Posts Tagged ‘violenza alle donne’

IL PRETESTO

aprile 23, 2009

A Porta a Porta c’era Garlasco. Al centro, il probabile litigio tra i due sui contenuti dei siti visitati dallo Stasi. Come movente.

Parla la psicocosa (…) della diffusione sempre più ampia di sesso virtuale rapido e distaccato.

Vespa si strofinava le mani, come al solito.

CHE SKIFFER..!

febbraio 22, 2009

La Skiffer sa quel che vuole: 10 partecipanti paganti ossequianti al suo tour. 1500 euro alla settimana in barca, d’agosto, cuccetta + servizi + sevizie psicologiche. Sono escluse le spese di cambusa da concordare a seconda delle esigenze del gruppo. Ma come si fa a stabilire le esigenze di un gruppo eterogeneo? Un gruppo di persone adulte che decidono di uniformarsi diligentemente su cosa mangiare a colazione, cosa mangiare a merenda e cosa tenere di riserva: ve le immaginate? Non parlo per esperienza diretta ma per osservazione darwiniana. Allora, questo è anche il motivo del mio tergiversare, ho visto scendere a terra il gruppo e dirigersi verso il supermercato, ho intuito che la lista della spesa era stata compilata da un soggetto o due con il contributo relativo degli altri che dicevano di aggiungere o togliere qualche cosa senza però produrre effetti significativi, ho visto un piccolo drappello disunito pilotato dai ‘leader’ autoaffermatisi come tali con la forza del carattere, con gli strumenti della prevaricazione e del ricatto morale, in una dinamica perversa che si vede nei piccoli contesti così come nelle situazioni allargate, socialmente rilevabili.

Un certo René Girard, che consiglio di leggere, è emblema delle sue stesse teorie. Si tratta di uno studioso che sostiene che tutto nell’esistenza, sia in ambito privato che pubblico, obbedisce alle leggi del:

–  desiderio mimetico;

–  capro espiatorio.

Egli stesso è rimasto a lungo isolato dalla comunità filosofica e trattato come un capro espiatorio. Non credo che ne fosse stupito!  Da qualche anno è membro dell’Accademia di Francia.

La Skiffer, dicevamo, fa bene i suoi conticini e incassa. Deve ovviamente trovare il modo di soddisfare i suoi clienti che non sono semplicemente clienti ma fratelli di mare, compagni di avventura, e che si mettono nelle sue mani dal primo all’ultimo giorno, perché lei governa la barca, lei sa come farla partire e ormeggiarla, lei sa prendere il mare anche in condizioni avverse, lei li esorta o li conforta a seconda delle circostanze, lei li vezzeggia, ma anche li controlla e talvolta li rimprovera. Un mestiere di responsabilità, è fuori di dubbio. Un mestiere che esalta le proprie capacità organizzative, il proprio senso di onnipotenza: un mestiere da dio!

10 sono i ‘fortunati’ allora, che salpano alla volta delle isole minori o verso i tratti di costa mediterranea più selvaggi e impervi, raggiungibili solo via mare.

Così il rito sacrificale si compie, anche in vacanza, anzi insospettatamente proprio lì raggiunge le sue forme più insidiose!          …continua

San Violentino

febbraio 14, 2009

Sta per volgere al termine questa giornata all’insegna dei festeggiamenti   

Si contano intanto le vittime della violenza sessuale, tra cui una ragazzina di 14 o 15 anni a Bologna, stuprata da un tunisino di 33 anni, uscito di galera da un mese.

Contemporaneamente si sono registrati altri casi.

I fidanzatini seviziati: maschi legati e rinchiusi nel bagagliaio, femmine stuprate.

DOMANDA: ma i genitori non possono invitare i ragazzi a starsene in casa comodamente a esercitare il sesso mentre loro se ne escono a mangiare il gelato o per andare a trovare la zia Faustina?

Precisazione: lo stupro non ha giustificazione, ovvio, ma se la prevenzione non è attuata o non è efficace, e il rischio che accada rimane elevato anzi aumenta, come può pensare un genitore che la figlia quindicenne che esce alle dieci di sera da sola non possa essere presa di mira da molestatori violentatori? La responsabilità non è trascurabile. Ma qui le carenze educative, l’incapacità di parlare apertamente ai propri figli non vengono prese in considerazione. E così le colpe sono sempre degli ‘altri’! I rozzi stupratori assassini in primis servono ai politici disonesti per distogliere l’attenzione dalla complessità sostanziale dei problemi e creare il caso, il capro espiatorio, il fenomeno del nemico che dilaga. Ben altre sarebbero le modalità di intervento, oltre alla semplice e troppo spesso fasulla repressione.

