Posts Tagged ‘sentimenti’

D.

febbraio 8, 2011

D. è un ragazzo magro alto un po' curvo coll'apparecchio ai denti e i capelli a cresta di gallo.
Deve  svolgere una verifica di recupero di francese insieme agli alunni di un'altra classe, raggruppati per l'occasione. Finiscono tutti prima dello scadere dell'ora a disposizione e mentre gli altri sciamano nella loro aula dove si tiene regolarmente un'altra lezione, D. vorrebbe defilarsi, ma il suo impulso non è così spiccato e non insiste più di tanto. Mite e mansueto, nel momento in cui rimane da solo con l'insegnante, si sottopone ad un gioco psicologico che la vecchia prof. utilizza in questi casi, memore del valore che assumono certe occasioni di conoscenza diretta del materiale umano che di solito si maneggia a schiere e purtoppo quasi mai nel rapporto di uno a uno. Il test è un pretesto. Fa parlare con riferimento a situazioni o oggetti immaginati allentando l'attenzione e la tensione sulla scuola in sè, l'apprendimento, i voti, i successi, gli insuccessi… Vedi un cubo, descrivilo, una scala, la tempesta, che fai, il cavallo dimmi… prendi nota…
Eccoci con un nodo attorno al cavallo: ehm, il cavallo mi fa paura… è forte e può far male… ma hai avuto esperienze traumatiche dirette? no… così… mi dà una sensazione di paura: lo teme e lo dichiara con decisione, con una punta di mestizia, un leggero imbarazzo, ma è leale.
Nella rappresentazione del gioco, decide di superare la paura e di avvicinare il cavallo. Ci sale perfino sopra affidandosi a lui per raggiungere il villaggio più vicino, acquista un certo orgoglio nel descriversi più coraggioso.
Il cavallo che teme è fonte di conoscenza.

I CASI di Amici Incatramati

aprile 20, 2010

 

Onto?

1) G. ha un Amico dai tempi del liceo, gli è rimasto solo quello. Non parlano molto e si vedono due tre massimo quattro volte all'anno. Una volta G. è stato in ospedale e l'Amico di sempre fu l'unico ad andarlo a trovare. Ma un giorno in compagnia di altri, tra cui alcune nuove conoscenze, l'Amico parla di fatti suoi privati a uno dei nuovi soggetti del circoletto, che ignaro riferisce a G., il quale si sente by-passato. Cos'è la fiducia? In cosa si manifesta? La confidenza non è più una sua espressione viva e rassicurante? Cosa viene meno? Cosa rimane? La vuota ritualità delle visite o delle telefonate, come usa (non vorrei dire) tra parenti?

2) M. va al matrimonio di un'amica. Lì sa di essere a rischio di incontrare componenti della vecchia compagnia con cui molto tempo fa si è interrotto un rapporto di amicizia, per motivi di principio. La sposa organizza in modo da distribuire gli 'incompatibili' in tavoli ben separati. M. le è riconoscente per l'attenzione e la delicatezza. Ma forse sente dietro le spalle l'alito dell'altra persona, ostile… Che è pure proiezione della sua ostilità…
Alcuni giorni dopo, in tutt'altro contesto, per una coincidenza, gli si avvicina un altro Amico Perduto, sempre della Fazione opposta, per intendersi, sempre della stessa antica compagnia, ma non presente al matrimonio, il quale si rivolge a lui con la sorpresa di chi incontra una persona che non si vede da anni. M. dichiara che se non lo avesse intercettato l'altro e non gli avesse battuto due dita sulla spalla per salutarlo, lui di certo, fossero state invertite le parti, incatramato nei suoi piccoli ma consolidati risentimanti, non si sarebbe comportato allo stesso modo, anzi, avrebbe proprio girato al largo!

3) M.' prova un grande risentimento per l'intera comunità: Ho la febbre e il mal di vivere, incurabile, poiché deriva dallo schifo che ho per l'occidente e le/gli occidentali. Domani suono a … se venite udite i miei resti…

4) M.'' si esprime così: Vivo. Non felicemente. Ma non so se starei meglio altrove. Ora come ora. …l'arte è una forma di salvezza e la salvezza è una forma d'arte. Così come la perdizione. Tra l'altro.

Uomini??? Sveglia!!

ALBERI

febbraio 14, 2010

Alberi secolari, come si possono vedere nei parchi delle ville diventate patrimonio pubblico.

