ROMA IN COMA

settembre 22, 2016

Come si può pretendere di farla correre?

PRO MEMORIA

settembre 21, 2016

 

PAOLA ZAN – CASA DELLE DONNE – MILANO, 14 GIUGNO 2016

 

  1. HO CONOSCIUTO UN VEDOVO

 

 

Mi hai dato da provare

 

Le scarpe di tua moglie

 

L’armadio scoppia ancora di ogni mercanzia

 

Sul letto giaccion morti

 

Stracci a fantasia.

 

La stanza è demolita

 

Cade a pezzi anche il comò.

 

La foto degli sposi

 

Tu, magro… lei, no.

 

Ti guardo e non approvo

 

La tua immobilità.

 

I sacchi sono pronti

 

e sai ch’è giunta l’ora

 

Di veder partire

 

cellofanati ancora

 

I resti di tua moglie, che mercanzia non fu.

 

Che aiuto ti sto dando?

 

Questa è la domanda.

 

Ti ricorderò di lei, con le sue doglie.

 

Sì, li metterò

 

Gli stivali di tua moglie!

 

 

PZ – Milano,  venerdì 13 maggio 2016

 

 

 

 

  1. MURALES

 

 

C’è sempre nei paesi un muro per i morti.

 

Si leggon bene i nomi, così ne sei informato.

 

Lo scopo è proprio quello: saper chi se n’è andato.

 

E se ci fate caso, un dato salta all’occhio

 

L’età del pensionato o del giovane ciclista.

 

Questo sulla pista,

 

L’altro all’ospedale.

 

Poi fan riferimento

 

Alla casa natale.

 

I nomi dicon tutto:

 

Se sei un discendente del tizio o del tale

 

Se sei un immigrato, oppure un locale.

 

Arianna e il suo cognome, di anni trentanove

 

Dell’infelicità, si sa, non restano le prove!

 

Solo un necrologio

 

Di fronte a cui sei impotente e mogio.

 

 

 

 

 

PZ – Milano, lunedì 16 maggio 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. VERGINE E LOY

 

 

C’è Concita, nota giornalista

Che si appresta di sovente all’intervista.

 

La domanda cade blanda

Cadenzata, addormentata

Condensata e impacchettata

Sboccia misurata

Lieve ed intonata.

 

Essa verte su argomenti

Che lambiscon tutt’insieme

Digeriti o vomitati

Degli umani i gran tormenti.

 

Lea, scura in volto

E bianca in ciocca

Fuma assai.

Vera strega, prima donna

Caramelle rosse e gialle, sempre quelle

D’aspirar non smette mai.

 

Inconscia pare totalmente

Quando agguanta il cilindretto, quel fetente!

(Veleno tutto, e chi non lo dice, mente)

Di far fuoco non s’arrende.

 

Vergine è, di cognome.

Chiude afflitta con la lista

Di proclami (ormai vani)

Per ben tre generazioni.

 

Torna ancora con affanno

Sul terreno dell’inganno:

E’ la donna fatta apposta

Per sedurre l’uomo in posta?

 

Che significa ‘per bene’

Se ‘il corpo è mio’ e non siamo aliene?

 

Abbassa gli occhi sfiduciata

La nostra colta sventurata.

 

Quando è il turno di Rosetta

(questa senza sigaretta)

Fa da sfondo un giardino

Luminoso, fitto e diurno.

 

 

Filo perle, compassata

Understated allenata

Lievemente spettinata

Eppur sempre ordinata

Non le serve la piazzata

Alla vita è sempre grata.

 

Loy, si chiama, ed è cosciente.

Amò Cesare, ardente.

 

Impariamo da Concita

Baldanzosa ma contrita

Che non basta la memoria

Per comprendere la storia.

 

Ci son donne portentose.

 

Tutte sono virtuose.

 

 

 

PZ – Reggio Emilia, 30 maggio 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. ANTICONSUMISMO

 

 

Mer mer con i rebus e i colori

Fa l’Osvaldo* tutt’altro che spavaldo.

 

Mer mer

Merce

Marchandises… non, merci!

Goods are not so good.

 

De-materializzo

Sma-terializzo

Smonto e smantello

Ma la scopa serve alla serva.

 

La domestica la chiede

Coi prodotti

Non l’esige

La ri-chiede.

 

Casa tua

Come vuole

Scopa non c’è

Casa pulita non è.

 

Compro scopa (tipo mocio)

Doppio uso, due funzioni

Elettrostatica, efficiente

Vento, magica corrente

Micro-fibra astringente

Polvere idro-assorbente.

 

Vado in giro per Verona

Scopa in mano, strega buona.

 

Mer, mer… Meringa

Mer, mer… Merenda.

 

Compro sempre in trasferta

Mi diverto e faccio festa.

