Posts Tagged ‘uomini e donne’

NINFOMANIA E DERIVA PAVLOVIANA

gennaio 26, 2014

Riflessioni di genere sullo scoglio senza ombrellone fuori stagione (ma quando non piove lì è sempre stagione!). A un passo dalla frana, di cui si vede il fango che ancora cola in mare e si mescola al turchese dell’acqua limpida, un attempato conoscente passa e scambia due battute di gusto discutibile con le signore: ”Non temete, non vi salto addosso!”. Loro lo guardano sbigottite e una ribatte che una scena del genere non se l’era manco lontanamente figurata! Ma perché gli uomini sopra una certa età credono di essere divertenti facendo riferimento al loro tradizionale ruolo di predatori? Questo, vistosela grama, rincara con l’effetto di peggiorare la situazione: ”Ah, ma allora non siete delle nonfomani!”  Erano trent’anni che non sentivo quella parola che ha evocato un tempo lontanissimo in cui padri,  zii, conoscenti o vicini di casa maschi avevano l’autorizzazione a usare i termini ‘equivoci’ con particolare riferimento al sesso, mentre le donne no. Le timorate autentiche erano sempre in imbarazzo, tacevano, arrossivano o emettevano dei risolini e le altre, magari dotate di un linguaggio più sciolto, si contenevano comprendendo l’opportunità di non esporsi al giudizio popolare che avrebbe stigmatizzato il loro comportamento come volgare o sfrontato, per non dire tutta una sfilza di comuni epiteti. Il tipo non demorde e comincia a raccontare quella barzelletta che invece che ridere dovrebbe far singhiozzare: ”La sapete, no? Un bambino chiede alla mamma cosa vuol dire ninfomane. Una malata di sesso, risponde lei. Ah, fa il bimbo pensieroso, e un uomo che ha la stessa malattia come si dice? Uomo! ahahahahahahahhhaah”. Non ci si può credere ma esistono, e sono ancora in circolazione. Le donne, prese da uno slancio pedagogico, lo fanno ragionare sulla parola che di per sè indica fondamentalmente una mania e che forse questa mania riguarda(va) più i maschi della sua generazione, ma lui insiste a vederla come esclusiva: le ninfe sono donne, dunque la ninfomania riguarda solo le donne. E il corrispondente maschile? Sessuomane? Sì, forse, ma non è altrettanto forte. E sicuramente, meno riprovevole. Uno spaccato antropologico lì, pronto da analizzare.

Un cane si avvicina sbavando a tutti i sacchetti di plastica che sente stropicciare: una rivisitazione del riflesso condizionato pavloviano, in tempi di supermercati!

PRESERVATIVO GLOBALE

giugno 10, 2013

Leggo in qua e in là… La peste, con la riduzione drastica della popolazione, rese possibile il Rinascimento. Oggi…

Il nuovo libro di un famosissimo autore ‘di cassetta’ è così brutto da essere …divertente! E bravi recensori…

Piuttosto acquistate HANNAH E LE ALTRE di Nadia Fusini e troverete tre belle storie intrecciate.

Franca D’Agostini invece tratta della von Druskovitz, che non amava il potere e nemmeno gli uomini, per dipanare il ‘mistero’ dei femminicidi: tra il maschie e il femminile, in base a ciò che ciascuna parte si aspetta, qualcosa esplode e si tramuta in follia. L’HO UCCISA PERCHE’ L’AMAVO deve essere finalmente letto come L’HO UCCISA PERCHE’ METTEVA IN CRISI LA MIA IMMAGINE DI DOMINATORE.

http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=252

SETTE VELI E VELINE

agosto 27, 2012

Sette Veli è un gelato palermitano costituito dalla sovrapposizione di sette strati di creme dal cioccolato nero al latte bianco alla nocciola eccetera eccetera, che quando si lecca le papille si confondono totalmente. Le Veline sono le ambiziosissime ragazzotte italiane che partecipano alle selezioni e danno spettacolo di sè in tv condotte da un Ezio Greggio molto consumato che sembra il loro nonnino, e cantano e ballano per conquistare il pubblico e il suo voto di preferenza. Tra veli e veline, pensavo a quanto sarebbe bello invece disvelare un grappolo di faccende.

1. che le mogli hanno ancora la funzione sociale di mettere veli sulle carenze dei mariti, e che non si perdona loro di osare disvelarle;
2. che i segreti di famiglia possono essere materia di ragionamento;
3. che le donne sono ancora oggetto di ricatto morale, sociale, economico, sessuale;
4. che se le donne si autogestissero nell’attività di prostituzione, ne scopriremmo delle belle e dopo il controllo della fertilità sarebbe una vera liberazione;
5. che dalle donne ci si aspetta ancora che compiano un passo indietro a favore degli uomini, negando piuttosto le loro stesse qualità;
6. che le donne diventano nemiche delle donne, delle loro sorelle, fino a impedirsi a vicenda di vivere, o fino a martirizzarsi, e questo fa comodo agli uomini;
7. che l’autodeterminazione e la libera espressione non vanno proprio giù…

RADIO DAYS

Mag 28, 2010


L'ascolto di Radio3 è cresciuto del 61%.

Voglia di democrazia.

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/ContentItem-84dc6949-896e-45fe-8dc9-b374f32ca404.html?refresh_ce

L'amico incatramato 3

aprile 20, 2010

Allora, Natoli, cos'è il credente? Uno che ha qualcosa in più o in meno? Un privilegiato che ha raggiunto un alto grado di conoscenza o un ingenuo immaturo credulone e superstizioso?

Il credente si pone innanzi a un TU-DIO con una richiesta di giustizia, con una ammissione di difficoltà del vivere in un quadro di enigmaticità. Vuole sapere chi è e fuggire da sè. Vuole sapere chi sono i suoi genitori e lo chiede al TU-DIO. Ma se non Ti fai trovare all'appuntamento non sei DIO, non sei il DIO della PROMESSA.

La forza dell'uomo virtuoso e morale è l'attitudine di risolvere senza risolvere: resta lo sfondo misterioso alla ricerca di senso. E passare attreverso una contraddizione non significa superarla.

Ecco, i maschi in crisi incarnano la delusione di non trovare DIO all'appuntamento. L'amico che sfugge che tradisce è DIO che manca alla PROMESSA. Sono maschi che diventano vittime della stessa ingiustizia che per secoli hanno prodotto e che ora subiscono. Perciò annaspano nella ricerca di senso, problematizzano in maniera lancinante, talvolta vuota, e non si ritrovano nella simbolizzazione dell'esperienza, si sentono scoperti dal mito, e dalla sua produzione, poiché hanno perso l'abilità a raccontare e di conseguenza a mettersi in relazione, con il tramonto delle certezze e la crisi della speranza.

Perché tratto di uomini e non di donne? Perché le donne sono un altro mondo…