti in coro e disco-dance: sono queste le strategie e i metodi operativi? Scoutismo bonario alla Franceschini?

All’imprenditur incipriato, le rivelazioni della moglie, i processi ai corrotti, le sentenze, non fanno un emerito baffo. No-o, non è ancora caduto in disgrazia, e stiamo tutti a guardare l’insetto che annaspa quando è rigirato e crediamo che perirà… e invece hop-là si rigira e riprende a correre come una scheggia!

Il MOSTRO MASCHERATO E IMBELLETTATO sta per sferrare l’ultimo decisivo colpo: evocare e sollevare il fanatismo a suo favore. Il popolo, ben addestrato in questi anni di propaganda sottile, ma mica poi tanto (ma incessante, sicuro, basta accendere la tv) è pronto a difendere il suo idolo dagli attacchi dei magistrati, comunisti!

La classe ‘alta’ e ‘colta’ dei servi del regime però non è ancora giunta al termine della formazione (corsi brevi e intensivi!) fatta di slogan e addestramento ad esercitare il discredito terroristico, questa è la ricetta: maschere ben rappresentate da ANTONIO ALBANESE con il suo MINISTRO DELLA PAURA.

http://www.youtube.com/watch?v=9k-s3SAlSMM

E tra Maschera e Smaschera: chi vincerà? Il Grande Partito Pallone delle Grandi Bugie? Il Mediocre Partito Palletta delle Mediocri Bugie? O i Piccoli Orticelli coltivati da fratelli e sorelle di Verità?

Reiterare. Istigare. Forzare. Alla menzogna. Alla costruzione di impalcature di mistificazioni. (Ma che bella festa di compleanno, signori!!!) In cambio di favori. Denaro. Gioielli. Patacche. Appartamenti. Status.

Per fortuna che c’è frate Nichi! Che sia amministratore di regione, popolare, amato e stimato ci fa solo piacere e ci conforta. Slancio ideale e retorico (una critica ce vò) dice Bianca Pitzorno che si candida alle Europee seguendo la sua linea. Una cosa è certa: i trevestimenti non sono più il passatempo dei trans.

L'iniziazione

maggio 4, 2009
NOVELLO G.


Alcuni anni fa un alunno mi raccontò una storia esemplare. D’estate e non solo tornava al paese d’origine di uno dei suoi genitori. Lasciato libero di muoversi tra i vicoli e la piazza, tra motorini precoci cavalcati da almeno tre, fumo precocissimo, bravate e smargiassate continue, noia strisciante, G. vedeva spesso passare un uomo anziano (sui sessanta, mi dice) riverito da tutti. Riverito perché temuto. Temuto perché potente. Potente di un potere sottile e greve, visibile e invisibile. Sapeva bene cosa fosse. Senza saperlo.
Un bel giorno G. si trova a passare nella piazza molto vicino all’uomo potente. Si incrociano gli sguardi. G. sente che quell’uomo lo calamita. Se ne sente così attratto che non sa come sia successo che poi si fossero trovati a parlare insieme. Un microgesto gli aveva segnalato che si doveva fermare, ascoltarlo e seguirlo. Vieni che ti faccio vedere una cosa… Il vecchio aprì con la chiave un portoncino inserito nella grande porta di un garage. Il metallo dilatato strisciò contro qualcosa stridendo. Era piuttosto buio ma presto G. si abituò. C’era anche una finestrella in alto con una grata. La visione fu sorprendente. Si ritrovò in un deposito di armi. Di tutti i tipi. Cumuli di fucili, rivoltelle e anche esplosivi. G. allontana e avvicina le mani come per descrivere i pesci pescati con la lenza. In verticale e in orizzontale.
Io ascolto esterrefatta. Dissimulando. Lo lascio parlare il più ampiamente possibile senza interrompere. A tratti anzi lo incentivo a raccontare i particolari, le sensazioni, le impressioni, e a fare le sue valutazioni.
Suona la campanella. Esco dall’aula. Turbata. Ma era come averlo sempre saputo. Sapere senza sapere. Sapere e tacere. Una conferma, più che una rivelazione. Come se avessi inalato un pulviscolo dall’odore conosciuto, a distanza di molto tempo. La nostra storia comune non prescinde da questo piccolo minuto evento come da altri simili più densi e significativi che si susseguono senza fine. Odore di mafia.
Non so che fine abbia fatto G., se transiti ancora, ormai più che ventenne, per i vicoli e la piazza del paese, riconosciuto da tutti come protetto dal boss…
So solo che nel corridoio, sentii un fruscio alle spalle. Era G. che mi avvertiva: ah, prof … dimentichi quello che ha sentito, ci siamo capiti?

IL PRETESTO

aprile 23, 2009

A Porta a Porta c’era Garlasco. Al centro, il probabile litigio tra i due sui contenuti dei siti visitati dallo Stasi. Come movente.

Parla la psicocosa (…) della diffusione sempre più ampia di sesso virtuale rapido e distaccato.

Vespa si strofinava le mani, come al solito.

SETTIMO

aprile 17, 2009

…il collegamento con il post precedente è solo apparente…

SETTIMO: NON RUBARE

Non è questo il Settimo di cui desidero parlare, bensì della trattoria ferrarese tradizionale in cui si mangiano i cappellacci.

Prova!