Posts Tagged ‘weekend’

EPIDEMIE

maggio 1, 2010


 

1. di signore che aprono (o hanno aperto negli ultimi dieci anni… le si scopre mica tutte in una volta!) l'attività agrituristica e si mettono ad allestire tavolate per buongustai alla ricerca del posticino carino, poi hanno le camere con il letto in ferro i fiori secchi sul tavolino i colori pastello con prevalenza del verdino ma ultimamente anche il lilla va molto bene e le tappezzerie sono più o meno in tono…

2. di sindrome da dipendenza da radio3: mi porto sempre la radio a cuffiette, le batterie sostitutive, il carica-batterie ricaricabili che le carica mentre io utilizzo le sostitutive così sono tranquilla per il giorno dopo… e il cruccio costante di non trovare negli alberghi o similari (vedi punto 1.) le radio installate e funzionanti!

3. in controtendenza, trapela una forma di orgoglio dell'essere in cattedra. Finalmente!

4.

LETTERA APERTA…

marzo 1, 2010

…alla Responsabile AGESCI

Gent. Sig. P.

non posso trattenermi dal segnalare quanto segue: mio figlio iscritto ad una sezione scout CNGEI si è trovato lo scorso week end ad un bivacco organizzato congiuntamente in sede AGESCI, potenzialmente (e auspicabilmente) in un clima di apertura solidale e amichevole tra i gruppi. 

Dato che mio figlio è arrivato sul posto in anticipo con mezzi privati mentre i suoi compagni partivano dalla Centrale su un treno sbagliato e tardavano un’ora, ha partecipato, unico esemplare in camicia verde, con curiosità e buona disposizione di spirito, alle attività svolte nel pomeriggio dai gruppi AGESCI.

Una bambina lo ha squadrato allarmatissima urlando: ma perché lui non ha la camicia azzurra? Poi, puntandogli il ditino: ma tu sei ateo? E, a raffica: perché sei ateo? Ma chi ti ha creato? E prima? E prima? E di fronte a risposte scientifiche con un inevitabile tetto storico, schiamazzava: ho vinto io, ho vinto io!

Segue gioco, sotto la regia di un prete che mostra un sole di cartone. Cosa vi ricorda? Si alza un coro. La luce! La vita! Pensateci bene, insiste. Finché qualcuno più sgamato lo accontenta. Dio! Bene, ragazzi. Si passa così alla certificazione. Firma dei raggi. Ogni cristiano è figlio di dio e firma. Il prete si rivolge a mio figlio dicendo: sei stato con noi a giocare, firma anche tu. La bambina si riaffaccia segnalando: ma è ateo! Vabbé allora no. Con sorrisino. Imbarazzato.

Mi chiedo e le giro il grappolo di questioni. Dove stanno i sani principi della convivenza civile? A fronte di una certa generica apertura della maggior parte dei ragazzini, della iniziale bonarietà del prete, non confermata dall’azione successiva, da dove viene il cinismo della bambina? In quale contesto culturale sorge? A chi affidiamo le coscienze dei nostri figli?  A degli ammaestratori di scimmiette? A degli addestratori di orgoglioni appartenenti alla lobby perfetta, anzi perfettissima?

Beh, è preferibile lo stile allegramente scalcagnato degli scout in verde, che si siedono su un treno al binario giusto ma due carrozze indietro e che per carenza di informazione del personale FS (in camicia azzurra) non è segnalata la destinazione, al sussiego, ai privilegi (ICI?), e all’aridità umana degli altri.

La passo a prendere da messa, signora P., e ne parliamo. Le offro il caffé. 

 

ALBERI

febbraio 14, 2010

Alberi secolari, come si possono vedere nei parchi delle ville diventate patrimonio pubblico.

A Varese, la ex-città giardino, per gli abusi e la lenta ma inesorabile devastazione compiuta, che in ogni caso rappresenta ancora un lusso rispetto alla media dello scempio in questo Paese, si trova Villa Toeplitz,
 http://www.santambrogiolona.it/villa_toeplitz.html
 , dove alloggia un esemplare di Cedrus libani maestoso (ancora più bello di quello esemplificativo della foto!).

