Posts Tagged ‘valori universali’

IL CRETINO DEL PARCHEGGIO

gennaio 24, 2010

C’è una vecchia volpe della politica milanese, curatore degli affari dei palazzinari di storica memoria, che interviene sulla stampa pensando di apparire autorevole e saggio solo perché vecchio, che difende i parcheggi sotterranei.

Ma, certo! I mostri di cemento ipogei, sono un toccasana per l’aria in città: sottraggono le auto dalla superficie, che girerebbero a vuoto per ore alla ricerca del posto! E l’operazione si completa con una elegante riqualificazione dell’area adibita a giardinetti, restituendo ai cittadini uno spazio verde pulito e ordinato… Se qualcuno obietta che gli alberi lì sopra non ci crescono, eh ma valà, come no? non vedi le palme? e le altre gentili essenze che fioriscono in primavera?

In via Stromboli, c’era un angolo di boscaglia selvaggia fino a pochi mesi fa, ora è una crosta penosa di cemento con inserti paragonabili a vasetti di balconcino, e palmette atrofiche piantate dentro a forza.

I nuovi affaristi del box sotterraneo, ammanicati bene, hanno le ville e le barche.

IL LUNGO PRANZO DI NATALE

dicembre 23, 2009
…chi si ostina a farlo?

IL LUNGO PRANZO DI NATALE 
è un dramma in un atto di Thornton Wilder.
Rende perfettamente la ripetitività delle tradizioni,
che si pretendono tali, ma ormai risultano svuotate di senso.

Trovo ampia conferma presso teste brillanti che
la vituperata idea di anticipare
un simpatico incontro tra amici o parenti
attorno a un buffet,
sarebbe la soluzione migliore per conciliare
il desiderio di affiatare il gruppo con
la necessità di non esagerare con il cibo!

ecchèviavevodetto?

(continua il sondaggio)

AFFRANTA

novembre 18, 2009


Ci ho pensato su e ho concluso che questa lettera intima è troppo bella e emozionante per rimanere chiusa. Poi forse la toglierò, non so…

