Posts Tagged ‘tempolibero’

LUI non va in vacanza (e ricompatta)? NOI sì!

luglio 18, 2010

In sequenza, una panoramica di situazioni balneari, per sottolineare che… oziando s'impara!

1. L'allevatore canterino.

Che un bravo giovane possegga 140 capi di bestiame da destinare con marchio carni locali, dopo uno o due anni di ingrasso, ai supermercati coop, e se ne occupi con piglio manageriale coscienza e sapienza antica al tempo stesso, pare cosa abbastanza rara. Egli si concede pochissime ore di vacanza in un anno perché, pur contribuendo certamente anche al PIL, pensa al suo tornaconto e sa che non può permettersi di mollare: la sua presenza è essenziale per il buon funzionamento dell'azienda. Ma ha un sogno. Che può realizzare il giovedì sera, quando il ristorante della tenuta di Monterado con attività pseudo agrituristica, organizza una festa danzante per gli ospiti. Il nostro eroe dal suo podere, confinante, sente la musica e si allena, mentre controlla i vitelli chiusi nei box per non correre e snellire, e le fattrici se ne vanno libere per il campo… Dopo un’accurata doccia, indossa una bella maglietta a righe rosse bianche da gondoliere modificato, e acceso in viso da una giornata intera sotto il sole sulla mietitrebbia e tra i suoi animali, si dirige verso il piccolo palcoscenico. Con quali risultati, lascio al lettore facilmente immaginare.

(Chi è il LUI del titolo, specializzato in dichiarazioni improvvide?)

seguono episodi 2, 3, 4…

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RADIO DAYS

maggio 28, 2010


L'ascolto di Radio3 è cresciuto del 61%.

Voglia di democrazia.

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/ContentItem-84dc6949-896e-45fe-8dc9-b374f32ca404.html?refresh_ce

ALBERI

febbraio 14, 2010

Alberi secolari, come si possono vedere nei parchi delle ville diventate patrimonio pubblico.

A Varese, la ex-città giardino, per gli abusi e la lenta ma inesorabile devastazione compiuta, che in ogni caso rappresenta ancora un lusso rispetto alla media dello scempio in questo Paese, si trova Villa Toeplitz,
 http://www.santambrogiolona.it/villa_toeplitz.html
 , dove alloggia un esemplare di Cedrus libani maestoso (ancora più bello di quello esemplificativo della foto!).

Ieri, l’ho abbracciato. Al tramonto, quando il parco è già quasi completamente in ombra (e per questo la neve persiste in ampie aree), un fascio luminoso si proietta solo sull’altura dove il cedro risiede.

E, guarda guarda lo Zeit-Geist che si affaccia!, proprio stamattina per Radio3, negli approfondimenti di PAGINA 3, si parlava di un movimento di appassionati di alberi secolari che praticano il contatto fisico in forme rituali urbane (ma anche non…) di devozione alle piante: un abbraccio di amicizia e per ringraziamento!

IL CRETINO DEL PARCHEGGIO

gennaio 24, 2010

C’è una vecchia volpe della politica milanese, curatore degli affari dei palazzinari di storica memoria, che interviene sulla stampa pensando di apparire autorevole e saggio solo perché vecchio, che difende i parcheggi sotterranei.

Ma, certo! I mostri di cemento ipogei, sono un toccasana per l’aria in città: sottraggono le auto dalla superficie, che girerebbero a vuoto per ore alla ricerca del posto! E l’operazione si completa con una elegante riqualificazione dell’area adibita a giardinetti, restituendo ai cittadini uno spazio verde pulito e ordinato… Se qualcuno obietta che gli alberi lì sopra non ci crescono, eh ma valà, come no? non vedi le palme? e le altre gentili essenze che fioriscono in primavera?

In via Stromboli, c’era un angolo di boscaglia selvaggia fino a pochi mesi fa, ora è una crosta penosa di cemento con inserti paragonabili a vasetti di balconcino, e palmette atrofiche piantate dentro a forza.

