Posts Tagged ‘testimonianza’

I CATTOLICI SPOSTANO IL VOTO

giugno 14, 2011

Devo passare a trovare don Serafino. Per concordare una visita a Tettamanzi.
Monito alla Sinistra. Che si prepari a governare, lealmente. Dimezzando, ad esempio, le auto blu. Senza assistenzialismi. Solo teste nuove, con facce nuove, presentabili e idee proponibili. Questo infatti non è un successo della sinistra… Il movimento referendario è trasversale. La metà dei votanti alla tornata referendaria era di destra, leghisti e pdl delusi dai vari bunga bunga.

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1861 – 2011 Testimone dell’Unità d’Italia

gennaio 31, 2011

ricevo e volentieri diffondo:


 
Caro e cara artista
che vivi ed operi in Italia o italiano e italiana che vivi all’estero
 
In occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia
ti invitiamo a partecipare alla mostra di Mail-Art (Arte Postale)
 
1861 – 2011 Testimone dell’Unità d’Italia
Una riflessione, testimonianza, meditazione, una possibile visione neo-risorgimentale.
 
Insieme daremo luogo ad una nuova identità riscoprendo quella traccia che metta in gioco il sentimento unitario secondo  “l’Arte degli italiani e delle italiane”
 
Chiediamo quindi a chi opera nel campo dell’arte di inviarci un lavoro bidimensionale a tecnica libera o uno scritto
 
nel formato UNI A4  (cm 21×29,7)
su carta, cartoncino,carta telata, tessuto, compensato o altro…
entro il 28 febbraio 2011
no restituzione, no tassa, no vendita, no giuria
le opere dovranno essere accompagnate con nome, eventuale titolo e indirizzi
(se volete documentazione mettete indirizzo mail)
ed inviate a :
 
Rosanna Veronesi, presso
TUFANO STUDIOVENTICINQUE
Via Col di Lana 14 – 20136  Milano
 
Le opere seguiranno il lungo itinerario italiano (vedi descrizione foglio II°)
dove verranno fotografate e documentate per dare vita ad una lunga performance. Torneranno nella stessa Galleria per poi essere esposte  e per ancora migrare anche in altre Gallerie e spazi espositivi di varie Regioni italiane,
 
 
Progetto e direzione artistica di Rosanna Veronesi    rosanna.veronesi@virgilio.it
In collaborazione con:
Gretel Fehr , Ornella Garbin, Angelo Riviello
 

 

LUI non va in vacanza (e ricompatta)? NOI sì!

luglio 18, 2010

In sequenza, una panoramica di situazioni balneari, per sottolineare che… oziando s'impara!

1. L'allevatore canterino.

Che un bravo giovane possegga 140 capi di bestiame da destinare con marchio carni locali, dopo uno o due anni di ingrasso, ai supermercati coop, e se ne occupi con piglio manageriale coscienza e sapienza antica al tempo stesso, pare cosa abbastanza rara. Egli si concede pochissime ore di vacanza in un anno perché, pur contribuendo certamente anche al PIL, pensa al suo tornaconto e sa che non può permettersi di mollare: la sua presenza è essenziale per il buon funzionamento dell'azienda. Ma ha un sogno. Che può realizzare il giovedì sera, quando il ristorante della tenuta di Monterado con attività pseudo agrituristica, organizza una festa danzante per gli ospiti. Il nostro eroe dal suo podere, confinante, sente la musica e si allena, mentre controlla i vitelli chiusi nei box per non correre e snellire, e le fattrici se ne vanno libere per il campo… Dopo un’accurata doccia, indossa una bella maglietta a righe rosse bianche da gondoliere modificato, e acceso in viso da una giornata intera sotto il sole sulla mietitrebbia e tra i suoi animali, si dirige verso il piccolo palcoscenico. Con quali risultati, lascio al lettore facilmente immaginare.

(Chi è il LUI del titolo, specializzato in dichiarazioni improvvide?)

seguono episodi 2, 3, 4…

I CASI di Amici Incatramati

aprile 20, 2010

 

Onto?

