Posts Tagged ‘violenza’

CASE OCCUPATE A MILANO

Mag 2, 2014
ricordo il giorno dello sgombero

ricordo il giorno dello sgombero

SAN FRANCESCO FA DANNI

luglio 25, 2013

Tre uomini e una statua. Imballata con le millebolle. Non ci sta sul camion, però! La terracotta dipinta su base lignea e con accessori, si scontra col tettuccio e la croce si piega. Bisogna rimuoverla. Le millebolle sono tenute insieme da nastro adesivo e senza un taglierino i tre cominciano a strappare e a dar colpi a destra e a manca con le chiavi e altri arnesi di fortuna. Uno si ferisce. Il dolore lo paralizza. A bocca spalancata. Trastevere, ieri.

Non ho mai sentito bestemmiare tanto come in Liguria. Una violenza verbale che ancora si compie prevalentemente sulle donne. Risuona nella valle da un versante all’altro e prelude a qualcosa di peggio.

Bestemmie zero all’ombra di Castel Sant’Angelo e bici contate, nonostante la ciclabile lungotevere.

In un ospizio della famiglia Doria Pamphilii si tiene anche un corso in inglese. Nell’aranceto si fanno interviste di feed-back. But, the main question is: what is the royal baby’s name?

NEL GIORNO DI BAGNASCO

settembre 29, 2011


 

ALAIN DELON A PORCIA


R. alle Cave, racconta che nel'41 a sei anni era sfollato da Milano a Pordenone Porcìa. C'era un castello con il suo conte. Il contado tutt'intorno e la Foresteria. Era andata così. La madre aveva intimato a R. di accertarsi che i potenziali genitori affidatari avessero le mucche. Solo in quel caso poteva accettare di seguirli. Pareva un mercato del bestiame davvero. La prima potenziale madre non aveva mucche. Il secondo potenziale genitore escalmò: euh, ghe ne xè de muche! I suoi parenti avevano le bestie; lui e la moglie, un'osteria, al castello di Porcìa, alla Foresteria, precisamente. Dove si trovava il telefono pubblico e la cucina della Marta pronta a soddisfare le papille e gli stomaci degli ufficiali tedeschi. Il tavolo rotondo massiccio, lui, R., lo spostava da solo sollevandolo con la schiena, correva veloce a chiamare chi era richiesto al telefono e bagnava l'orto trasportando due secchi da 20 litri alla volta, a sette anni. Un bambino servizievole e prezioso!

La conversazione scivola sull'iniziazione sessuale… Al pomeriggio correva l'obbligo di riposare. Aveva a disposizione un grande letto di 'pannocchie' ma era così ampio che ogni tanto gli si infilava accanto un ospite. Spesso era una ragazzina. Ma questa è solo la premessa. Nulla accadde, dice R. che però rievoca una situazione simile più avanti, sui 12 anni, dove la vicina gli prese la mano, la diresse nella zona mutande, e se la posò sulla parpaja topola.

Per saperne di più consultare i testi di Fo.

Sui sedici, già nell'ordine di idee di esercitare appieno, incontra una baraonda di ragazze. R. non ha responsabilità del suo enorme, travolgente successo… Che si consolida nei decenni a seguire. Assomiglia semplicemente all'uomo più bello dell'epoca: Alain Delon!
 
Ma ancora un ricordo dei 12 anni affiora, quando, una volta rientrato a Milano per avviarsi al lavoro, si faceva ancora la fame. Un macellaio gli teneva i fondi del prosciutto. Poi, R., si comprava due lire di pane e andava a mangiare ai Giardini di via Palestro. Un giorno lo avvicina un prete giovane con la sottana che lo invita allo zoo. Vieni con me? Andiamo a vedere i leoni. Gli fa vedere anche i corridoi stretti tra le gabbie dei leoni dove probabilmente passano i guardiani per dare il cibo agli animali (futtern die Tiere!). Il pretino si avvinghia al ragazzino ansimando.