I nuovi affaristi del box sotterraneo, ammanicati bene, hanno le ville e le barche.

SDENTATI

ottobre 18, 2009

I 2 fratelli Pini e la Cecilia hanno 173 anni in tre (che non è una gran cifra) e respirano l’aria di Teruzzi di Morfasso tutto l’anno. Non sarà per questo che contano in totale 5 denti!

VITA A QUADRETTI O A RIGHE?

ottobre 3, 2009

Qui bisogna intendersi.

Se la vita la si vuole vivere a righe o a quadretti.

Allora, dato che mi sta prendendo l’affezione del blog (se dico virus si può fraintendere con quelli informatici e poi ormai anche quelli biologici si sono sputtanati con la storia patetica della pandemia suina…), son saltata in piedi stamattina presto, un po’ perché c’è l’influenza che ha colpito in casa (an vedi la nemesi… ahahahah!!) e ho fatto un sopralluogo in corsia come la caposala di turno, un po’ perché mi saltava in mente la scena di ieri, che non posso esimermi dal descrivere. Fisiologico.

Avviso che apparirà scialba, proprio insignificante, magari, ma nella sua eterea compiutezza dell’effimero, nella sua superlativa nullità, rappresenta un piccolo modello.

Tornavo da un salutare giro in bici, quello che chiamo ZIP o per meglio dire, evocando un altro quadretto, un autentico ZAP CITY. Trattasi di una rapida andata e ritorno, un SO’& ZO’ sulla ciclovia Darsena-Abbiategrasso, fin dove le gambette possono, o finché la finestra di tempo a disposizione consente: una cerniera aperta e chiusa quasi per caso, come si fa per noia, giocherellando un po’…

Le tappe varie ed eventuali sono:

– il magazzino del rigattiere vicino alla Canottieri;
– la casetta dell’acqua di Corsico o di Trezzano;
– la fabbrica dei lampadari di Gravina e figli;
Pappalardo e il cagnolino al guinzaglio;
Bachisio che fa la passeggiata in abbigliamento da corsa;
– Zemi, il quasi-assessur, con la radiocuffietta;
– un gelato all’Hollywood;
– una pausa-lettura sul cavalcavia graffitato del Parco Pozzi all’ultimo raggio di sole.

Insomma, ieri tornavo dallo ZIP con Lupo dell’ATM, ciclista esperto, tutto bardato. All’angolo con San Cristoforo ci salutiamo (ah, avevamo incrociato l’amico di MariOtto, detto affettuosamente il fossile, che correva – caspita ci ha cinquant’anni suonati ma è bello tonico…) scambiandoci un bacino affettuoso (notare: ho detto bacino, e lo sottolineo), sulla guancia. Lì nello slargo, c’è un piccolo parcheggio, davanti alla bottega di restauro di un certo Paolo (…) mezzo intrigato con la Svizzera, che vende anche aquiloni, e un cancello in ferro alto e possente, sproporzionato. Ebbene, mi volto per prendere il sottopasso della ferrovia, mentre Lupo carica la bici in spalla per attraversare il Naviglio sul ponticello, e mi trovo, come in una fotografia ricordo di un incontro tra ex compagni di scuola, quindici persone che mi osservano sorridendo. Di solito mi soffermo sulla facciata asimmetrica della chiesa, come ultima immagine che chiude la ZIP, ma stavolta, scorrendo verso l’oscurità del sottopasso, mi sono voltata fino all’ultimo verso la bizzarra comitiva. Loro hanno fotografato noi, me… Io ho fotografato loro. Uno scambio. Gandhianamente, uno scambio di sorrisi. In un giorno qualsiasi. Per un’istantanea.

Ma ora… stacco il turno e via, al mare!