Ieri, l’ho abbracciato. Al tramonto, quando il parco è già quasi completamente in ombra (e per questo la neve persiste in ampie aree), un fascio luminoso si proietta solo sull’altura dove il cedro risiede.

E, guarda guarda lo Zeit-Geist che si affaccia!, proprio stamattina per Radio3, negli approfondimenti di PAGINA 3, si parlava di un movimento di appassionati di alberi secolari che praticano il contatto fisico in forme rituali urbane (ma anche non…) di devozione alle piante: un abbraccio di amicizia e per ringraziamento!

CON O SENZA?

maggio 17, 2009

POST SENZA FOT

Che post è se non c’è fot ?

Ho visto blog pieni di foto  come quelli di certi poeti che introducono i loro versi con le immagini: fiori, paesaggi, icone sacre…

Ora, se io accompagnassi questo post da una serie di scatti del panorama che ho avuto negli occhi ieri e oggi, attirerei l’attenzione di molti di più…

Dunque, non mi resta che narrarvi questa breve storia, cercando di essere il più possibile immaginifica  e invitandovi a linkarvi opportunamente.

Tempo fa avevamo scoperto una struttura agrituristica  appena aperta nei pressi di Arquata Scrivia, che si raggiunge attraversando una passerella sul torrente Spinti, parallelo alla Val Borbera, più conosciuta.

Non trovando posto lì, una volta, siamo stati dirottati a Borghetto, in un’altra di queste, cresciute come funghi anni addietro sull’onda delle agevolazioni fiscali, e spacciandosi per aziende agricole con produzione autonoma di frutta, ortaggi, ecc., cosa quasi mai corrispondente al vero!

La seconda che ho detto era occupata da tristi festanti attorno a una coppia appena sposata e agghindata con pizzi, voiles, fiorellini, papillon, fiocchettini e confettini e la cantante guardava l’orologio aspettando sull’aia che fosse dato il via alle danze con un rutto (…), dopo la discesa dei festanti dalla sala da pranzo.

Peccato, perché lì danno le bici per andare su e giù dalle colline e vedere gli animali liberi e selvaggi, e sul fiume. Ma non si poteva stare visto il pernicioso assembramento, nonostante fosse rimasta una camera.

Torniamo verso l’uscita della Milano-Serravalle non per rientrarci ma per procedere verso Gavi (interessante il Forte) dove evochiamo la nostra amata NIPA portata una volta memorabile a pascolare nei paraggi.

Il collegamento web via telefono ci dà un agriturismo a un km verso Parodi Ligure. Chiamo e il proprietario si dimostra particolarmente cordiale e disponibile alla conversazione: strano! Di solito vanno al sodo e per le spicce…

Arriviamo. La posizione è gradevole, ma… è un CONDOMINIO! E non solo: lo stesso ‘amabile’ personaggio ci ammorba con il racconto penoso dell’origine dell’operazione economica colossale grandemente fallimentare rappresentata da quel mostro in cemento dipinto di rosa dove l’unica attinenza con gli edifici rurali è data dalle persiane verdi (in PVC).

Ci dice, come succede a chi non si controlla, tutto quello che non avrebbe mai dovuto dire per accattivarsi la fiducia dei potenziali clienti, in un accesso di sincerità patologica, spinta all’estremo: …ecco vede, qui è sempre un cantiere (escono operai), stanno facendo la manutenzione di un appartemento in cui pioveva dentro… qui vede hanno fatto le tettoie troppo basse …e laggiù le travi che sorreggono quella terrazza si sono piegate di sette centimetri… sa, questo residence è un cumulo di grane, di beghe legali… ne ho da vendere ih ih..  e  gli spunta una lacrima che ricaccia immediatamente, il disgraziato!

Penso inevitabilmente alla stabilità dell’edificio e sento uno scricchiolio.

