Posts Tagged ‘vita’

ACCENTI

giugno 15, 2016

Aveva di fronte una donna con la faccia da zingara, la pelle color pelle di zingara, uno chemisier coloniale tutto abbottonato davanti con bottoni d’oro, gli orecchini ad anello sotto i capelli dal taglio preciso ma spettinati, da impiegata pendolare, scarpe aperte in punta che lasciano intravedere lo smalto rosso corallo e un certo intento seduttivo, aggravato dalle ginocchia rimarginate ma contuse in bella vista. A lato, una più vecchia e sbiadita come la sua povera maglietta bianca inerte, capelli grigi fini e cortissimi, l’eye-liner fisso, ostenta un tatuaggio sul braccio sinistro in grafia svolazzante: “Chi sa essere se stesso ha gia vinto”, senza accenti. A questa si può sempre prestare un pennarello per mettere almeno quello giusto. All’altra, una spazzola e un solvente. Ne sappiamo qualcosa.

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ACQUA PIEGATA, SCHIENA DRITTA

febbraio 27, 2016

ap 13

Villa Fabrizia, Bertonico (LO), 30 gennaio 2016

SANT’UFFIZIO

ottobre 29, 2013

vista dal mio ufficio

SACRO GRA E ACQUA PUBBLICA

settembre 9, 2013

Se in tempi di democrazia erosa, il referendum sulla difesa dell’acqua pubblica è stato ignorato, e vince a Venezia un film-documento a sfondo socio-storico-paesistico, si può nutrire qualche speranza di diffusione della BUONA PAROLA e di risollevamento civile?

SESSANTA PER MORETTI

agosto 19, 2013
 
Donne, film o anni? La terza che hai detto di sicuro, precisamente oggi.
 
Il balsamo sui capelli, e l’ultimo giorno sull’isola, pigramente, se ne va…
 
Era solamente un mese fa e R. ed io ci stavamo attrezzando per trascorrere gli ultimi tre giorni di Bimbi Belli a Roma. Autonomamente. La serata de L’ultimo pastore, eravamo davanti al cancello del Nuovo Sacher prima dell’apertura. La terza GROUPIE, O., pur non essendo romana,  risiede in Trastevere e ci raggiunge più tardi, il lavoro la trattiene sempre oltre.
 
Moretti officia il suo rito. Conferisce alla fine i premi sulla base dei voti espressi dalla Giuria. Considerando la strategica collocazione dei titoli nell’agenda della rassegna, non si sbaglia ad andare alle ultime tre proiezioni: si rischia forse che la penultima sia controversa… Ma non è questa la sede per mettere in discussione la qualità dei lungometraggi, nei loro vari aspetti. Bensì per avanzare una richiesta, sperando che oggi Moretti sia più buono.  Quando, caro Nanni, aprirai un Ostello per le GROUPIES fuori sede? Hai ormai l’età del nonno, e capisci ogni forma possibile di… giovanilismo! Auguri, con affetto. P.
 
 

MOVIE AND LIFE

agosto 9, 2013

Is movie bigger than life?