Sì, Paola, sono proprio io! la foto è di maggio, la comunione di M. Dopo di allora mi è successo di tutto, già da maggio non stavo tanto bene e non si riusciva a capire cosa avessi, ad agosto sono andata in Calabria dove i miei hanno affittato un appartamentino al mare ed avevano già portato giù i miei figli, e quello è stato il clou della situazione prima mi hanno curato per depressione da stress lavorativo, poi per epilessia, per fare una TAC ci volevano mesi, per una risonanza non se ne parlava assolutamente perché non ero "URGENTE"…io peggioravo a vista d’occhio e non riuscivo più a camminare senza appoggio ed inciampavo sui miei stessi piedi, L. è partito con i bambini perché doveva tornare al lavoro, dopo pochi giorni io sono partita con i miei e qui a Torino dormivo a casa loro perché non ero autosufficiente, io di quel periodo non ricordo molto, so solo che un giorno ho avuto tre crisi di tremore una dietro l’altra e mio papà ha chiamato d’urgenza un’ambulanza, mi hanno portato all’ospedale di competenza e mi hanno fatto immediatamente la TAC e l’hanno scoperto, un tumore al cervello, per fortuna mia e grazie a Dio benigno, un meningioma che mi aveva preso tutta la parte sinistra del cervello che avevo già da anni ed era arrivato ormai a comprimere così tanto da scatenare tutto quello che stavo passando, l’ospedale mi ha portato a fare la risonanza ed a fare una visita presso l’ospedale CTO che è assolutamente il migliore di Torino, poi mi ci hanno riportato dopo qualche giorno perché aspettavano che si liberasse un letto nel reparto di neurochirurgia che era saturo, ma ero così urgente che alla fine mi hanno riportata  al CTO il 28 settembre che mi ha messo in un piano dove c’era un posto libero, il 29 mi hanno fatto l’angiografia (mamma quanto ho sofferto, il tumore era così avanti che mi hanno cauterizzato un’arteria in modo da non farlo camminare e questo senza anestesia perché era necessario che fossi cosciente), hanno avvisato subito la neurochirurgia che dovevo essere operata la mattina dopo e così è stato, la prima del mattino dopo, rispetto all’angiografia per me l’operazione è stata un dolce dormire. Riaprire gli occhi e vederci di nuovo bene e riuscire a leggere di nuovo per me è stato come rinascere… di solito il tempo di ricovero è 10 giorni, dopo 5 giorni io ero così autosufficiente che mi hanno chiesto se volevo andare a casa perché erano pieni di richieste di ricovero urgenti, figurati se non accettavo, non vedevo l’ora anche se in ospedale si stava benissimo. Sicuramente il recupero è stato veloce anche perché il miglior chirurgo ha fatto un’operazione magistrale. Il problema è che per un po’ ti danno come cura dosi massicce di cortisone ed ognuno ha la sua reazione, io di giorno mi controllavo anche se ero molto ansiosa ma di notte non riuscivo a dormire e quel poco che dormivo erano incubi, mi svegliavo non sapendo dove fossi…. sono stata 5 giorni a casa mia ma io e L. eravamo disperati al punto che mia mamma mi ha portato a casa sua, a dormire nel lettone con lei , mio papà si è trasferito in salotto, per 5 notti ho fatto impazzire anche loro, ma appena finito il cortisone ho ricominciato subito a dormire. Sono stata con i miei un mesetto finché non mi sono sentita in grado di farcela da sola (anche perché avevo del liquido in testa e praticamente una volta a settimana i miei mi accompagnavano dal chirurgo per aspirarlo), e finché la nostalgia di casa non si è fatta sentire, la mia famigliola la vedevo quasi tutti i giorni e la domenica stavo sempre a casa mia ma vivere con loro è diverso. Certo che L. è un uomo meraviglioso, da fine agosto si è occupato lui della casa e dei ragazzi….
io di salute sto bene, sono un po’ anemica ma la mia dottoressa mi riempie di medicine che mi tirano su e ogni due settimane faccio l’emocromo per controllare la situazione che man mano migliora; l’unico problemino è che sono in menopausa precoce, come mia nonna e mia mamma, ma il 24 vado dall’endocrinologo con l’ultimo esame che mi ha prescritto e dovrebbero darmi una terapia sostitutiva per farmi continuare ancora per un po’ di anni perché sono troppo giovane, comunque sintomi ancora non ne ho. Come umore adesso patisco, i miei sono andati per un po’ di giorni in Calabria e puoi capire come mi mancano anche se li ho spinti a prendersi una pausa tanto a fine mese rientrano, ma soprattutto  io non sono abituata a stare a casa, avere tempo libero mi fa troppo pensare e questo ogni tanto mi crea qualche magone, qualche piantino etc., comunque il 30 ho il colloquio al centro di igiene mentale perché vogliono valutare se ho bisogno di uno specialista, sicuramente adesso ho bisogno almeno di uno psicologo.
Mamma, Paola, scusa se ti ho fatto un sermone sulla mia vita! Pensa che è la primissima  volta che dico a qualcuno che ho avuto un "tumore", dico sempre "una cosa brutta" od un "meningioma", è una parola che non riesco a tirar fuori. Chi mi vede non si rende conto di niente, la parrucchiera mi ha fatto un bel caschetto corto che nasconde la zona della cicatrice e vedersi "carina" per me è importantissimo.
Dobbiamo comunque vederci in qualche modo, i ragazzini sarebbero felicissimi di rivedere U., digli che su Facebook c’è anche I., M. non possiamo ancora aprirgli una pagina ma può scrivergli su quella del fratello.
Meno male che ho il computer a casa, per me è un ottimo diversivo, ma adesso proprio devo andare a rifare i letti!!!
Un bacione grande! G.