No, non mi convince affatto, gli dico. Scusi, ma intanto questa non assomiglia neanche da lontano a una casa di campagna, perché la spaccia per agriturismo?

Ah, è una lunga storia… Io, riprende l’uomo di triste decorino vestito, con una polo azzurra troppo stirata e le pieghe orizzontale e verticali sul petto come una doppia croce, e scendendo, pure il denim giovanilizzante si presenta dolorosamente con pieghe da stiratura insistita (che tragedia: ma chi lo stira quel poveruomo?), avevo pensato di essere d’aiuto ai… SEPARATI che dalla sera alla mattina si trovano fuori di casa e non sanno dove andare a sbattere… qui c’è tutto, anche la lavatrice… non tutti hanno una seconda casa, una tavernetta, una roulotte… Orrore! Ma questo non si contiene proprio! Gli sta bene se perisce tra i debiti! Via, VIA!

Si prosegue per Bosio e, magia, si scopre un’indicazione per il parco naturale di CAPANNE DI MARCAROLO e lì ci fermiamo estasiati, per la bellezza del paesaggio ancestrale, scevro da segni antropici. non una casa, non un traliccio: ma dove siamo capitati? in un buco verde dimenticato? un’illusione ottica?

Troviamo poi da dormire in una casetta piccina con le persiane rosse (di legno) sul cuccuzzolo di un colle piccino e fanno anche da mangiare, c’è la piscina e le poltroncine da regista per l’ultima letturina prima del tramonto.

Camere umide e arredo ibrido con armadio a un’anta specchio della nonna e i comodini autentici, il resto fuffa, ma tollerabile.

Salamino speciale di antipasto, risotto gustoso, coniglio alla senape divertente (…) e torta di fragole a strati con panna tutta casalinga super super slurp!

Mattina prima colazione misurata ma mi sono fatta dare ancora del salamino e un po’ di frutta che col buon pane fatto in casa sono diventati il cestino della merenda su al MONTE TOBBIO.

Dell’ascesa da 480 a 1092 non vi racconto perché…

VI ASPETTO PER OGANIZZARE LA PROSSIMA: chi si aggrega?

 

IN DIRETTA

maggio 16, 2009

…da un campo da golf, dove sono venuta (trascinata a forza o quasi, se si vuole tenere unito il clan!) per raccogliere un campione di terra da analizzare (ah, ah); faccio notare che per l’intrattenimento dei bimbi c’è pure a disposizione, a margine del green, un parchetto… Sarà sano o contaminato?

STASI e MAX AUB

maggio 2, 2009

UN MONDO DI IMPUNITI

…ho acciuffato al volo il libro più piccolo e sottile che c’è l’altro ieri prima di partire e l’ho infilato nello zaino (se devo essere sincera, perché è anche questo il tema del post e non posso nemmeno permettermi di omettere a questo punto, ho con me anche un saggio trascinato da mesi, ma qui mi riferisco alla lettura come puro intrattenimento – poi si può discutere e speculare all’infinito su cosa sia puro e cosa sia intrattenimento…), e questo fascicoletto di poche pagine con la copertina blu ruvida contiene una raccolta di dichiararazioni di assassini in fase di ammissione dei loro delitti.

Libretto nello zaino, radio accesa in auto. Notizia del giorno (giovedì): rinviata la sentenza sul delitto di Garlasco per ulteriori approfondimenti. Prenderà o non prenderà 30 anni? Innocentisti, colpevolisti e garantisti attendono. Sulla spiaggia di sabbia fine di Marina di Pietrasanta, metto la mano nello zaino per cercare qualcosa e ripesco assieme alla vecchia radiolina a cuffiette il piccolo libro blu, ancora ignara del suo contenuto. Di solito sono consapevole della provenienza dei libri che popolano la casa ma questa mi sfugge decisamente: non  è un regalo, non è un acquisto, non è un ritrovamento di passalibro… mah! Forse un omaggio della biblioteca…? In ogni caso, leggo.