A Varese, la ex-città giardino, per gli abusi e la lenta ma inesorabile devastazione compiuta, che in ogni caso rappresenta ancora un lusso rispetto alla media dello scempio in questo Paese, si trova Villa Toeplitz,
 http://www.santambrogiolona.it/villa_toeplitz.html
 , dove alloggia un esemplare di Cedrus libani maestoso (ancora più bello di quello esemplificativo della foto!).

Ieri, l’ho abbracciato. Al tramonto, quando il parco è già quasi completamente in ombra (e per questo la neve persiste in ampie aree), un fascio luminoso si proietta solo sull’altura dove il cedro risiede.

E, guarda guarda lo Zeit-Geist che si affaccia!, proprio stamattina per Radio3, negli approfondimenti di PAGINA 3, si parlava di un movimento di appassionati di alberi secolari che praticano il contatto fisico in forme rituali urbane (ma anche non…) di devozione alle piante: un abbraccio di amicizia e per ringraziamento!

AFFRANTA

novembre 18, 2009


Ci ho pensato su e ho concluso che questa lettera intima è troppo bella e emozionante per rimanere chiusa. Poi forse la toglierò, non so…

Sì, Paola, sono proprio io! la foto è di maggio, la comunione di M. Dopo di allora mi è successo di tutto, già da maggio non stavo tanto bene e non si riusciva a capire cosa avessi, ad agosto sono andata in Calabria dove i miei hanno affittato un appartamentino al mare ed avevano già portato giù i miei figli, e quello è stato il clou della situazione prima mi hanno curato per depressione da stress lavorativo, poi per epilessia, per fare una TAC ci volevano mesi, per una risonanza non se ne parlava assolutamente perché non ero "URGENTE"…io peggioravo a vista d’occhio e non riuscivo più a camminare senza appoggio ed inciampavo sui miei stessi piedi, L. è partito con i bambini perché doveva tornare al lavoro, dopo pochi giorni io sono partita con i miei e qui a Torino dormivo a casa loro perché non ero autosufficiente, io di quel periodo non ricordo molto, so solo che un giorno ho avuto tre crisi di tremore una dietro l’altra e mio papà ha chiamato d’urgenza un’ambulanza, mi hanno portato all’ospedale di competenza e mi hanno fatto immediatamente la TAC e l’hanno scoperto, un tumore al cervello, per fortuna mia e grazie a Dio benigno, un meningioma che mi aveva preso tutta la parte sinistra del cervello che avevo già da anni ed era arrivato ormai a comprimere così tanto da scatenare tutto quello che stavo passando, l’ospedale mi ha portato a fare la risonanza ed a fare una visita presso l’ospedale CTO che è assolutamente il migliore di Torino, poi mi ci hanno riportato dopo qualche giorno perché aspettavano che si liberasse un letto nel reparto di neurochirurgia che era saturo, ma ero così urgente che alla fine mi hanno riportata  al CTO il 28 settembre che mi ha messo in un piano dove c’era un posto libero, il 29 mi hanno fatto l’angiografia (mamma quanto ho sofferto, il tumore era così avanti che mi hanno cauterizzato un’arteria in modo da non farlo camminare e questo senza anestesia perché era necessario che fossi cosciente), hanno avvisato subito la neurochirurgia che dovevo essere operata la mattina dopo e così è stato, la prima del mattino dopo, rispetto all’angiografia per me l’operazione è stata un dolce dormire. Riaprire gli occhi e vederci di