Posts Tagged ‘amicizia’

GIOVEDI’ DELLE MIE BRAME (come eravamo e come vogliamo essere)

febbraio 16, 2015
il vestitino è ora in svizzera e lo porta la figlia ventenne di marlis

il vestitino è ora in svizzera e lo porta la figlia ventenne della marlis. naturale, no?

sora laura, ça va bien? 107

fatta salva la camicetta, tutto giapponese!IMG_0230

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LA VOCE, L’UMANITA’

febbraio 8, 2014

BRUC’è!

BRUC’è!

BRUC’è!

PRETE PENTITO, ANZI NO

dicembre 27, 2012

Sorpresa. Diverse persone mi hanno cercato su FB negli ultimi 12 mesi, ma il sistema le aveva archiviate in una casella separata e segreta, indicandomele solo ora, alla fine dell’anno, e suggerendomi il modo per trasferirle a quella principale, allo scopo di riabilitarle.
Così ho fatto con tre di queste: P., G.L. D.R. della provincia di Bologna e Matteo, il poeta romagnolo. La prima mi dice che potrebbero essere passati 15 anni dall’ultima volta che ci vedemmo e chiede conferma della mia identità attraverso due conoscenze comuni, la seconda indaga per sapere se sono la stessa che aveva conosciuto in un campeggio del meridione 30 anni fa, la terza dichiara di aver visitato con me, se sono io davvero, il cimitero monumentale a Milano tra i 15 e i 20 anni fa e di considerarlo una pietra miliare nella sua modesta esistenza.
Questa triplice sorpresa ha cambiato qualcosa nella mia vita (sarà il condizionamento che subisco dalla lettura de La vita nuova di Pamuk…). Ha confermato più che altro che dal passato arrivano dei segnali: l’Ingegnere, il Campeggio, la Poesia. Una professione, un luogo di aggregazione, una modalità di espressione. Tra le mille suggestioni che i tre personaggi potevano darmi, queste sono le prioritarie. I tre compiono una scelta (marginale!) che li accomuna: quella di cercarmi. Perché cercano qualcosa di se stessi attraverso di me, e che sperano che io possa rivelare loro: l’ingegnere mi suggerisce l’idea di una vita dedicata al lavoro, corredata di affetti prudenti e tutto sommato moderata. Il compagno delle vacanze in campeggio, all’epoca eravamo entrambi molto giovani, mi trasmette un senso di realtà un po’ più perigliosa, fatta, oltreché di lavoro, di figli con cui gioire ma anche di cui preoccuparsi, di matrimoni instabili e di aspettative in qualche modo deluse, di cadute e riprese a ciclo continuo. Il poeta ha tuttora un forte slancio ideale e le parole sono sempre al suo servizio, lui le padroneggia e le fa volteggiare leggere nell’aria, tanto che captarle è ancora un vero piacere. Il ritrovarsi non lascia indifferenti.

Per strada c’è verità. Un essere dolente, sbronzo e ciarliero, alla fermata del tram in Coni Zugna, davanti alla farmacia, o alla banca, la sera dopo le otto, quando la maggior parte del mondo si è già ritirata in casa, racconta con una rabbia lamentosa, di aver scassato la bici in un incidente, ché sennò lui mica lo prende il tram, lo supera con la bici. Insomma o qualcuno lo ha fatto cadere, o era talmente fuso che si è sbilanciato e ha fatto tutto da sè, rischiando solo di finire peggio. Lussemburgo. Cita il Lussemburgo come il suo paese. Nel senso che da italiano con le tasche colme, è lì che puoi riparare se vuoi salvarti dal fisco. Una foto sul display del telefono con due bambini in un carrozzino da trasporto con la bici potrebbe essere l’indizio della presenza di una famiglia, ma è confuso e parla di una moglie morta cinque anni fa mentre la bambina, chiedo, ha due anni. Anche le ipotesi sono due o forse tre: la bambina aveva due anni nella foto ma ora ne ha almeno cinque se la donna di cui parlava ne è anche la madre, oppure la madre della bambina è un’altra e la morta è la prima moglie e madre del ragazzino più grande, oppure son balle. La verità rimane nello stato di alterazione, nell’ubriachezza del personaggio, nel delirio che mescola realtà e immaginazione, nel fallimento che si fa alone attorno al corpo, spesso e infeltrito come un abito che non si può togliere. La verità del disagio si traduce nel bisogno di raccontarlo camuffandolo un po’, in un giochetto aberrante e grottesco in cui l’autopromozione si intreccia con l’impostura. Fosse rimasto zitto al suo posto, con il suo mezzo bicchiere di Guinness nascosto nella tasca interna del cappotto che invece fa emergere come dal cilindro del prestigiatore, sarebbe passato totalmente inosservato, col suo aspetto di cane bastonato, come tanti.