 

COMMUNITY

marzo 16, 2010

Spesso faccio riferimento a RADIO 3, che è per quanto riguarda i media, la mia community. Aderisco; mi ci riconosco; gioisco (quasi sempre) di quel che sento.

Una annotazione. Elettoralmente parlando non facciamo paura: siamo critici, ma pochi.

Le trasmissioni tv invece sono state oscurate. La tv infatti sposta. I voti.

Non possiamo confrontarci, ragionare, scambiare opinioni.

E dato che in Italia, la tradizione di voto dà una certa garanzia di continuità, se non disturbi l'elettore, lo induci, nel suo placido torpore a continuare a votare per quella stessa bandierina (stinta, macchiata… o patinata?) delle passate elezioni.

Vietato perturbare l'ordine, vietato muovere le acque. Sennò il torbido torna a galla, affiora.

SHHHH! Silenzio, si vota!

IL CRETINO DEL PARCHEGGIO

gennaio 24, 2010

C’è una vecchia volpe della politica milanese, curatore degli affari dei palazzinari di storica memoria, che interviene sulla stampa pensando di apparire autorevole e saggio solo perché vecchio, che difende i parcheggi sotterranei.

Ma, certo! I mostri di cemento ipogei, sono un toccasana per l’aria in città: sottraggono le auto dalla superficie, che girerebbero a vuoto per ore alla ricerca del posto! E l’operazione si completa con una elegante riqualificazione dell’area adibita a giardinetti, restituendo ai cittadini uno spazio verde pulito e ordinato… Se qualcuno obietta che gli alberi lì sopra non ci crescono, eh ma valà, come no? non vedi le palme? e le altre gentili essenze che fioriscono in primavera?

In via Stromboli, c’era un angolo di boscaglia selvaggia fino a pochi mesi fa, ora è una crosta penosa di cemento con inserti paragonabili a vasetti di balconcino, e palmette atrofiche piantate dentro a forza.

I nuovi affaristi del box sotterraneo, ammanicati bene, hanno le ville e le barche.

PIPPA

dicembre 9, 2009

in verde l’abbiamo festeggiata:

http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=83036

L'iniziazione

Mag 4, 2009
NOVELLO G.


Alcuni anni fa un alunno mi raccontò una storia esemplare. D’estate e non solo tornava al paese d’origine di uno dei suoi genitori. Lasciato libero di muoversi tra i vicoli e la piazza, tra motorini precoci cavalcati da almeno tre, fumo precocissimo, bravate e smargiassate continue, noia strisciante, G. vedeva spesso passare un uomo anziano (sui sessanta, mi dice) riverito da tutti. Riverito perché temuto. Temuto perché potente. Potente di un potere sottile e greve, visibile e invisibile. Sapeva bene cosa fosse. Senza saperlo.
Un bel giorno G. si trova a passare nella piazza molto vicino all’uomo potente. Si incrociano gli sguardi. G. sente che quell’uomo lo calamita. Se ne sente così attratto che non sa come sia successo che poi si fossero trovati a parlare insieme. Un microgesto gli aveva segnalato che si doveva fermare, ascoltarlo e seguirlo. Vieni che ti faccio vedere una cosa… Il vecchio aprì con la chiave un portoncino inserito nella grande porta di un garage. Il metallo dilatato strisciò contro qualcosa stridendo. Era piuttosto buio ma presto G. si abituò. C’era anche una finestrella in alto con una grata. La visione fu sorprendente. Si ritrovò in un deposito di armi. Di tutti i tipi. Cumuli di fucili, rivoltelle e anche esplosivi. G. allontana e avvicina le mani come per descrivere i pesci pescati con la lenza. In verticale e in orizzontale.
Io ascolto esterrefatta. Dissimulando. Lo lascio parlare il più ampiamente possibile senza interrompere. A tratti anzi lo incentivo a raccontare i particolari, le sensazioni, le impressioni, e a fare le sue valutazioni.
Suona la campanella. Esco dall’aula. Turbata. Ma era come averlo sempre saputo. Sapere senza sapere. Sapere e tacere. Una conferma, più che una rivelazione. Come se avessi inalato un pulviscolo dall’odore conosciuto, a distanza di molto tempo. La nostra storia comune non prescinde da questo piccolo minuto evento come da altri simili più densi e significativi che si susseguono senza fine. Odore di mafia.
Non so che fine abbia fatto G., se transiti ancora, ormai più che ventenne, per i vicoli e la piazza del paese, riconosciuto da tutti come protetto dal boss…
So solo che nel corridoio, sentii un fruscio alle spalle. Era G. che mi avvertiva: ah, prof … dimentichi quello che ha sentito, ci siamo capiti?