nuovo bene e riuscire a leggere di nuovo per me è stato come rinascere… di solito il tempo di ricovero è 10 giorni, dopo 5 giorni io ero così autosufficiente che mi hanno chiesto se volevo andare a casa perché erano pieni di richieste di ricovero urgenti, figurati se non accettavo, non vedevo l’ora anche se in ospedale si stava benissimo. Sicuramente il recupero è stato veloce anche perché il miglior chirurgo ha fatto un’operazione magistrale. Il problema è che per un po’ ti danno come cura dosi massicce di cortisone ed ognuno ha la sua reazione, io di giorno mi controllavo anche se ero molto ansiosa ma di notte non riuscivo a dormire e quel poco che dormivo erano incubi, mi svegliavo non sapendo dove fossi…. sono stata 5 giorni a casa mia ma io e L. eravamo disperati al punto che mia mamma mi ha portato a casa sua, a dormire nel lettone con lei , mio papà si è trasferito in salotto, per 5 notti ho fatto impazzire anche loro, ma appena finito il cortisone ho ricominciato subito a dormire. Sono stata con i miei un mesetto finché non mi sono sentita in grado di farcela da sola (anche perché avevo del liquido in testa e praticamente una volta a settimana i miei mi accompagnavano dal chirurgo per aspirarlo), e finché la nostalgia di casa non si è fatta sentire, la mia famigliola la vedevo quasi tutti i giorni e la domenica stavo sempre a casa mia ma vivere con loro è diverso. Certo che L. è un uomo meraviglioso, da fine agosto si è occupato lui della casa e dei ragazzi….
io di salute sto bene, sono un po’ anemica ma la mia dottoressa mi riempie di medicine che mi tirano su e ogni due settimane faccio l’emocromo per controllare la situazione che man mano migliora; l’unico problemino è che sono in menopausa precoce, come mia nonna e mia mamma, ma il 24 vado dall’endocrinologo con l’ultimo esame che mi ha prescritto e dovrebbero darmi una terapia sostitutiva per farmi continuare ancora per un po’ di anni perché sono troppo giovane, comunque sintomi ancora non ne ho. Come umore adesso patisco, i miei sono andati per un po’ di giorni in Calabria e puoi capire come mi mancano anche se li ho spinti a prendersi una pausa tanto a fine mese rientrano, ma soprattutto  io non sono abituata a stare a casa, avere tempo libero mi fa troppo pensare e questo ogni tanto mi crea qualche magone, qualche piantino etc., comunque il 30 ho il colloquio al centro di igiene mentale perché vogliono valutare se ho bisogno di uno specialista, sicuramente adesso ho bisogno almeno di uno psicologo.
Mamma, Paola, scusa se ti ho fatto un sermone sulla mia vita! Pensa che è la primissima  volta che dico a qualcuno che ho avuto un "tumore", dico sempre "una cosa brutta" od un "meningioma", è una parola che non riesco a tirar fuori. Chi mi vede non si rende conto di niente, la parrucchiera mi ha fatto un bel caschetto corto che nasconde la zona della cicatrice e vedersi "carina" per me è importantissimo.
Dobbiamo comunque vederci in qualche modo, i ragazzini sarebbero felicissimi di rivedere U., digli che su Facebook c’è anche I., M. non possiamo ancora aprirgli una pagina ma può scrivergli su quella del fratello.
Meno male che ho il computer a casa, per me è un ottimo diversivo, ma adesso proprio devo andare a rifare i letti!!!
Un bacione grande! G.

