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LEGGERE O RINCOGLIONIRE

maggio 29, 2014

Sul treno RV da Verona a Milano (e viceversa) ci sono molti immigrati africani (se li si vuole elogiare si dice che sono belli prestanti fisicamente, le donne in realtà un po’ troppo fiorenti ossia grasse ma bellissime e sorridentissime, gli uomini muscolosi con bei visi maschi, qualcuno magro sfatto deperito forse perché malato o portatore di problemi auxologici maturati nella terra di origine… ma pur sempre dal portamento elegante; se li si vuole svilire ingiustamente ovvio, si prenda a prestito il linguaggio dei leghisti, io non mi ci sporco neanche per esemplificare  il video bianco su cui sto digitando!).

Parlo con due nigeriani londinesi in viaggio da Torino a Verona con cambio a Milano. Uno mi dice di aver provato a contattare il sito http://www.blablacar.it e di aver preso accordi con un conducente che però all’ultimo momento aveva declinato… 15 euro in blablacar e traffico permettendo 3 orette di tempo per arrivare a destinazione contro i 25 euro in treno e più di 4 ore tra viaggio e interconnessione… La modalità SHARING è vincente. Anche se il treno di solito parte, mentre i conducenti blabla qualche volta si impantanano in problemi privati!

Hanno una gran voglia di parlare. Facciamo ‘amicizia’ per un po’ ma  preferisco lasciarli alle loro ciacole in inglese pur seguendo a spizzichi e bocconi i loro discorsi di giovani papà (relativamente! sui 35…) con un bimbo ciascuno di pochi mesi o un anno… (culle vuote invece per gli italiani demotivati e in preda a tutte le angosce del lavoro, della politica che non risolve…). Parlano per due ore. Sono vitali e sorridenti.

Fauna altra: tre ragazze sui 25, non si conoscono, una è imbambolata, guarda intorno circospetta con le mani a graffetta sulla borsa. Ha l’aria perbenino e porta gli orecchini di perle e brillantini, ha bellissimi capelli e bellissimi occhi ma la bocca è frastagliata e ha una piega più amara che smorfiosetta. Le altre due sono incuffiettate con i classici fili bianchi che pendono dalle orecchie e vanno alla ‘padella’ i-phone e smanettano. Una di queste due è abbastanza burina, ha una tintura (precoce) ai capelli e si aggiusta un ciuffo che così piatto la fa sembrare un po’ scema. In canotta con push-up deve avere un freddo… tiene calde solo le tette! Segue la musica con movimenti ritmici delle spalle e le labbra canticchiano in silenzio. La terza è l’antitesi della prima, aspetto trasandato simpatico con panta larghi sandali zainetto e capigliatura untina raccolta a treccia sottile che si appoggia sulla spalla destra: nell’insieme è più bella della perbenino perché la salva e la valorizza una bocca ben disegnata carnosa al punto giusto e soprattutto dalla piega benevola insolente quel giusto ma positiva verso il mondo. Il suo comportamento risulta perciò naturalissimo. E meno male che una buona su tre c’è!

Due anzianotti sui 70 stile impegatizio: uno con la camicia giallina a maniche corte più ministeriale dell’altro si appisola e l’altro che ha certamente ecceduto in proteine e grassi, gottoso, con antivento rosso più vispo e frizzante armeggia e legge L’Eco di Bergamo e il Corriere della Sera, ben calato nel suo territorio, evidentemente!

Un ragazzotto con una magnifica camicia country a schacchettoni sul rosso sotto gli occhiali da sole molto coprenti e attanagliato dalle grandi cuffie che sparano musica dentro e fuori che se non fosse che sono in buona gli direi S-BASSA il volume, cialtrone! mastica una cicca e pare cretinetto. Si dondola appena. Passivo. Non legge.

Neanch’io leggo perché ho litigato con l’ultimo libro e l’ho piantato a metà. Ho deciso che mi vado al leggere la fine su wikipedia, ah ahahah

Ascolto radio3, almeno.

