Posts Tagged ‘mare’

OSTIA E VITINIA

giugno 27, 2016

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FINO ALLA FINE DEL MAR LIGURE

giugno 8, 2016

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ANCA E I CANARINI

giugno 7, 2016

Fenomeno ricorrente: mi chiedono informazioni per strada. Anca, naturopata romena, è in vacanza. Cappellino di paglia, magra: dov’è il mare? Una coppia di spagnoli invece voleva sapere dove fosse una spiaggia naturista.

C’E’ POSTA PER ME

settembre 16, 2014

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santa lucia

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capriccioli

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isuledda

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visite in tardo pomeriggio

DAMIANO

giugno 16, 2014

sculture apuane

GIORGIA CON IL FUSARO

gennaio 26, 2014

Un appunto preso su un brandello di foglio, una specie di pizzino, mi ricorda un episodio di qualche giorno fa. Quell’episodio si innesta su un’altra esperienza dai toni forti, vissuta poco prima. L’accaduto ha come sfondo una biblioteca pubblica, uno di quei luoghi di aggregazione per eccellenza, almeno potenzialmente. La collocazione è periferica. L’utenza estremamente composita. Quel che può succedere è che il libro che stai cercando non è nella tua solita biblioteca e che ti propongano di richiederlo e fartelo avere entro due o tre giorni attraverso il servizio interbibliotecario. A meno che tu non decida di andartelo a prendere direttamente e subito. Dato che mediamente una decina di chilometri in bici te li macini anche solamente per diporto e la biblioteca periferica è vicina al tuo parco (sub)urbano preferito, niente di più facile: ci vai ad occhi chiusi! Tanto chiusi da dimenticare il portafogli mentre infili quattro spiccioli nella taschina interna dello zainetto, non si sa mai. Sotto la luce che proviene dal lucernario del soffitto dell’atrio della biblioteca, l’impiegato pelato e tristanzuolo annuisce vagamente: il Timeo è lì alle sue spalle e lo estrae dalla scaffalatura dei libri prenotati in attesa di essere ritirati. Suo preciso compito è richiedere la tessera personale che dà diritto al servizio, identificando l’utente. Ma tu non ce l’hai. Ne sei irrimediabilmente priva e, a meno che tu non rifaccia la strada su e giù altre due volte, il documento non si materializzerà. Decidi di chiamare un conoscente che abita in zona e sicuramente frequenta la biblioteca, ma hai la sensazione che questo potrebbe arrivarci non prima di 30-40 minuti. Esci e imprechi. Tre ragazze fanno capannello. Ti salta in mente che almeno una di loro possa aiutarti prestandoti la sua tessera, in pratica assumendosi senza conoscerti la responsabilità del prestito. Ti rivolgi a loro con la tua precisa richiesta senza troppi preamboli ma facendo capire che è una questione importante e il tempo stringe. Due storcono la bocca mentre ti osservano piuttosto sorprese se non proprio annoiate; la terza risponde che sì lei tanto tempo prima un libro lo aveva preso e forse la tessera ce l’aveva ancora. Le fai presente che oggi basta la carta regionale dei servizi per accedere anche a quelli della biblioteca. Ma poi lo riporti indietro vero? fa semplicemente, esibendo il suo documento per te.

Giorgia ha vent’anni e un bimbo di un anno e mezzo. Ha origini pugliesi ma non è mai stata in Puglia. Anzi non è ancora stata in Puglia. Forse quest’anno ci va, porta il suo piccolo Toni al mare. Al Gabbiano di Marina di Pulsano, le ho consigliato. Si mangia bene e la spiaggia è adatta per i bimbi.

Giorgia ha gli occhi verdi, ha vent’anni e un bimbo di un anno e mezzo. Forse va in Puglia. Forse ritorna in biblioteca non solo per incontrare le sue due amiche, ma per prendere un secondo libro in prestito da leggere, al mare di Pulsano.