Ronde-Rande

luglio 29, 2009

Io non ho bisogno di ronde, ma di rande. Per veleggiare lontano. Da questo pantano.

IL RIDICOLO DELLA NOTA

Mag 15, 2009

IL RIDICOLO DELLA NOTA 1

 

Nonostante i ripetuti richiami, KQ disturba continuamente la lezione, mangia, canta, si alza senza permesso e rutta in faccia all’insegnante. Firma.

 

La docente lesa, si reca con il registro e l’alunno incriminato dal preside per chiedere supporto. Il preside sospira, guarda in faccia con un sorrisino sprezzante l’alunno. Parte la convocazione del consiglio di classe per motivi disciplinari e per decidere l’entità della sanzione da comminare. Dopo aver sentito ripetere la parola RUTTO sessantatre volte in un’ora e quarantadue minuti, il CdC di cui faccio parte, delibera che il ragazzo venga sospeso dalla frequenza delle lezioni per cinque giorni. Con la motivazione che ha mancato di rispetto all’insegnante, procurando un danno all’immagine dell’istituzione e a se stesso per aver rifiutato di partecipare responsabilmente al dialogo didattico-educativo. La macchia della sanzione influirà sul giudizio finale. Ma l’eco del rutto accompagnerà l’insegnante per il resto della sua onorevole carriera.

 

IL RIDICOLO DELLA NOTA 2

 

Nonostante i reiterati avvertimenti, l’alunna HW ride incurante in faccia al professore che richiamato dai rumori che giungono fin nei corridoi e nelle aule vicine (mentre l’insegnante era impegnata a scrivere una nota per il ritardo di altri quattro alunni),  accorre dall’esterno per sedare la classe.

 

L’alunna accusata di atteggiamento irrispettoso, viene trascinata in vice-presidenza e minacciata di sospensione. Non varranno a migliorare la sua posizione tutte le spiegazioni che la ragazza, dimostrando una buona dose di capacità di autodifesa, produrrà. Il prof si irrigidisce vieppiù e ribollendo di rabbia, a mandibola protratta e paonazzo le ingiunge sibilando di tacere, scusarsi e tacere. L’estrema conclusione viene evitata per intercessione di due insegnanti che trovano il modo per minimizzare e riportare la vicenda sui binari della ragione della pacatezza e del buon senso. La ragazza che merita di essere valorizzata, trattata ingiustamente, era stata condotta attraverso meccanismi relazionali perversi, a reagire in maniera esasperata e ciò fa comodo a chi conosce solo il linguaggio della repressione. Ma quale dialogo didattico-educativo?