 

 

ALZA ABBASSA

settembre 8, 2013

Capita che sul treno la temperatura sia troppo bassa. L’estate sta finendo e i bollori son passati.
Al controllore si può ben chiedere di regolarla per non battere i denti fuori stagione e prendersi il mal di gola con istantaneo colamento di naso.
Quello, passando in rassegna velocemente i biglietti, ne prende atto e assicura che …alzerà!
Alzerà, cosa? Un viaggiatore ribatte: come ‘alza’… deve ‘abbassare’, piuttosto!
Ambiguità della lingua sempre in agguato. ‘Alzare’ va bene se si riferisce alla temperatura del termostato per riscaldare l’ambiente e si intende NON far scattare il meccanismo del condizionamento automatico; ‘abbassare’ va meno bene, ma potrebbe voler dire ‘ridurre’ il funzionamento del condizionatore, il che equivale ad ‘alzare’ la temperatura del termostato. Il risultato sarà il medesimo, alzando in un senso o abbassando nell’altro.
Ne nasce uno scambio di battute alla Campanile, a cui partecipa il LUI più anziano di una coppia omosessuale. Sono entrambi barbuti, occhialuti, ordinatini, sobria camicia a righine, e riempiono assieme con vezzo, lo schema di un giornalino di parole crociate. Il più giovane sembra un gay ortodosso e si altera perché l’altro, curioso delle donne, dà confidenza in giro. Portano una fede d’oro al dito anulare, non liscia ma con un intreccio che segnala il vincolo: sono messi peggio di una coppia etero, dispiace dirlo! La vituperata eterosessualità non necessariamente trova una saggia e sana alternativa sociale nell’omosessualità.
A fianco, tre matrone taglia 50 agitano le braccia molli. Riportano minuziosamente aneddoti di vacanze tragicomiche di parenti serpenti, facendo ballare le tette. Ecco a cosa mira la curiosità della checca anziana! Alle forme verbali (e non) delle tre sciure in cui in parte si proietta e da cui prendere spunti…
Intanto un omino di fattezze pasoliniane, l’aria misera e un po’ mesta, la bocca sdentata (giuro, non è un’ossessione!) rimane stritolato in un cantuccio nello scomparto da quattro occupato dai culi abbondanti delle tre, finché non scivola via, si libera e scappa per scendere.
Un altro gay si siede e incrocia le gambette leziosamente. Ha un taglia molto minuta, indossa pinocchietti di jeans, una maglietta aderente scollo a V e occhiali da vista con una montatura enorme. Dal gioco degli sguardi della coppia di fronte si capisce che c’è un’affinità. I simili si riconoscono.
Un ragazzone con la T-shirt gialla invece rimane avulso e tratta solo col suo Iphone.
Ognuno ha la sua protesi o il suo giocattolo. A me non rimane che la penna per scrivere sul taccuino quel che vedo, e mi alzo il colletto della giacca: la temperatura non si è per nulla addolcita.

PAURA

agosto 1, 2013

Una giovane donna cingalese con i capelli lunghissimi (fino alle caviglie quattro anni fa, poi solo fino alle ginocchia: motivo di orgoglio, ecco perché gli uomini per punire le donne se la prendono coi capelli…) non parla italiano e si esprime con un inglese funzionale. Tiene serrati in mano 20 euro, pronta a pagare il bigletto che non era riuscita a fare (?). Se il controllore non passa li risparmierà. Ma le consiglio di cercarlo per informarlo. Così pagherà solo cinque euro in più, e non cinquanta. Per tutto il viaggio ha sussurrato una parola: PAURA. In italiano. Una delle poche che sa.

MRS ROBERTSON

marzo 8, 2010

Sono già due o tre le volte che per spostamenti giornalieri, dimentico gli occhiali da lettura. Ma, fortunatamente, con un minimo sforzo, e sotto la luce giusta, me la cavo ancora. Leggo lentamente e con la massima concentrazione. Vi sono tre livelli di immersione nella lettura: ad alta voce, dove si cura l'effetto ma alle volte se ne è lontani, ed è il più superficiale; a mente, e qui il ritmo è praticamente quello del sonno; scandito con le labbra ma solo bisbigliato, altamente focalizzato e minuzioso come nel caso in questione. Così rimane scolpita la narrazione!

Allora, che nesso c'è con Mrs Robinson? Che poi è Mrs Robertson, ma c'è assonanza.

Una tizia dall'atteggiamento ripugnantemente aristò, al telefono si presenta al suo interlocutore gracchiando: sono la signora RRRRRRRRobertson! E minaccia di passare ad altre vie se entro una settimana non succederà qualcosa…

Impossibile resistere: il treno è una fonte inesauribile di spunti! E quando la lettura necessita una pausa, lo spettacolo è assicurato.