1) G. ha un Amico dai tempi del liceo, gli è rimasto solo quello. Non parlano molto e si vedono due tre massimo quattro volte all'anno. Una volta G. è stato in ospedale e l'Amico di sempre fu l'unico ad andarlo a trovare. Ma un giorno in compagnia di altri, tra cui alcune nuove conoscenze, l'Amico parla di fatti suoi privati a uno dei nuovi soggetti del circoletto, che ignaro riferisce a G., il quale si sente by-passato. Cos'è la fiducia? In cosa si manifesta? La confidenza non è più una sua espressione viva e rassicurante? Cosa viene meno? Cosa rimane? La vuota ritualità delle visite o delle telefonate, come usa (non vorrei dire) tra parenti?

2) M. va al matrimonio di un'amica. Lì sa di essere a rischio di incontrare componenti della vecchia compagnia con cui molto tempo fa si è interrotto un rapporto di amicizia, per motivi di principio. La sposa organizza in modo da distribuire gli 'incompatibili' in tavoli ben separati. M. le è riconoscente per l'attenzione e la delicatezza. Ma forse sente dietro le spalle l'alito dell'altra persona, ostile… Che è pure proiezione della sua ostilità…
Alcuni giorni dopo, in tutt'altro contesto, per una coincidenza, gli si avvicina un altro Amico Perduto, sempre della Fazione opposta, per intendersi, sempre della stessa antica compagnia, ma non presente al matrimonio, il quale si rivolge a lui con la sorpresa di chi incontra una persona che non si vede da anni. M. dichiara che se non lo avesse intercettato l'altro e non gli avesse battuto due dita sulla spalla per salutarlo, lui di certo, fossero state invertite le parti, incatramato nei suoi piccoli ma consolidati risentimanti, non si sarebbe comportato allo stesso modo, anzi, avrebbe proprio girato al largo!

3) M.' prova un grande risentimento per l'intera comunità: Ho la febbre e il mal di vivere, incurabile, poiché deriva dallo schifo che ho per l'occidente e le/gli occidentali. Domani suono a … se venite udite i miei resti…

4) M.'' si esprime così: Vivo. Non felicemente. Ma non so se starei meglio altrove. Ora come ora. …l'arte è una forma di salvezza e la salvezza è una forma d'arte. Così come la perdizione. Tra l'altro.

Uomini??? Sveglia!!

LETTERA APERTA…

marzo 1, 2010

…alla Responsabile AGESCI

Gent. Sig. P.

non posso trattenermi dal segnalare quanto segue: mio figlio iscritto ad una sezione scout CNGEI si è trovato lo scorso week end ad un bivacco organizzato congiuntamente in sede AGESCI, potenzialmente (e auspicabilmente) in un clima di apertura solidale e amichevole tra i gruppi. 

Dato che mio figlio è arrivato sul posto in anticipo con mezzi privati mentre i suoi compagni partivano dalla Centrale su un treno sbagliato e tardavano un’ora, ha partecipato, unico esemplare in camicia verde, con curiosità e buona disposizione di spirito, alle attività svolte nel pomeriggio dai gruppi AGESCI.

Una bambina lo ha squadrato allarmatissima urlando: ma perché lui non ha la camicia azzurra? Poi, puntandogli il ditino: ma tu sei ateo? E, a raffica: perché sei ateo? Ma chi ti ha creato? E prima? E prima? E di fronte a risposte scientifiche con un inevitabile tetto storico, schiamazzava: ho vinto io, ho vinto io!

Segue gioco, sotto la regia di un prete che mostra un sole di cartone. Cosa vi ricorda? Si alza un coro. La luce! La vita! Pensateci bene, insiste. Finché qualcuno più sgamato lo accontenta. Dio! Bene, ragazzi. Si passa così alla certificazione. Firma dei raggi. Ogni cristiano è figlio di dio e firma. Il prete si rivolge a mio figlio dicendo: sei stato con noi a giocare, firma anche tu. La bambina si riaffaccia segnalando: ma è ateo! Vabbé allora no. Con sorrisino. Imbarazzato.

Mi chiedo e le giro il grappolo di questioni. Dove stanno i sani principi della convivenza civile? A fronte di una certa generica apertura della maggior parte dei ragazzini, della iniziale bonarietà del prete, non confermata dall’azione successiva, da dove viene il cinismo della bambina? In quale contesto culturale sorge? A chi affidiamo le coscienze dei nostri figli?  A degli ammaestratori di scimmiette? A degli addestratori di orgoglioni appartenenti alla lobby perfetta, anzi perfettissima?