PELLEGRINAGGIO AL LARIO

Mag 6, 2009

Cara Veronica,
non so se il tuo pseudonimo venga da questo magnifico lago prealpino (dovrei fare qualche ricerca in proposito) ma non sapendo bene con quale modalità appoggiare la tua campagna (elettorale) di autodeterminazione ed emancipazione, ti ho dedicato un pellegrinaggio.
Innanzitutto, dato che sei (sei stata e sei ancora nonostante i ritocchi) bella come una madonna, sto raccogliendo adesioni per intitolarti un santuario. L’idea più elevata è, in tempi di cemento avariato e scosse telluriche inaspettate, quella di progettare un santuario ipogeo (sai cosa vuol dire, vero? semmai da’ una controllatina in internet) in un luogo simbolico, che so, macherio, nel parco della villa, perché tu te la fai assegnare vero? e lì tac, senza scompigliare l’architettura e tutto l’assetto dei viali e dei laghetti, ci viene un grande open con colonne di presa di luce naturale ad altissima diffusione. Tutto ricoperto di terra e erba, in piena armonia con l’esistente!
E io Veronica che sono nel ramo del turismo culturale, ti porto bella gente, educata ed ecosensibile, che ti sarà profondamente devota!
Facciamo un bel programmino di incontri tematici sull’ecocompatibilità, il risparmio energetico, il car-sharing, il riuso, il riciclaggio dei rifiuti e ti dirò di più, ci mettiamo in rete con associazioni no profit, realtà imprenditoriali con spiccata propensione per il sociale, cooperative, gruppi solidali di consumo; ti presento Jacopo Fo che tanti anni fa ha intrapreso in Umbria un’attività agro-turistica-pedagogica ispirata al benessere psico-fisico, che implica il ritorno alla lentezza, ai ritmi natirali, alla natura. Invitiamo filosofi, scrittori, artisti, coreografi…
Ci sarà ad esempio una bella vasca idromassaggio per una fantastica abluzione profumata all’entrata del santuario, una sorta di quick wellness-confessionale, per prepararsi meglio ad accostarsi a te, candidi, rinnovati e pronti a ricevere la tua luce!
Ora, come dicevo, non so se sei Lario per via di questo posto che oggi ho visitato in tuo onore, da Lecco a Varenna in ginocchio! E su a piedi al castello di Varzio con i suoi merli quadrati e i rapaci in mostra (falchi, poiana, gufo reale, barbagianni…), e giù fino alla fonte del fiume Latte, che subito sfocia in te, nel Lario, accogliente, a pochi metri, essendo il fiume più corto del nostro Bel Paese.
Io Veronica, nel mio piccolo, sono con te, e ti scrivo pubblicamente su questa prestigiosa testata per farti arrivare il mio abbraccio solidale, il mio intento propiziatorio, la mia volontà premonitoria e tu sai quanto sia importante visualizzare un futuro prossimo per renderlo possibile, anzi reale, già segnato! Riappropriati della Casa e della Libertà insieme a tutto il tuo Popolo, Veronica! Il Popolo ti acclama adorante!

FORZA VERONICA!

PRESERVARE LA VITA? (LA DIGNITA', L'ECONOMIA…)

aprile 17, 2009

Giovani genitori mostrano le macerie della loro casa spiegando ai giornalisti che i figli sono rimasti intrappolati e non ne sono usciti vivi. Intorno si vedono edifici relativamente nuovi, quelli del cemento armato truccato, delle norme antisismiche non rispettate, delle mafie dei costruttori corruttori della politica e dei politici corrotti. Come l’ospedale e la casa dello studente scandalo. Eppure, e spero di sbagliarmi, il clima che si respira è di strana sopportazione del disastro colposo, di rassegnazione. Di fronte alle morti evitabili di cui si dirà ‘provocate dal terremoto’ e non dalla negligenza o dalla truffa, strabilio. Siamo attoniti, è vero, ma non completamente deprivati di senso critico, o no? 

Mi viene in mente un piccolo insegnamento che ricevetti da bambina alla fine degli anni sessanta, attraverso la riflessione che forse una maestra, ci aveva proposto sulla famosa ‘furbizia’ degli italiani: le cassette di arance esportate contenevano in superficie quelle belle e sotto quelle scadenti, per non dire marce. Lo stesso vale per pomodori, mele, uva… La facciata e il calcestruzzo…

Conviene? A chi? Ai soliti noti o ignoti che si arricchiscono più o meno transitoriamente? E chi ne fa le spese? Qualche disgraziato messo rapidamente a tacere dal dolore e dalla disillusione? L’immagine di un Paese? La comunità… un soggetto astratto… Siamo abituati culturalmente a compensare le figure di merda con i lustrini di incessanti iniziative di promozione nei settori che ci contraddistinguono e ci rendono famosi nel mondo e su cui si insiste per far lievitare l’orgoglio italiano: la moda, il cinema, i festival, il calcio… il design…

Siamo addestrati a incensare furbi imbroglioni affaristi e a indicarli come modello di vita e di realizzazione individuale nel tessuto sociale…

Intanto la politica dissennata corrode e dissipa le risorse. Ci impoverisce in tutti i sensi. Irreversibilmente.