A proposito, una bella bastonata al parroco di quella località vicina a Lerici, quasi quasi, visto che mi trovo a passare di lì, gliela vado a dare, e con gusto. Avrei alcune domande da porgli innanzitutto, per torturarlo un po’, prima dell’esecuzione:

1. che ne pensi di quel tuo collega che trent’anni fa consigliò alla madre di una ragazzina di 12 di tagliarle i capelli perché troppo provocanti? Cosa consiglieresti tu alla donna di oggi che dice di non aver mai perdonato sua madre per aver permesso che le fosse fatta una tale violenza?
2. che violenze hai subito da bambino?
3. com’erano i tuoi genitori? Che violenze hanno subìto loro? E le tue sorelle, le tue cugine?
4. perché ti sei fatto prete?
5. immagna di sottoporti a una psicanalisi coatta: quali domande o quali indagini non vorresti mai ti fossero fatte? Quali invece gradiresti?
6. in cosa credi veramente?
7. alla luce dell’intervista del gr1 durante la quale dài del frocio al giornalista, spiega bene il valore che dài alle parole, e perché appartengono al tuo vocabolario spontaneo.
8. ti dimetti o no? Perché, veramente?

CENTOMILA IN UN GIORNO E PISCIONE IMPENITENTE

marzo 9, 2012

Visto il successo delle elezioni della rsu, voglio festeggiare. Stacco dalle 100.000 battute che devo scrivere per lunedì (mi attaccherò al portatile per 48 ore anche sui monti), ma non si può trascurare l’importanza di un segnale che rappresenta un’inversione di tendenza estremamente significativo. Formigazzo vuole attribuire il potere di scelta degli insegnanti direttamente ai presidi? Vi lascio immaginare chi assumerebbero i presidi di area formigazza… Ipotesi non peregrina è che tutti i postulanti delle curie, che finora si sono infilati nella scuola pubblica tramite l’ecamotage dell’irc, rispolverino i propri pezzi di carta e si mettano a insegnare tutte le materie.  Poi con una bella regolamentazione che prevede l’opzione: mi avvalgo/non mi avvalgo questi soldati e soldatesse di dio avranno classi leggere e ariose di 4-5 alunni e tutti gli altri studenti saranno a seguire i corsi differenziali vigilati da schiave e schiavi estratti dalle graduatorie nazionale di precari e non precari caduti in disgrazia. Negli edifici scolastici storici, antico patrimonio dello Stato, saranno restaurate solo le parti destinate al preside e i suoi accoliti, che disporranno di appartamenti confortevoli, anche per la famiglia, mentre tutti gli altri dannati vivranno tra i cumuli di arredi lasciati a marcire, e i rifiuti… indifferenziati!

Fantapolitica e/o fantascuola? Intanto ci mettiamo un argine. Due a uno.