REPLICA

agosto 27, 2009
In merito all’articolo di Spano del 23 agosto sulle cicche della Pelosa…
 
Sono io la volontaria del blog contattata dal cronista.
Mi spiace, ma gli operatori del comune, non si sono visti! Sarebbe opportuno fare trasparenza sull’ora e le effettive modalità di raccolta dei rifiuti da parte dell’amministrazione, perché le testimonianze dei presenti sono negative, soprattutto per quel che riguarda proprio la raccolta delle cicche.
Gli operai portano via i sacchi neri e svuotano i pochi cestini esistenti! Ma la raccolta dei mozziconi fatta su larga scala, necessita di macchine che filtrano la sabbia (se ne vedono in altre spiagge, senza citare sempre il modello romagnolo!). Ovviamente una prevenzione seria sarebbe l’ideale e molti la chiedono: VIETATO FUMARE sulla spiaggia in genere e attrezzare aree per fumatori!
Grazie.
Paola Zan http://paolazan.splinder.com/

PELOSA

agosto 7, 2009

Messaggio dalla Pelosa di Stintino: qui ogni mattina un drappello di volontari raccoglie i rifiuti lasciati dai visitatori del giorno prima. Mozziconi di sigaretta a chili! Quando verso le nove la spiaggia è già gremita, i volontari vigilano e intervengono per prevenire l’abbandono di ulteriori rifiuti e per sensibilizzare i fumatori, che vengono pacatamente ma con determinazione invitati a non lasciare le cicche nella sabbia… che non è un immenso posacenere pubblico! Un comportamento virtuoso anche minimo rappresenta il seme che germina lentamente ma inesorabilmente e produce nuove piante che porteranno frutti sempre più copiosi! L’esempio si diffonde, i bimbi incuriositi  aiutano spontaneamente e indicano le cicche che spuntano qua e là, gli adulti plaudono e riportano appassionate testimonianze di abusi vissuti, verso i quali si sentono colpevoli per non aver avuto il coraggio di intervenire e denunciare: ora capiscono che basta poco! La volontà di dare un contributo concreto a mantenere l’ordine naturale e la pulizia si fa sempre più forte e il gruppo cresce. Turisti innamorati della Pelosa, sardi allarmati per il deterioramento della loro Terra, si consultano e operano in sinergia: la loro azione silenziosa e pacifica è eloquente, parla chiaro a tutti, anche a quelli che si ostinano a nascondere la testa… sotto la sabbia!

CON O SENZA?

maggio 17, 2009

POST SENZA FOT

Che post è se non c’è fot ?

Ho visto blog pieni di foto  come quelli di certi poeti che introducono i loro versi con le immagini: fiori, paesaggi, icone sacre…

Ora, se io accompagnassi questo post da una serie di scatti del panorama che ho avuto negli occhi ieri e oggi, attirerei l’attenzione di molti di più…

Dunque, non mi resta che narrarvi questa breve storia, cercando di essere il più possibile immaginifica  e invitandovi a linkarvi opportunamente.

Tempo fa avevamo scoperto una struttura agrituristica  appena aperta nei pressi di Arquata Scrivia, che si raggiunge attraversando una passerella sul torrente Spinti, parallelo alla Val Borbera, più conosciuta.

Non trovando posto lì, una volta, siamo stati dirottati a Borghetto, in un’altra di queste, cresciute come funghi anni addietro sull’onda delle agevolazioni fiscali, e spacciandosi per aziende agricole con produzione autonoma di frutta, ortaggi, ecc., cosa quasi mai corrispondente al vero!

La seconda che ho detto era occupata da tristi festanti attorno a una coppia appena sposata e agghindata con pizzi, voiles, fiorellini, papillon, fiocchettini e confettini e la cantante guardava l’orologio aspettando sull’aia che fosse dato il via alle danze con un rutto (…), dopo la discesa dei festanti dalla sala da pranzo.