ISS e fumo

marzo 31, 2009

L’Istituto Superiore di Sanità sta studiando un modo per far smettere di fumare le sigarette di tabacco su cui gravano le tasse statali agli italiani. Oltre ai messaggi IL FUMO UCCIDE, PROVOCA IL CANCRO, ecc. vorrebbero introdurre il foglietto illustrativo (tipo ‘bugiardino’ dei farmaci) della composizione del trinciato e delle molecole cancerogene che si sviluppano con la combustione tra cui il famigerato BENZOPIRENE, insieme agli altri 4000 composti!

Obiezioni. 1. Chi lo leggerà? 2. Quanta carta dovremo sprecare per vederla volare sulla strada o in spiaggia o in giro ovunque, insieme alle cicche che ancora gli italiani gettano in terra, totalmente incuranti? 3. Quante e quali altre modalità di comunicazione si possono trovare per trasmettere efficacemente lo stesso messaggio?

Hanno installato nelle stazioni degli schermi da grande fratello che trasmettono in continuazione immagini di gente che mangia che beve che va in vacanza che veste fashion… Proposta: a un certo punto un gong interrompe il flusso dei filmini patinati, si fa una pausa di silenzio e di schermo al grigio nero, poi una voce sintetica simile a quella che dice arrivederci al casello in autostrada, se si vuole essere repellenti, o come quella che qualche anno fa diceva ‘palestro, stazione di palestro’ in metropolitana e che hanno censurato perché troppo calda…che è certamente attraente, cita un composto del fumo e lo illustra come il vocabolario, così entra nelle nostre teste. 

http://www.adnkronos.com/IGN/Salute/?id=3.0.3157068766

http://www.nonsoloaria.com/fumo.htm

http://www.itisberenini.it/chimica/testo/FUMO%20DI%20SIGARETTA%20PER%20GREEN.pdf

 

MA DOVE FINISCE BUCCINASCO E INIZIA CORSICO?

marzo 22, 2009

…anni fa pensavo che tra milano e corsico ci fosse una grande distanza percorribile solo con i mezzi a motore, pubblici o privati… vedevo l’autobus 325 da romolo… ero stata accompagnata in auto, passando da via lorenteggio e mi sembrava un gran giro!

  

non so come e non so quando, ho preso la bici (da arzdora e non da ciclista!) e mi sono infilata in quella via serpentina che porta da piazza napoli (grosso modo) a san cristoforo sul naviglio: lì inizia il territorio delle due canottieri milano e olona, e oltre percorrendo sempre la strada sul naviglio verso fuori, con a sinistra il lungo perimetro della vecchia richard ginori, in parte rivitalizzata da attività commerciali legate alla moda con la storia degli show room che imperversa(va?)…, si arriva al famoso

PARCO POZZI

dove oggi si svolge la manifestazione 

INSIEME PER LA LEGALITA’

si va lì in bici per le 16.30 e si degustano i prodotti di LIBERA TERRA coltivati su terreni confiscati alla mafia.

Ma prima di condividere il momento di riflessione gastro-politico-sociale, torno al mio giardinetto: dicevo che non ero abituata all’idea di vivere l’hinterland con agilità fisica e mentale. Prima di svilupparne l’attitudine, ancora oggi solo in embrione, arrivata con una gradualità micrometrica e tempi da era geologica, ricordo come rimasi spaventata (non è vero… forse scossa, ma neanche… meravigliata, nella mia spontanea curiosità urbanistica!) dalla vista di piazza Tirana che, dieci anni fa, era un capolinea di tram, dove ero approdata per errore cercando un supermercato …chiuso di lunedì mattina, quando il riposo settimanale era un’istituzione rispettata e ora guarda dove siamo finiti con l’assedio continuo della mer…ce!