 

 

* Licini

 

PZ – Reggio Emilia, 31.5.16

 

 

 

 

 

  1. MISSIONE

 

 

Ho chiesto al Paone

Di ascoltare (è una missione)

L’ingenua voce mia

Sgorgata e propagata

Come fresca litania.

 

Va così, la poesia

Dopo avere rifiutato

Forme e rime desuete

Tanto povere d’afflato!

 

Scuote tutto

Si ribella

Pesta in terra, si fa brutto

(Già lo è ma non lo vede

D’esser ganzo sempre crede).

 

Claudia Azzola e Quintavalla.

Poi ci metti la Valduga

Come legge canta e balla

Stracci intrisi di sorrisi

Vento, lacrime strappa e asciuga.

 

Poesia, alta e sublime

Sono qui per calmierare

‘Sto livello culturale

Con le mie …tre-quattro rime!

 

 

PZ – Nervi, 2 giugno 2016

VESIMA

settembre 21, 2016

Le spiagge chessò del lago Balaton sono più ridenti.

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GRAFICA DOMESTICA E DINTORNI

settembre 20, 2016

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AL MOD VIA DE AMICIS 12 A MILANO

settembre 20, 2016

DOMANI 

21 mercoledi

Ore 20.00 Letture poetiche di Paola Zan, tratte da Poesia sull’Acqua e altre fonti. Microfono aperto. Accompagnamento musicale: Alberto Sozzi, polistrumentista (sax, clarinetto, etc) http://www.gruppomusicalelenote.com/index.php/alberto-sozzi/ 

MIGRANTI

settembre 20, 2016

 

Al Forte (dei Marmi)

c’è un ponte

sui binari

quasi verso la stazione.

E lì, due persone

(lei ha il fazzoletto

a fiori, sui capelli

e lui i baffi neri

sotto il naso dritto)

hanno allestito

un letto vero

un talamo

un giaciglio (pressoché matrimoniale)

con un drappo bianco e blu

delle prigioni,

di Teresa madre,

dei materassai.

Ed è teso e lindo

benché non fitto

di punti cucito

e nemmeno stinto.

Così, due facce scolpite.

 

Logore sono le altre

che passano scaltre.

 

PZ  Camaiore, 5 agosto, 2016

NOEMI E ROBERTO

settembre 15, 2016

E’ mercoledì e il traffico è pernicioso tra i cantieri aperti in via De Amicis. Si allestisce la mostra al MOD… Noi qui come insetti operosi a metter chiodi, incollare pezzi che si staccano (i miei), a cucire o assemblare parti di opere fatte di tessuti ma anche legni e metalli. A rincorrere l’etica e l’estetica. Ad affannarci per esprimere l’urgenza di una convivenza civile vera. Col linguaggio dell’arte, i colori e le forme.

KLANG. Un colpo in testa. La prima telefonata è delle 12.37. Roberto non c’è più.

Il traffico non cessa ma la voce debole e affranta della moglie di Roberto, la mia amica carissima, si impone lacerante col suo urlo di dolore soffocato.

Il Parco dell’Anfiteatro Romano detto dagli studenti anche Parco dei Cervi o Foro, lì di fronte al MOD, è un rifugio irrinunciabile.

Guardo l’erba, umile e semplice nel suo radicarsi, e vorrei che ricoprisse tutto: i resti archeologici spazzolati di recente, troppo spazzolati, i vialetti ordinati, troppo ordinati, le panchine, gli edifici… per attutire ancora di più il rumore che rimane fuori ma prova a insinuarsi nell’area verde dal chiostro e dal suo portone aperto sulla strada, anzi per annullarlo proprio. E’ di silenzio che abbiamo bisogno, in verità.

E Noemi, come starà? Da un anno è in cura. Ci avevo pensato sabato. Chiamo.

 

ORA E’ GRATIS

settembre 14, 2016

L’editore propone:

https://www.amazon.it/Poesia-sullacqua-Opere-Paola-Zan-ebook/dp/B017TPT49Q/ref=cm_cr_arp_d_product_top?ie=UTF8

ASSONNATA

settembre 13, 2016

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La donna senegalese porta con orgoglio il suo costume tradizionale, ornato di sgargianti ‘occhi di pavone’. Lo scatto la coglie ad occhi appena riaperti, dopo un sonnellino. Era crollata dopo un mezzo viaggio in piedi: una ‘sorella’, accorgendosi di lei, le aveva ceduto il posto… Si può notare la casuale espressione (in contrasto, ma per nulla correlata con la scena in primo piano) delle due donne sullo sfondo, che è un misto di rassegnazione e noia… Di che vogliamo ancora discutere? … di burkini? Di infibulazioni anatomiche o mentali?

ENDURANCE TRAIL 330

settembre 13, 2016

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Quella sera il primo dei camminatori sui sentieri del circuito TOR DES GEANTS passava, stremato, a pochi passi da qui. Tempo dedicato allo swing e alla poesia, per chi non ha il senso della competizione.