Beh, è preferibile lo stile allegramente scalcagnato degli scout in verde, che si siedono su un treno al binario giusto ma due carrozze indietro e che per carenza di informazione del personale FS (in camicia azzurra) non è segnalata la destinazione, al sussiego, ai privilegi (ICI?), e all’aridità umana degli altri.

La passo a prendere da messa, signora P., e ne parliamo. Le offro il caffé. 

 

IL LATO…

febbraio 24, 2010

Nelle famiglie si suole nascondere:

la malattia, la morte, gli abusi, i tracolli finanziari, i tradimenti, i figli non riconosciuti, i conflitti sull’eredità, gli imbrogli sull’eredità, i ricatti, le vessazioni, la sparizione di qualcuno…

C’è chi prospera e chi ne fa le spese per tutti!

Eh, sì.

Volemose bene!

IL LATO FRIVOLO…

febbraio 23, 2010

Vale la pena intraprendere un viaggio nel costume dell’istituzione alla base della società che conosciamo. Troppe sono le testimonianze che mi giungono da più parti. Stavo per scriverne… Ma mi son distratta. Questa baracca in effetti è perennemente accesa in assenza o presenza della mano umana. Macina, macina… Un vero collegamento col mondo! Un messaggio costante come una lucina nella nebbia che lampeggia e segnala: ci sono! E se ci si vede, vuol dire che stiamo percorrendo lo stesso tratto di strada!

Dedicato a tutte le famiglie che conservano il segreto su episodi che potremmo chiamare ‘disgrazie innominabili’.

Per non entrare nel merito subito (che gusto ci sarebbe?), comincerò col descrivere ciò che di solito risulta più visibile: qualcuno nel clan si incarica di essere sempre molto sorridente, ciarliero, perfino ridanciano…

http://ioleilaltra.altervista.org/images/news/comiche_risata_massaia_animata_01.gif

Per depistare. Per distogliere l’attenzione dal vero problema. Dal nocciolo. Dal nodo. Dal groviglio delle responsabilità.

Per dare a bere che TUTTO VA BEN! E intanto continua la serie delle bugie che si aggiungono e si stratificano sperando che nessuno metta mai mano ai cassetti delle vecchie carte… 

Ebbene, così come dopo il Big Bang e l’espansione di questo Universo, come di quelli che lo hanno preceduto, avviene il Big Crunch, all’occultamento della verità che parrebbe uno stato infinito, ne segue per collasso il suo disvelamento…

Si troverà un nuovo equilibrio. Un assetto finalmente senza tabù. Pulito.

ALBERI

febbraio 14, 2010

Alberi secolari, come si possono vedere nei parchi delle ville diventate patrimonio pubblico.

A Varese, la ex-città giardino, per gli abusi e la lenta ma inesorabile devastazione compiuta, che in ogni caso rappresenta ancora un lusso rispetto alla media dello scempio in questo Paese, si trova Villa Toeplitz,
 http://www.santambrogiolona.it/villa_toeplitz.html
 , dove alloggia un esemplare di Cedrus libani maestoso (ancora più bello di quello esemplificativo della foto!).

Ieri, l’ho abbracciato. Al tramonto, quando il parco è già quasi completamente in ombra (e per questo la neve persiste in ampie aree), un fascio luminoso si proietta solo sull’altura dove il cedro risiede.

E, guarda guarda lo Zeit-Geist che si affaccia!, proprio stamattina per Radio3, negli approfondimenti di PAGINA 3, si parlava di un movimento di appassionati di alberi secolari che praticano il contatto fisico in forme rituali urbane (ma anche non…) di devozione alle piante: un abbraccio di amicizia e per ringraziamento!

VOYERISMO ESISTENZIALE 2

febbraio 8, 2010
L’INVITO A PRANZO

La dirimpettaia si era dedicata a lungo all’apparecchiatura della tavola.
Di lei non erano mai visibili i connotati, ma solo un braccio teso o un fianco.
Il viso coperto dalla capigliatura arricciata di media lunghezza.
Aveva sistemato una decina di coperti.
I piatti e i bicchieri erano tutti diversi, così come i tovaglioli.
Raffinatissima combinazione di forme e di colori.
Peccato che il giorno dopo la tavola fosse ancora intonsa.
Nessuno si sedette a quella tavola.
Forse lei stessa, giorno dopo giorno, sottraeva un piatto,
un elemento del set.
La tavola apparecchiata per un pranzo che non fu, gradualmente scomparve. 
Ciak, non si gira!