Insomma arrivo al punto: lungo la ciclabile del naviglio che puzza a tratti di fogna ma molti ci corrono a piedi o in bici e ci passeggiano imperterriti anche perchè non abbiamo alternative così vicine e accessibili e che si prestino allo scopo…si arriva dopo aver superato un avanzo di ferrovia verde arrugginita sopraelevata, a un’altra area appartenente alla vecchia fabbrica delle ceramiche e porcellane POZZI GINORI: lì fanno sgomberi di clandestini che si nascondono tra i muri fatiscenti, dove crescono ailantus… Il parco ha una tensostruttura al centro e giochini per piccini, devastati dai ragazzacci. C’è anche un cavalcavia ciclabil-pedonale che porta alla fabbrica di ANGELO GRAVINA, nel senso che porta dalla parte opposta del naviglio dove sorgono edifici di tutte le dimensioni e forme architettoniche in una stratificazione storica di un secolo e mezzo, con tutte le attività artigianali che contraddistingu..(evano) la zona.

Venghino a vedere con i suoi occhi!!!

(MA DOVE FINISCE BUCCINASCO E INIZIA CORSICO?)

CHE SKIFFER..!

febbraio 22, 2009

La Skiffer sa quel che vuole: 10 partecipanti paganti ossequianti al suo tour. 1500 euro alla settimana in barca, d’agosto, cuccetta + servizi + sevizie psicologiche. Sono escluse le spese di cambusa da concordare a seconda delle esigenze del gruppo. Ma come si fa a stabilire le esigenze di un gruppo eterogeneo? Un gruppo di persone adulte che decidono di uniformarsi diligentemente su cosa mangiare a colazione, cosa mangiare a merenda e cosa tenere di riserva: ve le immaginate? Non parlo per esperienza diretta ma per osservazione darwiniana. Allora, questo è anche il motivo del mio tergiversare, ho visto scendere a terra il gruppo e dirigersi verso il supermercato, ho intuito che la lista della spesa era stata compilata da un soggetto o due con il contributo relativo degli altri che dicevano di aggiungere o togliere qualche cosa senza però produrre effetti significativi, ho visto un piccolo drappello disunito pilotato dai ‘leader’ autoaffermatisi come tali con la forza del carattere, con gli strumenti della prevaricazione e del ricatto morale, in una dinamica perversa che si vede nei piccoli contesti così come nelle situazioni allargate, socialmente rilevabili.

Un certo René Girard, che consiglio di leggere, è emblema delle sue stesse teorie. Si tratta di uno studioso che sostiene che tutto nell’esistenza, sia in ambito privato che pubblico, obbedisce alle leggi del:

–  desiderio mimetico;

–  capro espiatorio.

Egli stesso è rimasto a lungo isolato dalla comunità filosofica e trattato come un capro espiatorio. Non credo che ne fosse stupito!  Da qualche anno è membro dell’Accademia di Francia.

La Skiffer, dicevamo, fa bene i suoi conticini e incassa. Deve ovviamente trovare il modo di soddisfare i suoi clienti che non sono semplicemente clienti ma fratelli di mare, compagni di avventura, e che si mettono nelle sue mani dal primo all’ultimo giorno, perché lei governa la barca, lei sa come farla partire e ormeggiarla, lei sa prendere il mare anche in condizioni avverse, lei li esorta o li conforta a seconda delle circostanze, lei li vezzeggia, ma anche li controlla e talvolta li rimprovera. Un mestiere di responsabilità, è fuori di dubbio. Un mestiere che esalta le proprie capacità organizzative, il proprio senso di onnipotenza: un mestiere da dio!

10 sono i ‘fortunati’ allora, che salpano alla volta delle isole minori o verso i tratti di costa mediterranea più selvaggi e impervi, raggiungibili solo via mare.

Così il rito sacrificale si compie, anche in vacanza, anzi insospettatamente proprio lì raggiunge le sue forme più insidiose!          …continua