LA LETTURA DELLE POESIE SOTTO L’ALBERO SECONDO MAMBOR

febbraio 17, 2017

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POESIA, NARCISISMO E UMILTA’

febbraio 17, 2017

Se l’umiltà è considerata universalmente una grande virtù,  gli umili sono i più ‘grandi’, le anime buone della società, rari come perle vere. E se tra quelli si possono annoverare i poeti o almeno alcuni estratti dalla categoria, la loro azione/produzione, allora, diventa superba. Paradosso o difetto lessicale? Solo accostandosi con umiltà a qualsivoglia attività, la si rende pulita, sublime, elevata veramente? Ma così dicendo, non si invita il soggetto ad autocondizionarsi in qualche modo? Ad autoregolarsi per essere socialmente più …accettabile, in fondo anche più accattivante? L’umiltà in quanto elemento di perfezionamento diventa vantaggiosa: si impara, si introietta, e la chiamerei piuttosto umiltà ‘secondaria’, acquisita. Pur sempre meritevole rimane lo sforzo. Stempera le tensioni, favorisce l’ascolto, polverizza la competitività, genera benessere.

Vale la pena soffermarsi sulla distinzione tra modestia e umiltà. Con la prima si indica la povertà degli strumenti di espressione, ad esempio, e… se il modesto ha anche umiltà, in virtù della sua, si spera, non modesta autoconsapevolezza, si ritira in buon ordine, non compete. Il fatto di conoscere i propri limiti lo eleva, per umiltà reale e realmente professata, ad un rango di modesto superiore, e non superbo nella sua modestia, come tanti modesti arroganti. Bel pasticcio, insomma!

L’umile acquisito dunque tenderà a nascondersi o tenderà a non schermirsi necessariamente, perché se lo fa, sa di essere imputato di vezzo? Stupirsi genuinamente dei riconoscimenti ricevuti e non cercati, è sintomo di umiltà.

L’umile colto e preparato ha il dovere di interagire ed aprirsi agli altri per trasmettere la sua sapienza. All’umile autentico però, forse, manca il senso dell’esibizione, perché è il narcisismo che lo alimenta, e il narcisismo parrebbe in contrasto con l’umiltà. Il narcisista si esibisce, anche senza arroganza, ma può incorrere nella doppia situazione dell’immodesto non umile e talvolta perfino nel caso dell’umile modesto.  Le eventuali finalità didascaliche che intendono trasformare la sua performance in ‘servizio’ socio-culturale, più umile o modesto, a seconda delle circostanze, non priveranno il soggetto in questione del gusto dell’esposizione/esibizione, sotto riflettori ben posizionati, né dell’applauso che ne potrebbe conseguire.

Infine, mi rimane un dubbio: ma cosa si intende per ‘falsa modestia’? Se solo i modesti sotto sotto se ne vantano un po’, i conti tornano. Sennò vuol dire che il confine tra i due termini, modestia e umiltà, è e rimane labile.

E non mi si tacci di ‘falsa umiltà’ se cito un articolo da prima paginetta del foglio quotidiano considerato per decenni il più autorevole e completo del panorama editoriale italiano: http://www.corriere.it/editoriali/alberoni/11_maggio_09/alberoni_40d5399e-7a01-11e0-a5b9-91021abd11c5.shtml da cui si può ancora prendere spunto per discuterne.

Come giunchi piegati, seguiamo il rituale di purificazione per procedere. L’atteggiamento di umiltà è imprescindibile per poter attraversare il nostro personale Purgatorio. Ecco dunque la natura razionale dell’umiltà come esercizio spirituale necessario, contro le prevaricazioni e le divisioni.

Ai poeti umili affiderei il necessario incarico di aiutare i modesti ad uscire dal loro piccolo impaccio, anche solo promuovendo la diffusione della poesia, senza precludere l’esercizio. A tutti i livelli. Gioiosa e cantabile col suo ritmo di filastrocca. Pensosa e intima col suo vibrante afflato.

JE SUIS MAMBOR

febbraio 10, 2017

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ICH BIN MAMBOR

febbraio 10, 2017

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IL CONTRABBASSO E GLI SCI

febbraio 8, 2017

I Giovediani, sguinzagliati per Milano, sono capaci di ubiquità o quasi, nel senso che comunque si rigiri il ‘panettone’ degli eventi, essi vi si spalmano, o meglio vi si infiltrano equamente. Un mercoledì putacaso, alla Sormani si presenta l’ultimo libro di Giampiero Neri? Et voilà comparire tra Azzola, Bisutti, Passarello e Deriu, Quintavalla, Rubino e Zan.

Al Birdland di Cosimo del Fante (angolo Vettabbia, per carità), Leprino modera l’incontro tra Claudio Sessa (uno dei massimi studiosi di jazz italiani) e Franco D’Andrea (decano dei pianisti jazz italiani e raffinatissimo musicista)? Il tema è il nuovo libro di Arrigo Cappelletti “Le avventure di un jazzista-filosofo”. Spuntano Brambilla, Dehò, Petrus e… Zan!

Ah, Rubino segnalato anche alla Galleria del Credito Valtellinese di Milano per la vernice di Mambor.

A Cappelletti non garba il contrabbasso, che toglie respiro alla follia del piano. E l’improvvisazione è come mettere gli sci e lasciarsi andare e scivolare, non si sa dove; ma, se non sai applicare la tecnica, in curva rischi di andare fuori pista. Ecco a che serve il contrabbasso.. a togliere la sciolina dal pianoforte e a trattenerlo in pista. A disciplinarlo, con le sue note basse. Un monito.