Il Fusaro è un centro sociale che qualche giorno fa ha subìto il dramma dello sgombero coatto. Non sappiamo come sia andata a finire. Ci siamo passati per andare in biblioteca. Abbiamo superato il cordone di polizia anche senza dimostrare di essere residenti nella via infatti andavamo in biblioteca. Un occupante parlava al microfono e sacramentava come un disperato. Abbiamo testimoniato la nostra solidarietà al gruppo di occupanti  sulla strada, chiedendo loro di smettere per carità di sciorinare tutte quelle parolacce e quelle bestemmie che li fanno sembrare ipocognitivi, che sarebbe stato solo controproducente. Niente da fare. Perché hanno tutta la ragione dalla loro parte e fanno di tutto per rischiare di prendere manganellate e lacrimogeni e di essere portati via con la forza? Hanno ragione di chiedere gli spazi per il loro intrattenimento, il confronto, la gioia, la crescita. Non hanno ragione di usare il turpiloquio per esprimersi, nemmeno per manifestare tutta la loro comprensibile rabbia. Potrebbero trattare con successo, se solo affinassero gli strumenti del dialogo. Ne abbiamo parlato poi con altri sensibili amici: paura dell’omologazione? Appunto, l’omologazione è nel vocabolario appiattito. Salamini.

SGUARDI DI DONNE VELATE CON NUVOLE E NAVE

settembre 2, 2013
se non ora quando

donne velate che parlano

I DUE CON L’ANFIOSSO

giugno 7, 2013

Veramente l’anfiosso non c’era. Era a casa. In una vasca insieme ai suoi simili in attesa del momento della riproduzione che implica pochi giorni di sviluppo dalla fecondazione… Insomma, i due si prodigavano per raccogliere litri e litri di acqua marina pulita (?) in taniche e bottiglioni a due manici. Avendoli sollevati con la stessa mano e camminando in avanti avrebbero girato intorno come una ventola!! Vederli è stato uno spasso. Lo dico molto bonariamente, considerando che il loro lavoro è prezioso (studiano le correlazioni tra DNA e esiti dello sviluppo embrionale), e che lavorare per la ricerca scientifica significa sporcarsi le mani, fare fatica e… bagnarsi le mutande! Biochimici e naturalisti di tutto il mondo, unitevi!

Pareidolia in alluminio

aprile 15, 2013
pereidolia

diavolo, ho perso anche le pentole nel fiume e me le ha restituite il mare!

LA FESTA DELLA FRONTIERA

agosto 30, 2011

Bloggì di fine agosto.

1. Donne del Risorgimento e donne di paese. Le prime lasciavano coraggiosamente e dolorosamente mariti e figli e andavano a combattere… Le seconde, oggi, giovani spose relegate al ruolo di madre, si affacciano coi passeggini al bar davanti al monumento ai caduti dellle guerre del novecento, con la supervisione della madre-suocera, truccata e cotonata come una maitresse. Involuzione.

2. Carnevale, l'esperto del funerale. Insegna pubblicitaria.

3. Nei giorni di picco dell'afa, un buon rimedio è disporsi in corrispondenza del buco del culo delle grotte di Pastena che forse non fagocitano tanti turisti, tra cui si distinguono in particolare le testoline biondissime di qualche famiglia tedesca informata e curiosa, ma cagano aria fredda, au bout di quattro chilometri di sviluppo di grotte e lungo il fiume.

4. Luoghi bruti e senza orpelli. Scarni. Si è tenuto a Palermo un festival della musica dei suoni scrusci con ensemble di lamiere dove l'azione fisica è totale. Da qui al teatro sensoriale il passo è breve.

5. Convergenza. Negli stessi giorni il Corriere e il Giornale trattano di Nicola Crocetti. Impulso alla Poesia.

6. L'approssimazione del vivere. No tende. Mobili buttati là. Senza tener conto della lunghezza delle pareti, delle minime esigenze di simmetria. Si può rendere una casa modesta molto gradevole, figuriamoci una casa ampia, ricca già a partire dalla struttura… Lo squallore della mobilia degli anni '80 fintoantica che ha riempito molte abitazioni in sostituzione dei pezzi degli anni '50 e '60 della precedente generazione, peraltro più sobri perché almeno erano lineari e di migliore qualità, è insostenibile! Insorgo.

