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LETTERA APERTA…

marzo 1, 2010

…alla Responsabile AGESCI

Gent. Sig. P.

non posso trattenermi dal segnalare quanto segue: mio figlio iscritto ad una sezione scout CNGEI si è trovato lo scorso week end ad un bivacco organizzato congiuntamente in sede AGESCI, potenzialmente (e auspicabilmente) in un clima di apertura solidale e amichevole tra i gruppi. 

Dato che mio figlio è arrivato sul posto in anticipo con mezzi privati mentre i suoi compagni partivano dalla Centrale su un treno sbagliato e tardavano un’ora, ha partecipato, unico esemplare in camicia verde, con curiosità e buona disposizione di spirito, alle attività svolte nel pomeriggio dai gruppi AGESCI.

Una bambina lo ha squadrato allarmatissima urlando: ma perché lui non ha la camicia azzurra? Poi, puntandogli il ditino: ma tu sei ateo? E, a raffica: perché sei ateo? Ma chi ti ha creato? E prima? E prima? E di fronte a risposte scientifiche con un inevitabile tetto storico, schiamazzava: ho vinto io, ho vinto io!

Segue gioco, sotto la regia di un prete che mostra un sole di cartone. Cosa vi ricorda? Si alza un coro. La luce! La vita! Pensateci bene, insiste. Finché qualcuno più sgamato lo accontenta. Dio! Bene, ragazzi. Si passa così alla certificazione. Firma dei raggi. Ogni cristiano è figlio di dio e firma. Il prete si rivolge a mio figlio dicendo: sei stato con noi a giocare, firma anche tu. La bambina si riaffaccia segnalando: ma è ateo! Vabbé allora no. Con sorrisino. Imbarazzato.

Mi chiedo e le giro il grappolo di questioni. Dove stanno i sani principi della convivenza civile? A fronte di una certa generica apertura della maggior parte dei ragazzini, della iniziale bonarietà del prete, non confermata dall’azione successiva, da dove viene il cinismo della bambina? In quale contesto culturale sorge? A chi affidiamo le coscienze dei nostri figli?  A degli ammaestratori di scimmiette? A degli addestratori di orgoglioni appartenenti alla lobby perfetta, anzi perfettissima?

Beh, è preferibile lo stile allegramente scalcagnato degli scout in verde, che si siedono su un treno al binario giusto ma due carrozze indietro e che per carenza di informazione del personale FS (in camicia azzurra) non è segnalata la destinazione, al sussiego, ai privilegi (ICI?), e all’aridità umana degli altri.

La passo a prendere da messa, signora P., e ne parliamo. Le offro il caffé. 

 

La Superbia

gennaio 22, 2010

Teme nell'arte: il bagno turco di Ingres

…la superbia del vecchio era visibile. Tangibile. Come le banconote che spuntavano dal taschino. E quanto più mostrava la sua suprema arroganza, tanto più si rivelava inquieto, fragile e tremante. Un imprenditur, un sciur parun, che ha fatto girare e accumulato ricchezza sotto forma di denaro, oro, immobili, investimenti, auto status symbol. Una moglie può far parte del quadro, dell’evidenza del benessere materiale, se opportunamente agghindata e addestrata al ruolo. Poi, se dà fuori di testa, osa lamentarsi (quante storie, hai tutto cosa vuoi di più…), e diventa troppo noiosa, la si sistema da qualche parte al sicuro, coprendola di pellicce, gioielli e disprezzo, in totale assenza di empatia. A.Z. aveva parcheggiato la moglie alle Terme di C. scendendo in taxi lungo la penisola, per arrivare da solo a Napoli, meta ultima: Capri. Fu lì che il suo antico orgoglio di uomo maschio e potente ebbe il suo ultimo sussulto…