Sulle pagine dei giornali le foto di quell’essere biondo e azzurro come un principe del male, altro che favole e principesse! Che ne sarà della sua intrapresa carriera di esperto in economia e finanza? Figurerà negli annali della prestigiosa Università Bocconi con la sua fotolina bionda e azzurra e occhialinata, tra i tanti united colors of… studenti e studentesse, si diceva una volta, rampanti? Io mi vergognerei. Collega di Stasi… Che macchia, che discredito!

Le dichiarazioni degli assassini di Aub, sono semplici e sublimi.

Le negazioni della realtà, le bugie, le mistificazioni degli indiziati, imputati che sono passati (e ripassano sempre nelle trasmissioni di info-distrazione di massa!) in carrellata sui nostri teleschermi negli ultimi anni, sono di una perversione insopportabile. Seguono il trend della politica e dell’amministrazione della cosa pubblica: non ammettere mai di aver messo le mani nella marmellata e continuare a sorridere! O se sei un  assassino, piangere di cordoglio per il morto al suo funerale…

Se Stasi fosse innocente, farebbe schifo lo stesso.

Saluti da Colle Wanda, Massarosa

AI CONFINI DELLA REALTA'

aprile 26, 2009

Sbattimenti utili!

Per festeggiare il 25 aprile inizialmente avevamo ipotizzato di recarci al grande appuntamento fissato a ONNA, per ascoltare dal vivo il discorso di pacificazione-ricostruzione del presidente del consiglio (che quando fa le battute, è farina del suo sacco; le smentite e gli interventi istituzionali invece sono studiati dagli esperti di marketing che individuano quel che la maggior parte della gente-elettorato vuole sentirsi dire, così giusto per creare un circolo virtuoso…) ma poi abbiamo pensato che sarebbe stato molto più originale andare direttamente a Salò.

Volevamo purgarci dagli eccessi della grande kermesse del SALONE DEL MOBILE e del figlio abnorme chiamato fuorisalone e abbiamo selto la purga di Salò.

Così dopo esserci messi in fila per via Tortona e limitrofe per 3 giorni consecutivi, ci siamo infilati, per variare, nella bolgia del lungolago (per onestà devo precisare che il mio personale obiettivo era arrivare a Toscolano Maderno e salire oltre Vigole e Sanico, a Ortello e da lì prendere per Monte Pizzocolo, 1581 m, passando per la Malga Valle. E da lassù vedere il formicaio umano!) ma già prima di Salò la strada era intasata versione bouchon. Uno scatto felino inaspettato del nostro affezionato chauffeur ci porta a risolvere brillantemente la penosa attesa che si stava prospettando in coda tra cipressi e campi verdi (fuori dai finestrini) verso la meta (agognata?). Prende per una stradetta laterale a mezza costa e trasmutiamo in un piccolo paradiso di pace con borghi e prati fioriti, nella luce bianca lattea di sole appena velato da una garza sottile. Superiamo in tal modo tutto il serpentone infernale di auto in pochi minuti di estasi e poi ne usciamo imboccando una discesa ripida trovandoci direttamente a Salò. Da cui si snoda la stessa carovana lenta di auto. Un segnale bianco indica subito lì centro-stadio-cimitero-mercato-spiaggia. Si apre istantaneamente un varco tra le scatolette di lamiera incolonnate quasi ferme che proseguono incanalate verso nord. Noi no. Qui. E non un chilometro di più. Giocoforza.

Non tutto il male vien per nuocere! La materia viva e calda trabocca dal crogiuolo, cade a terra e coagula in mille gocce di realtà inimitabile!

1. Parcheggio allo stadio con sbattimento di sportello sulla fiancata dell’auto a fianco abitata da donna intenta a leggere carte… per fortuna non reattiva.

2. Attraversamento del mercato con degustazione di appetitosi calamari giganti fritti al banco delle signore con divisa crema verde e cappello a spicchi e visierina solo verde, truccate come delle moireorfei, che voglio proprio sapere se nei protocolli HACCP è previsto. Luci intermittenti e musica da circo comprese, naturamente .