7. Conversazione tra bamabini di 6 anni. Cosa fai da grande tu? chiede uno. Ah di sicuro non vado più a scuola, risponde l'altro. Speriamo! fanno all'unisono.

8. La giornalista (redattrice di una importante testata nazionale) paga. Angolo sciuretto di Sabaudia. Ella scrive al portatile, al bar della spiaggia. Tavolinetti grigio topo e sedie classiche da marinaio, azzuro. Una delizia per la vista. Non si direbbe che la signora, intellettuale quale è per fama, abbia pagato la casa editrice per farsi pubblicare. Tant'è. E pare che la stampa sia piena di erroretti. L'editore incassa. Pubblica alla cieca. Nessuno corregge.  

9. Timothy Leary. L'uomo più pericoloso d'America secondo Nixon. Ora la public Library di New York ha acquisito il suo archivio psichedelico. M. mi spiega che l'ingenuità di quell'uomo risiedeva nel suggerire l'uso dell'LSD, in mancanza dei funghi sacri, costosi ma con lo stesso effetto. Gli USA diventarono così un'immensa farmacia che faceva prosperare Sandoz e compagnia. Cambiare il mondo. Appunto. Non così. Sei grammi delle sue ceneri sono disperse nello spazio. Speriamo non germinino.

10. I poeti? Gli inconsolabili consolatori del mondo. Vita? Una ferita nell'inesistenza. Il capolavoro mostruoso.

11. Conversazione tra sessantacinquenni. Noi appena alzate pensavamo a cosa preparare da mangiare per mezzogiorno, fa una. Eh già, la sera prima, anche, dice l'altra. Queste, se va bene ci pensano cinque minuti prima (riferimento velenosetto alle donne di oggi).

12. Odio l'estate. Lo pensa la metà degli italiani. Ma non lo dice. Io la amo perché ci si libera degli indumenti. Delle scarpe soprattutto. Anche se sono disposta a rimettermi quelle da escursione su roccia occasionalmente. Il panorama ripaga. La fatica eleva. Una deroga accettabile.

13. La precisione della nonna investigatrice in vacanza nella villetta: quei negri dell'africa scavalcano e entrano in casa come ridere. Ha passato un mese al mare chiusa barricata con cancelli e catene triple.

14. Vinti e vittoriosi. La postura testimonia.

15. Trovare un ombrellone aperto non tuo alle due con un'ombra di cui puoi fruire e che nessuno viene a reclamare per tre-quattro ore è un'arte.

16. Secondo l'oroscopo cinese sono capace di costruire la carrozza (rete di relazioni, gruppo che agisce) ma poi ho bisogno di un architetto (regista?). Devo contrastare l'impulsività. Non sono tenuta a procedere. Devo coltivare la forza per focalizzare l'obiettivo. Non vivere alla giornata.

17. La torta ai broccoli sa della forza gentile del lavoro fatto con passione. Dalle cinque del mattino sora Peppa sta là. 2.70 per due tranci abbondanti. Pastella di bianchetti teneri dentro croccanti fuori. Vauro (sosia) serve al bancone con un sorriso. Un euro una palla. Italy. Ma quanto costa il lavoro?

18. Dall'errore più grande nasce la più grande saggezza?

19. Ricordo di E. della Cisl col piede fasciato, che non si rifidanza per timore di incappare in una suocera che le pone di fronte il modello moglie-madre-casalinga senza occupazione fuori casa, come l'ultima; di A. detto Matematics, che pescava, di waka waka alleluja l'ambulante ballerino, della signora che abbiamo salutato con una riverenza, un concertino e una pernacchia, e degli zingari da spiaggia questuanti e giovanissimi col bimbo in braccio lei e una fisarmonica generosa di musiche evocative lui.