All right! Il bollettino medico-sociale, ci informa che Piscione non si ferma. Continua a scaricare in casa degli amici la sua pipì rabbiosa. Sui divani, ad esempio. Cerchiamo di capire. Se è consapevole del problema, e continua ad andare in casa della gente in queste condizioni, vuol dire che lo fa apposta, che vuole creare del disagio, che si vuole in qualche modo vendicare di una vita che è stata avara con lui e rovinare la festa agli altri che gli paiono più fortunati, no?

Fantamicizia e/o fantassistenza?

00: OPERAZIONE OLIVA

luglio 27, 2011

Le iniziative meritevoli fanno scuola.

1. Spiaggia della Purità, Gallipoli, luglio 1995. Operazione Spiagge Pulite. Improvvisazione fuori calendario. Non irregimentata dalle Associazioni nominalmente ambientaliste.  Partecipano i bambini del paese spontaneamente. Felici di adoperarsi per qualcosa di utile. Sapendo di non diventare famosi. Raccolgono decine di buste di plastica che fluttuano in mare.

2. San Salvo Marina, Chieti, ferragosto 2000. Qualcuno dirama la notizia (provocazione) che il sindaco ha emesso un'ordinanza che vieta di lasciare le cicche nella sabbia. Molti aderiscono istantaneamente senza fiatare. Alcuni chiedono informazioni ulteriori, ma si adeguano convinti. Una tabagista irriducibile si altera e rifiuta di uniformarsi: lei trova comodo e insostituibile il grande posacenere di granelli silicei, quarzici e micascistosi naturale (utile un'indagine psichiatrica)!

3. Castellammare del Golfo, Trapani, un lunedì di agosto 2007. La spiaggia è un campo di battaglia. Teglie con incrostazioni di pasta. Carcasse di pollo. Carte e sacchetti. Bottiglie di bevande varie e birra e vino mescolate a flaconi residui di mareggiate recenti. Un bambino locale si avvicina e partecipa alla raccolta differenziata. Parte la realizzazione di un'installazione estemporanea. I rifiuti vecchi sono più affascinanti. I nuovi sono ributtanti. Mentre si compone l'opera si parla di tutto. L'installazione non è solo un fatto materiale. C'è entusiasmo e consapevolezza attorno a un'idea che si tocca.

4. Stintino, spiaggia della Pelosa, Sassari, agosto 2009. Alcuni turisti si organizzano in squadre di raccolta di mozziconi e di frammenti di plastica. Acquistano retini o li prendono in prestito dai chioschi di ristoro. Le cicche sono ovunque, anche incistate negli anfratti degli scogli modellati dall'acqua  e dal vento. Lì rimangono fino al successivo energico lavaggio del mare. Ricordando che tutto va sempre da qualche (altra) parte, se anche scompare dalla vista temporaneamente. La marea riporta i mozziconi e li deposita a una certa distanza, come a disegnare un orlo ricamato. Aberrante. Ogni giorno si raccogono diversi retini colmi. La stampa locale dà un tiepido cenno di sostegno all'iniziativa.

5. Sperlonga, Latina, luglio 2011. Il lunedì si conferma come giornata particolarmente produttiva. Un retino è gentilmente concesso dallo stabilimento del campeggio Nord Sud. Scatta l'Operazione Oliva, così denominata in ricordo della precedente.  I retini volontari cominciano a riempirsi. La gratificazione sta nel sostegno di una persona che illustra al figlio il senso dell'azione, con parole dense di ammirazione. Si organizza un posacenere collettivo in alluminio da mettere in mezzo alla spiaggia libera bonificata. L'idea è semplice ed efficace. Riccardo, Salvatore, Roberto e Andrea sono d'accordo subito: basta poco per acquisire la giusta abitudine, dicono convinti. Missione compiuta. Anche a Latina può cambiare il vento.