STASI e MAX AUB

Mag 2, 2009

UN MONDO DI IMPUNITI

…ho acciuffato al volo il libro più piccolo e sottile che c’è l’altro ieri prima di partire e l’ho infilato nello zaino (se devo essere sincera, perché è anche questo il tema del post e non posso nemmeno permettermi di omettere a questo punto, ho con me anche un saggio trascinato da mesi, ma qui mi riferisco alla lettura come puro intrattenimento – poi si può discutere e speculare all’infinito su cosa sia puro e cosa sia intrattenimento…), e questo fascicoletto di poche pagine con la copertina blu ruvida contiene una raccolta di dichiararazioni di assassini in fase di ammissione dei loro delitti.

Libretto nello zaino, radio accesa in auto. Notizia del giorno (giovedì): rinviata la sentenza sul delitto di Garlasco per ulteriori approfondimenti. Prenderà o non prenderà 30 anni? Innocentisti, colpevolisti e garantisti attendono. Sulla spiaggia di sabbia fine di Marina di Pietrasanta, metto la mano nello zaino per cercare qualcosa e ripesco assieme alla vecchia radiolina a cuffiette il piccolo libro blu, ancora ignara del suo contenuto. Di solito sono consapevole della provenienza dei libri che popolano la casa ma questa mi sfugge decisamente: non  è un regalo, non è un acquisto, non è un ritrovamento di passalibro… mah! Forse un omaggio della biblioteca…? In ogni caso, leggo.

Sulle pagine dei giornali le foto di quell’essere biondo e azzurro come un principe del male, altro che favole e principesse! Che ne sarà della sua intrapresa carriera di esperto in economia e finanza? Figurerà negli annali della prestigiosa Università Bocconi con la sua fotolina bionda e azzurra e occhialinata, tra i tanti united colors of… studenti e studentesse, si diceva una volta, rampanti? Io mi vergognerei. Collega di Stasi… Che macchia, che discredito!

Le dichiarazioni degli assassini di Aub, sono semplici e sublimi.

Le negazioni della realtà, le bugie, le mistificazioni degli indiziati, imputati che sono passati (e ripassano sempre nelle trasmissioni di info-distrazione di massa!) in carrellata sui nostri teleschermi negli ultimi anni, sono di una perversione insopportabile. Seguono il trend della politica e dell’amministrazione della cosa pubblica: non ammettere mai di aver messo le mani nella marmellata e continuare a sorridere! O se sei un  assassino, piangere di cordoglio per il morto al suo funerale…

Se Stasi fosse innocente, farebbe schifo lo stesso.

Saluti da Colle Wanda, Massarosa

IL PRETESTO

aprile 23, 2009

A Porta a Porta c’era Garlasco. Al centro, il probabile litigio tra i due sui contenuti dei siti visitati dallo Stasi. Come movente.

Parla la psicocosa (…) della diffusione sempre più ampia di sesso virtuale rapido e distaccato.

Vespa si strofinava le mani, come al solito.