TEATRO UGUALE VITA

maggio 31, 2013
Teatro è Vita

scoprire quel che significa animare un personaggio

PRETE PENTITO, ANZI NO

dicembre 27, 2012

Sorpresa. Diverse persone mi hanno cercato su FB negli ultimi 12 mesi, ma il sistema le aveva archiviate in una casella separata e segreta, indicandomele solo ora, alla fine dell’anno, e suggerendomi il modo per trasferirle a quella principale, allo scopo di riabilitarle.
Così ho fatto con tre di queste: P., G.L. D.R. della provincia di Bologna e Matteo, il poeta romagnolo. La prima mi dice che potrebbero essere passati 15 anni dall’ultima volta che ci vedemmo e chiede conferma della mia identità attraverso due conoscenze comuni, la seconda indaga per sapere se sono la stessa che aveva conosciuto in un campeggio del meridione 30 anni fa, la terza dichiara di aver visitato con me, se sono io davvero, il cimitero monumentale a Milano tra i 15 e i 20 anni fa e di considerarlo una pietra miliare nella sua modesta esistenza.
Questa triplice sorpresa ha cambiato qualcosa nella mia vita (sarà il condizionamento che subisco dalla lettura de La vita nuova di Pamuk…). Ha confermato più che altro che dal passato arrivano dei segnali: l’Ingegnere, il Campeggio, la Poesia. Una professione, un luogo di aggregazione, una modalità di espressione. Tra le mille suggestioni che i tre personaggi potevano darmi, queste sono le prioritarie. I tre compiono una scelta (marginale!) che li accomuna: quella di cercarmi. Perché cercano qualcosa di se stessi attraverso di me, e che sperano che io possa rivelare loro: l’ingegnere mi suggerisce l’idea di una vita dedicata al lavoro, corredata di affetti prudenti e tutto sommato moderata. Il compagno delle vacanze in campeggio, all’epoca eravamo entrambi molto giovani, mi trasmette un senso di realtà un po’ più perigliosa, fatta, oltreché di lavoro, di figli con cui gioire ma anche di cui preoccuparsi, di matrimoni instabili e di aspettative in qualche modo deluse, di cadute e riprese a ciclo continuo. Il poeta ha tuttora un forte slancio ideale e le parole sono sempre al suo servizio, lui le padroneggia e le fa volteggiare leggere nell’aria, tanto che captarle è ancora un vero piacere. Il ritrovarsi non lascia indifferenti.

Per strada c’è verità. Un essere dolente, sbronzo e ciarliero, alla fermata del tram in Coni Zugna, davanti alla farmacia, o alla banca, la sera dopo le otto, quando la maggior parte del mondo si è già ritirata in casa, racconta con una rabbia lamentosa, di aver scassato la bici in un incidente, ché sennò lui mica lo prende il tram, lo supera con la bici. Insomma o qualcuno lo ha fatto cadere, o era talmente fuso che si è sbilanciato e ha fatto tutto da sè, rischiando solo di finire peggio. Lussemburgo. Cita il Lussemburgo come il suo paese. Nel senso che da italiano con le tasche colme, è lì che puoi riparare se vuoi salvarti dal fisco. Una foto sul display del telefono con due bambini in un carrozzino da trasporto con la bici potrebbe essere l’indizio della presenza di una famiglia, ma è confuso e parla di una moglie morta cinque anni fa mentre la bambina, chiedo, ha due anni. Anche le ipotesi sono due o forse tre: la bambina aveva due anni nella foto ma ora ne ha almeno cinque se la donna di cui parlava ne è anche la madre, oppure la madre della bambina è un’altra e la morta è la prima moglie e madre del ragazzino più grande, oppure son balle. La verità rimane nello stato di alterazione, nell’ubriachezza del personaggio, nel delirio che mescola realtà e immaginazione, nel fallimento che si fa alone attorno al corpo, spesso e infeltrito come un abito che non si può togliere. La verità del disagio si traduce nel bisogno di raccontarlo camuffandolo un po’, in un giochetto aberrante e grottesco in cui l’autopromozione si intreccia con l’impostura. Fosse rimasto zitto al suo posto, con il suo mezzo bicchiere di Guinness nascosto nella tasca interna del cappotto che invece fa emergere come dal cilindro del prestigiatore, sarebbe passato totalmente inosservato, col suo aspetto di cane bastonato, come tanti.

A proposito, una bella bastonata al parroco di quella località vicina a Lerici, quasi quasi, visto che mi trovo a passare di lì, gliela vado a dare, e con gusto. Avrei alcune domande da porgli innanzitutto, per torturarlo un po’, prima dell’esecuzione:

1. che ne pensi di quel tuo collega che trent’anni fa consigliò alla madre di una ragazzina di 12 di tagliarle i capelli perché troppo provocanti? Cosa consiglieresti tu alla donna di oggi che dice di non aver mai perdonato sua madre per aver permesso che le fosse fatta una tale violenza?
2. che violenze hai subito da bambino?
3. com’erano i tuoi genitori? Che violenze hanno subìto loro? E le tue sorelle, le tue cugine?
4. perché ti sei fatto prete?
5. immagna di sottoporti a una psicanalisi coatta: quali domande o quali indagini non vorresti mai ti fossero fatte? Quali invece gradiresti?
6. in cosa credi veramente?
7. alla luce dell’intervista del gr1 durante la quale dài del frocio al giornalista, spiega bene il valore che dài alle parole, e perché appartengono al tuo vocabolario spontaneo.
8. ti dimetti o no? Perché, veramente?