A Neri abbiamo lasciato gli stacchi col flauto. A Renato Mambor le sue vitalissime figure e ombre senz’ombra, la performace della Pitagora.

Cappelletti ha riempito con le sue dense note odorifere l’interrato del GEZZ.

WALTER IL PASTORE E I CARCIOFI CRUDI ALLA BOTTARGA

febbraio 4, 2017

Una pecora recalcitrante lo ha fatto sbilanciare e cadere. E ora il pastore svizzero che da più di trent’anni condivide un gregge di oltre 200 capi vicino a Grosseto con un collega sardo ha una costola da riparare, e fa la sua convalescenza in Sardegna.

Se dopo il caffè ti portano un assaggio di carciofi crudi alla bottarga e olio evo, dove vuoi metterli con la loro vaschetta e gli stuzzicadenti che spuntano? Nello zaino.

Auguri.

 

GALLINI E MAROTTA

gennaio 27, 2017

Niente è a caso. Pensavo all’ambientazione per un racconto e optavo per le Marche. Fano… Senigallia ..o Marotta. Mi piace. Suona bene. Parola dura e aggraziata, al tempo stesso. Toponimo e cognome. Del filosofo napoletano appena scomparso.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/26/gerardo-marotta-dei-giovani-voleva-fare-dei-cittadini-prima-che-dei-filosofi/3343088/

Gallini. Premessa. Ad un convegno di poesia ieri hanno partecipato diverse persone altamente interessate e specializzate. Sala piena. Operazione editoriale di Fabrizio Bianchi, meritevolissima. Un dato. Nel pubblico donne e uomini al 50%. Tra i relatori 4 su 5 sono uomini. Nell’antologia? Le amiche Deriu e Quintavalla… compaiono di sicuro. Ci sono… ci sono! mi rassicura Aglieco, ma tra i nomi che cita tra le nuove stelle del firmamento, sento …Iacuzzi, Guida, Basso, Grasso, Devita, Panelli Barbieri, De Ponti, Krumm… che son sempre e solo maschi.

Gallini. Clara. Antropologa. Me la vedo aleggiare per il Pigorini… Ha fatto antropologia della sua stessa malattia, fino alla fine. Il consumo del sacro è un suo titolo. Accabadora di se stessa? Strepitosa.

http://www.repubblica.it/cultura/2014/11/03/news/clara_gallini_pensiamo_che_i_miracoli_siano_arcaici_ma_li_abbiamo_inventati_noi_moderni-99626642/

 

 

 

SILLOGE

gennaio 25, 2017

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Non salterà subito all’occhio. Di fronte alla povertà dell’uso scorretto dell’Inglese per meri obiettivi commerciali, mettiamoci in ginocchio! Ladies è il plurale femminile. E basta la terza E  di Gentlemen a sperare che siano tanti i clienti del locale. Ciò a dire che non serve l’esse in finale. Un di più, un eccesso: lo zelo e l’ignoranza uccidono, si sa.

Ai Granai si veda il grande Biagini, coi suoi smalti su carta da pacchi incollata su tele lucchesi. Sennò si aspetti a Milano, in via Monti, prossimamente.

A Bormio il blu.

A Ostiense, il piccione a scarafonare.

I putti allineati sulla scala, l’amica nell’insegna.

2 fighe micidiali, Juana e gli stambecchi.

Il libro in piena luce.

La reginetta e il freddo.

 

SETTE VIE D’USCITA DAI SETTE VIZI CAPITALI

gennaio 24, 2017

Le Associazioni Culturali della Città di Milano, attente ai mutamenti sociali e a tutte le forme di espressione che contribuiscono ad analizzarli e a puntualizzarli con l’obiettivo di migliorare la coesione e promuovere l’aggregazione civile, partecipano all’iniziativa:

RACCOLTA DI POESIE

a tema

SETTE VIE D’USCITA DAI SETTE VIZI CAPITALI

Termine di presentazione: 30 aprile 2017

Per info e invio: paolazan@alice.it

Tutte le opere pervenute, preferibilmente (e non tassativamente!) una per ciascun vizio, potranno essere lette dagli autori medesimi o, su loro autorizzazione, da donatori di voce durante la mostra d’arte SETTE PECCATI, SETTE VIE ideata e curata da Daniela Dente DADE, e che si terrà presso CIRCUITI DINAMICI, a MILANO, in via Giovanola 19, da venerdì 19 giugno a giovedì 6 luglio 2017.

DADE invita alla riflessione: …gli artisti, che si dice sono sempre bambini, amano sondare mondi fantastici, sollecitare emozioni che fanno vibrare attraverso il segno e i colori… possono avventurarsi su questo terreno ed esplorare nuove vie interiori. Se i Vizi Capitali (…) sono “malattie terribili”, forse riconoscersi in una di queste categorie è la chiave per “guarire” …

Al termine della manifestazione si prevede la pubblicazione di un’antologia per i tipi di Giovanni Tommasini Editore.

http://www.circuitidinamici.it/

https://giovannitommasiniedizioni.blogspot.it/

 

LETTURA ALLUNGAVITA E MESTIERI USURANTI

gennaio 20, 2017

L’edicolante lo sa.