Peccato, perché lì danno le bici per andare su e giù dalle colline e vedere gli animali liberi e selvaggi, e sul fiume. Ma non si poteva stare visto il pernicioso assembramento, nonostante fosse rimasta una camera.

Torniamo verso l’uscita della Milano-Serravalle non per rientrarci ma per procedere verso Gavi (interessante il Forte) dove evochiamo la nostra amata NIPA portata una volta memorabile a pascolare nei paraggi.

Il collegamento web via telefono ci dà un agriturismo a un km verso Parodi Ligure. Chiamo e il proprietario si dimostra particolarmente cordiale e disponibile alla conversazione: strano! Di solito vanno al sodo e per le spicce…

Arriviamo. La posizione è gradevole, ma… è un CONDOMINIO! E non solo: lo stesso ‘amabile’ personaggio ci ammorba con il racconto penoso dell’origine dell’operazione economica colossale grandemente fallimentare rappresentata da quel mostro in cemento dipinto di rosa dove l’unica attinenza con gli edifici rurali è data dalle persiane verdi (in PVC).

Ci dice, come succede a chi non si controlla, tutto quello che non avrebbe mai dovuto dire per accattivarsi la fiducia dei potenziali clienti, in un accesso di sincerità patologica, spinta all’estremo: …ecco vede, qui è sempre un cantiere (escono operai), stanno facendo la manutenzione di un appartemento in cui pioveva dentro… qui vede hanno fatto le tettoie troppo basse …e laggiù le travi che sorreggono quella terrazza si sono piegate di sette centimetri… sa, questo residence è un cumulo di grane, di beghe legali… ne ho da vendere ih ih..  e  gli spunta una lacrima che ricaccia immediatamente, il disgraziato!

Penso inevitabilmente alla stabilità dell’edificio e sento uno scricchiolio.

No, non mi convince affatto, gli dico. Scusi, ma intanto questa non assomiglia neanche da lontano a una casa di campagna, perché la spaccia per agriturismo?

Ah, è una lunga storia… Io, riprende l’uomo di triste decorino vestito, con una polo azzurra troppo stirata e le pieghe orizzontale e verticali sul petto come una doppia croce, e scendendo, pure il denim giovanilizzante si presenta dolorosamente con pieghe da stiratura insistita (che tragedia: ma chi lo stira quel poveruomo?), avevo pensato di essere d’aiuto ai… SEPARATI che dalla sera alla mattina si trovano fuori di casa e non sanno dove andare a sbattere… qui c’è tutto, anche la lavatrice… non tutti hanno una seconda casa, una tavernetta, una roulotte… Orrore! Ma questo non si contiene proprio! Gli sta bene se perisce tra i debiti! Via, VIA!

Si prosegue per Bosio e, magia, si scopre un’indicazione per il parco naturale di CAPANNE DI MARCAROLO e lì ci fermiamo estasiati, per la bellezza del paesaggio ancestrale, scevro da segni antropici. non una casa, non un traliccio: ma dove siamo capitati? in un buco verde dimenticato? un’illusione ottica?

Troviamo poi da dormire in una casetta piccina con le persiane rosse (di legno) sul cuccuzzolo di un colle piccino e fanno anche da mangiare, c’è la piscina e le poltroncine da regista per l’ultima letturina prima del tramonto.

Camere umide e arredo ibrido con armadio a un’anta specchio della nonna e i comodini autentici, il resto fuffa, ma tollerabile.

Salamino speciale di antipasto, risotto gustoso, coniglio alla senape divertente (…) e torta di fragole a strati con panna tutta casalinga super super slurp!

Mattina prima colazione misurata ma mi sono fatta dare ancora del salamino e un po’ di frutta che col buon pane fatto in casa sono diventati il cestino della merenda su al MONTE TOBBIO.

Dell’ascesa da 480 a 1092 non vi racconto perché…

VI ASPETTO PER OGANIZZARE LA PROSSIMA: chi si aggrega?