CASE CHIUSE

febbraio 13, 2009

P. mi ha riferito che:

1. In Svezia all’inizio degli anni ’60, facevano firmare agli stranieri che soggiornavano negli alberghi, un’informativa sulle modalità di approccio verso le donne per strada o in altri luoghi pubblici: le molestie sarebbero state perseguite e punite. Si poteva invece usufruire regolarmente di servizi di sesso a pagamento in locali appositi (bar e nights), senza incorrere in censure o sanzioni.

2. In Italia, i cazzuti dai 18 in su, orfani delle case di tolleranza dal 1959, si servivano del mercato illegale e continuavano a molestare le donne, le ragazze  e le bambine per strada, in casa, ovunque.

3. Ma per lo più le ragazze continuavano a pensare che fosse un affare mantenersi vergini per contrattare un matrimonio più vantaggioso. Il moralismo cattolico imperava e copriva come una pàtina la vita vera degli italiani. Guai per chi è diventata l’unica realtà.

4. Sua moglie era certamente illibata. Così doveva essere. Prima del matrimonio era stata controllata a vista.

5. L’Italia era ed è un paese a tratti molto incivile, bassamente incivile, irrimediabilmente incivile e arretrato.

Carlà, la tecnologia e la violenza.

gennaio 27, 2009

VARIE ED EVENTUALI

Innanzitutto mi proietto in Carlà e faccio un appello: se il futuro papabile candidato alle elezioni presidenziali in Italia, la cui età presumibilmente ora si aggira sui 50 anni, cerca moglie, io divorzio e lo sposo! Voglio essere Paolà.

POI, devo esprimere un sentito grazie alla Tecnologia (ma anche al tecnico volontario che mi assiste) che mette a disposizione oltre che il pc portatile, la mobile card (o simili) per collegarsi in quasi ogni luogo della Terra, non necessariamente da casa, e ciò si concilia bene con il mio spirito nomade. Devota!

VIOLENZA: di solito accade alle donne di subirla. Ho disperso un commento su un blog (a firma di un certo Lucio che però non so come ritrovare… chi mi aiuta?) di questa comunità che un paio di giorni fa raccoglieva riflessioni sulla ormai nota canzone del Paoli che fa riferimento alla pedofilia, indicando una possibile via al perdono. Scandalo. Per alcuni. Altre reazioni sono invece piuttosto indifferenti o di blanda critica o delusione. Sento ora che ai centri antiviolenza sono stati decurtati i fondi pubblici per compensare il mancato introito dell’ICI. E stamattina su RAI-RADIO3 per Faccia a Faccia, la responsabile di un centro di Milano terminava il suo intervento sostenendo l’importanza della denuncia da parte delle donne violate, l’importanza di uscire dal silenzio il più presto possibile. Per le bambine rimane l’aiuto degli adulti vicini, spesso troppo distratti se non del tutto vigliacchi. Parlare, parlare, parlare. Denunciare. La canzone per quanto discutibile serve come spunto per riaprire il confronto sul tema. La battuta del presidente del consiglio sulle belle donne impossibili da difendere è piuttosto ributtante, fuorviante, ingiustificabile ma purtroppo anche questa è servita a muovere ulteriormente il dibattito.

Ho sentito la storia di una giovane donna, come congelata in un’età indefinita, anche fisicamente ripiegata, immatura, ma soprattutto agghiacciante per l’espressione terrorizzata e incredula al tempo stesso dipinta sul volto, che aveva rimosso la violenza subita dal padre. Ora  non riesce a parlargli. Cerca da mesi appoggio nella madre e nella sorella ma non lo ha ancora trovato: è sola e impaurita. Un’associazione la sta aiutando. Ho la sensazione che lei voglia essere aiutata a perdonarlo. Io sarei per un bel taglio netto con la famiglia che l’ha violata, le ha tolto la serenità, le ha impedito di vivere pienamente… ora che ha preso coscienza della sua vicenda, ma evidentemente il legame con i familiari per taluni è irrinunciabile… Devo pensarci su ancora, non so cosa ne sortirò, temo niente di più.