SDENTATI

ottobre 18, 2009

I 2 fratelli Pini e la Cecilia hanno 173 anni in tre (che non è una gran cifra) e respirano l’aria di Teruzzi di Morfasso tutto l’anno. Non sarà per questo che contano in totale 5 denti!

PELLEGRINAGGIO AL LARIO

Mag 6, 2009

Cara Veronica,
non so se il tuo pseudonimo venga da questo magnifico lago prealpino (dovrei fare qualche ricerca in proposito) ma non sapendo bene con quale modalità appoggiare la tua campagna (elettorale) di autodeterminazione ed emancipazione, ti ho dedicato un pellegrinaggio.
Innanzitutto, dato che sei (sei stata e sei ancora nonostante i ritocchi) bella come una madonna, sto raccogliendo adesioni per intitolarti un santuario. L’idea più elevata è, in tempi di cemento avariato e scosse telluriche inaspettate, quella di progettare un santuario ipogeo (sai cosa vuol dire, vero? semmai da’ una controllatina in internet) in un luogo simbolico, che so, macherio, nel parco della villa, perché tu te la fai assegnare vero? e lì tac, senza scompigliare l’architettura e tutto l’assetto dei viali e dei laghetti, ci viene un grande open con colonne di presa di luce naturale ad altissima diffusione. Tutto ricoperto di terra e erba, in piena armonia con l’esistente!
E io Veronica che sono nel ramo del turismo culturale, ti porto bella gente, educata ed ecosensibile, che ti sarà profondamente devota!
Facciamo un bel programmino di incontri tematici sull’ecocompatibilità, il risparmio energetico, il car-sharing, il riuso, il riciclaggio dei rifiuti e ti dirò di più, ci mettiamo in rete con associazioni no profit, realtà imprenditoriali con spiccata propensione per il sociale, cooperative, gruppi solidali di consumo; ti presento Jacopo Fo che tanti anni fa ha intrapreso in Umbria un’attività agro-turistica-pedagogica ispirata al benessere psico-fisico, che implica il ritorno alla lentezza, ai ritmi natirali, alla natura. Invitiamo filosofi, scrittori, artisti, coreografi…
Ci sarà ad esempio una bella vasca idromassaggio per una fantastica abluzione profumata all’entrata del santuario, una sorta di quick wellness-confessionale, per prepararsi meglio ad accostarsi a te, candidi, rinnovati e pronti a ricevere la tua luce!
Ora, come dicevo, non so se sei Lario per via di questo posto che oggi ho visitato in tuo onore, da Lecco a Varenna in ginocchio! E su a piedi al castello di Varzio con i suoi merli quadrati e i rapaci in mostra (falchi, poiana, gufo reale, barbagianni…), e giù fino alla fonte del fiume Latte, che subito sfocia in te, nel Lario, accogliente, a pochi metri, essendo il fiume più corto del nostro Bel Paese.
Io Veronica, nel mio piccolo, sono con te, e ti scrivo pubblicamente su questa prestigiosa testata per farti arrivare il mio abbraccio solidale, il mio intento propiziatorio, la mia volontà premonitoria e tu sai quanto sia importante visualizzare un futuro prossimo per renderlo possibile, anzi reale, già segnato! Riappropriati della Casa e della Libertà insieme a tutto il tuo Popolo, Veronica! Il Popolo ti acclama adorante!

FORZA VERONICA!

ANIME D'ABRUZZO

aprile 8, 2009

Il vostro lutto la vostra disperazione il vostro sgomento ci riguardano. Le immagini che passano in tv sono ‘ripulite’. Ci mostrano i salvataggi, gli slanci di solidarietà… i crolli eclatanti dei monumenti che ancora avvengono con le scosse che si susseguono, e non possono non parlare dell’ospedale evacuato per inagibilità e degli edifici in cemento molto poco armato costruite negli anni recenti… ma tacciono molto altro, questa è l’impressione.

Ho visto esponenti politici vestiti di nero non perché in lutto, guardare le persone colpite con occhi vuoti e piuttosto rivolti, sopra le loro teste e a fianco, alle case da ristrutturare… grandi affari si prospettano per i signori della costruzione-ricostruzione. Voilà il piano casa! Ti stringo la mano, fratello (ti stringo il mattone)!  

LA SORELLA PERFIDA DI BABY JANE (epilogo)

gennaio 19, 2009

Riprendiamo Baby Jane da quando a undici anni, lascia traumaticamente la casa dell’infanzia data in dote alla sorella. Passano gli anni e anche lei si sposa, accompagnata dal timore di non essere fertile (la maledizione della sorella…) ma prestissimo scopre che è produttiva! La sorella che in anni di addestramento in fatto di gelosia morbosa aveva potenziato le sue armi offensive, mette in atto la strategia più sottile: svalutare tutto quello che appartiene al mondo della minore, marito e figli compresi.

Baby Jane, distratta dai due piccoli, ubriaca di latte e pannolini, firma una carta notarile  con cui rinuncia in favore del bambolotto  (il fratellino) alla metà dell’azienda di famiglia  che le spetta, dopo che fu stabilito che la maggiore, l’avida antesignana, si poteva ritenere gratificata per l’attribuzione anticipata della casa . Azienda di là, casa di qua: ma cosa rimane alla povera Baby Jane? Le briciole!  E sempre la speranza…

A Baby Jane c’è qualcuno che racconta per blandirla che lei è buona, mite, remissiva e comprensiva, e che un giorno la sua bontà sarà ricompensata… Le viene anche strappata la promessa che, quando la sorella sarà vecchia e sola perchè senza figli (ma col patrimonio), lei la sosterrà, la sevirà, secondo le sue precise richieste.

Baby Jane non si sottrae al suo amaro destino di rinunce e di negazione di sè. Il suo comportamento muta, nel senso che si fa estremo, mite, sottomesso, umile e servile in una maniera estenuante, che mette la sorella in una sorta di quasi inverosimile impensabile imbarazzo, venato, forse, di un barlume di senso di colpa…

E il bambolotto  sta in campana..

Un giorno, infatti, si disvelerà tutta la verità!