3. Acquisto di calzettoni sport souvenir da bancaro produttore trevigiano che spiega come le sue calze siano ben rimagliate a mano.

4. Acquisto di altri beni di consumo al supermercato che pare un monumento, fuori tutto in pietra e austero come un palazzo di giustizia e dentro arredato con colori accattivanti, arancio e nero e luci soffuse (davvero!) come un salotto-cucina di nuova tendenza, in anticipo sul salone del mobile del 2011.

5. Arrivo al lago zona foce e spiaggette.

6. Osservazione di germani con pulcini di età diverse pigolanti e in lite. Un bimbo duenne centra le bestiole con ciotoli e il papà tanto sensibile quanto inefficace gli dice che non gli comprerà più il gelato. Evocazione pubblica di Konrad Lorenz e Maria Montessori.

7. Risalita del fiume lungo il greto alla ricerca di angolino tranquillo in cui… e di piante spontanee di cui riportare trofeo a casa.

8. Sbattimento di lunga pianta di boccadileone con fiori rosso amaranto su teste pelate di passanti, fino al duomo, all’altro capo della città.

9. Fila alla bottega del gelato. Si capisce come la processione sia lì invece che di fronte alla porta accanto (duomo).

10. Riposino bord-du-lac su stuoia e colloquio informale con vigile urbano preoccupato delle condizioni di umidità del suolo.

11. Chiacchiere da spiaggia di lago con famigliola con bimba dalla curiosa plica oculare sviluppata. Moglie acuta, marito ottuso. A distanza madre di piccino in fuga lo riacchiappa dicendogli che stava andando dalla ‘parte sbagliata’ (analogia con discorso di premier) e padre in retrovia che raggiunge binomio fuggiasco-madre, che si inventa una storia nuova: "sta’ attento che adesso arriva il vigile" (ancora?).

12. Tramonto sulle colline. Trattoria dalla Bruna, in campagna.

TAG o NON TAG (2)

aprile 19, 2009

Da quando ho capito più precisamente l’uso del tag e ho anche imparato grazie ai suggerimenti dei colleghi blogger che si possono cambiare aggiungere ecc, mi soffermo sulla loro scelta con più cura. Vedo negli altri blog, molto spesso più eleganti e complessi del mio sia nella veste grafica che nei contenuti, una nutrita lista di tag e capisco che in teoria possa allungarsi all’infinito, ma alla fine sono giunta alla conclusione che è molto più produttivo ai fini della visibilità, utilizzare i soliti generici e pochi altri miratamente. La mia riflessione è davvero da domenica piovosa chiusa in auto nel parcheggio del campo da golf di Cervia-Milano marittima con i vestiti bagnati dopo la passeggiata lungo la spiaggia e la pineta… Alla festa di radio tre i conduttori di Hollywood Party si lasciavano fotografare dai fans e insieme a loro per testimoniare l’evento… E non abbiamo nemmeno vinto il weekend di settembre partecipando con grande impegno e serietà al cruciverba (ma chi l’ha proposto?)! TOGLIERE-TOGLIERE-TOGLIERE è il motto che si diffonde in questi tempi (lo dice anche Oliviero Toscani in un’intervista su IO DONNA, minc…!) come reazione alle restrizioni economiche. E io restringo il TAG!

SETTIMO

aprile 17, 2009

…il collegamento con il post precedente è solo apparente…

SETTIMO: NON RUBARE

Non è questo il Settimo di cui desidero parlare, bensì della trattoria ferrarese tradizionale in cui si mangiano i cappellacci.

Prova!

LEVANTO

aprile 12, 2009

!!!

inaugurato ieri a Levanto il

MUSEO DELLA CULTURA MATERIALE

a cura di www.renzobighetti.com

http://www.comune.levanto.sp.it/ICatalog/KATA_dettaglio.asp?pIdVista=2&pIdSess=1041282&pValoreCampo=1982&tipo_comunicato=2