MOTTARONE

febbraio 5, 2012

Mentremiallontanavodalsentierosegnatoperchénonsicapivabenecomeci potesseessereunindicazionedipercorsosenzaunapistabattutaalloracosace lomettonoafareilcartellochepoicèsemprequalcunochediceadessolapistala battoiooaspettochepassiqualcunochemagarilofadimestieremadatochenon passavadoposiscoprechecèunapalestradirocciachevuoldireundirupoche conlanevemicaècosìevidenteeallorasicapisceilmotivopercuiquelcartelloche cèdestatenonlotolgonodinvernoelapistanonlabattonopersignificaredinon andareperdilìnonostantelindicazioneditrekkingpermanentepoiperòdegli escursionisticheseranopersisonosalitidilìperchéeralaviapiùnaturalenonostante ildislivellocosìcisiamoconsultatielhopercorsafinoadovemihannoindicatolinizio deldirupoossialàdovedopolerocceaffioranticominciavanoavedersideglialberi sullacrestaetornandohofattoaltrettantoconaltricamminatorisenonchéavendo compiutoilpercosomassimopercorribileconunacertasicurezzaprimache scattasserolericerchedelsoccorsoalpinocomestavaperaccaderesonscesaavalle emisonfermataaberequalcosadicaldoinunpostodesertodovehoaspettatosette minutiprimachedalretrospuntasseunessereumanocheavesseladimestichezza sufficienteperazionarelamacchinadelcafféecheinattesachemirecuperasserodopo averfermatolasqudradeisoccorsiormaisuperfluamitrovavoadascoltarelastoria divitapiùstupefacentechemipotessecapitarediascoltareinungiornocomequesto chedimagicoavevagiàavutoilsilenziolanebbiailsolelaneveleggeraescintillante.

MA SE LUCIO MAGRI…

novembre 30, 2011

Agriturismo: Volterra, incontro sulla nuova legge regionale

…si ammazza per disperazione, che era un intellettuale di (relativo) successo, benestante, brillante, con una vita affettiva piena fino a poco tempo fa (è mancata recentemente la compagna dopo 20 anni di convivenza), cosa devono fare tanti altri?
gelo mondano e pago intorno a questo evento, dice qualcuno… insorgono gli amici di magri: il suicidio borghese non si giustifica mentre quello del cassaintegrato sì? il povero non va in svizzera a cercare la morte, è vero… ma campetti si appella al rispetto delle differenze. in ogni caso, è una gran pena. non ritengo che in paesi come il giappone dove è considerato onorevole il suicidio, valga la pena vivere. merita il viaggio, la conoscenza diretta da accorti viaggiatori, mai frettolosi piuttosto lumache, si sa! certamente sì. la frequentazione della narrativa e della letteratura, tassativa!! …intanto lucio magri poteva tranquillamente evitare di dare pubblicità alla sua decisione. la discrezione è praticabile. lo avrebbero saputo i suoi amici intimi, punto. lo avrebbero seguito in svizzera nel camper con vista cime e lago… questo suicidio è diventato un'esibizione e, visto il contesto, un'esibizione borghese, cosa sennò?, che mette in rilievo solo le ampie e lancinanti disparità sociali, non c'è santo che tenga!
ma il silenzio, dico, perché non viene praticato? è il comportamento più indicato in questi casi. invece stiamo assistendo ad un sipario infinito, fiumi di parole in radio e sulla carta stampata, interventi di ogni risma, compreso questo che avrei preferito non essere stimolata a fare.
lucio caro, e ritirarsi in montagna con l'aiuto materiale che ti potevi permettere e il sostegno psicologico, chiamiamolo calore, degli amici della levatura della rossanda, da vecchietto placido e tranquillo, no-o?? avresti per esempio potuto aprire un agriturismo (azienda agricola, vabbe') e ricevere i giovani che vogliono imparare la politica, la storia di questo disgraziato paese (l'italia, non la svizzera!), organizzare corsi e seminari, per trasmettere il sapere di cui sei stato portatore. Gratis, naturalmente!
ma cosa hanno da insegnare questi della sinistra? l'isolamento?? non la compartecipazione delle idee e delle esperienze vive, bensì la morte! (ah, per correttezza: a destra stanno peggio perché fanno finta… i giusti sono come mosche bianche, stanno in giro un po' qua, un po' la', non si intruppano…)