AUGURI E ADDII

dicembre 17, 2010

ALGIOVEDìDIAUGUSTOAGLIAMICICINQUANTENNICHEDIVENTANONONNIPRECOCIDIFIGLI POCOPIùCHEVENTENNIALL'UICDIBRESCIAAITECNICIDELLIBROPARLATOALL'IMBARCADERODIISEO
ALLAGARZONADIFARMACIAALL'ANTIQUARIORIGATTIEREDEGLISPECCHIMOLATIAPESCHIERADIMONTISOLA
ALLOSCULTOREDICERVENOAISUOIFRATELLIEAISUOIRICCIOLIDIFERROCONLESFERETTEINCIMA
ALL'INSEGNANTEDISIRACUSAAPASPARDOALLAZIAEALLANIPOTEINGITAALL'IMPIEGATAGIOVANESORRIDENTE
DELICATAECORTESECHETRAFEBBRAIOEMARZODEPERISCEVISIBILMENTESIASSENTADALLAVOROALLO
STREMODELLEFORZEAFINEMAGGIOEMUOREDEVASTATADALCANCROAOTTOBRE 

(è sempre una questione di numeri estratti!)

GIBILTERRA, SARAMAGO E UN CERTO STILE

giugno 29, 2010


 

1. Il bagnino colto e sensibile parla del ricambio completo del Mediterraneo in 80 anni e della corrente triplice a Gibilterra, dove al centro dello stretto è in entrata e ai lati, sottocosta, in uscita. Il cumulo di rifiuti che scende dai fiumi e si accorpa a quelli che si trovano direttamente in mare, viaggia verso IL 7° CONTINENTE.

2. Il bagnino 'gnurant e ottuso non sa di cosa si stia parlando. Informati, salame!  http://www.google.it/imgres?imgurl=http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/isola_plastica3.jpg&imgrefurl=http://talpaonline.altervista.org/portale/comment.php%3Fcomment.news.170&h=432&w=750&sz=177&tbnid=h71VzEkdULvK1M:&tbnh=81&tbnw=141&prev=/images%3Fq%3Disola%2Bplastica%2Bpacifico&hl=it&usg=__rLsXp-8wHk9eTil0mFnIGn2IFNU=&sa=X&ei=Ow4pTKf4ONKHOPz__IoG&ved=0CCkQ9QEwBA

3.  Vacanze all'insegna del risparmio per un padovano che dorme nelle stazioni e elemosina una focaccia: i nuovi barboni avanzano! E anche sulla spiaggia dove basta avere una mutanda colorata che assomigli a un costume, sono come pesci fuor d'acqua! Pur sentendomi affine, avrei qualcosa da dire… Son troppo vestiti, stralunati, sporchi, affamati… Non esercitano appieno la libertà che li permea nel loro stato e che è l'unica ricchezza che possono far valere, insieme a tutto il bagaglio umano che si portan dietro-dentro! Tornavo con la mia canoa a riva e… mi abborda scusandosi, dicendo che aveva per tutto il tempo rimirato

le mie scarpe da tennis,

con la frangia. HANNO UN CERTO STILE, mi fa, rapito… Ma, che dire? Se dignità e stile vanno a braccetto, i bagagli di un senzatetto non possono essere soverchianti, una zavorra, un impedimento, un alibi! Vivere alla pari è possibile. Fior di associazioni mettono in contatto mano d'opera agricola con agricoltori, e in Toscana è molto diffusa la modalità di approccio tra domanda e offerta. Anche qui è una questione di informazione! http://www.wwoof.org/; http://www.wwoof.it/

4. Al podere AIONE, ad esempio, lavorare alla pari si può: http://www.aionearte.it/ e si dipinge e lavora artisticamente il ferro, riposando nella pace delle colline volterrane!

5. Le sorelle R., temporaneamente spiaggiate sul litorale toscano, sono zitelle (detto benevolmente, tanto questa parola racchiude un mondo reale, una condizione diffusa) e… dove sono i PRINCIPI AZZURRI?

6. M. ha perso punti patente, ha scassato l'auto e, OBBLIGATO A SERVIRSI DEL TRENO, alla stazione dimentica la valigia sul marciapiedi… Talvolta però va a pescare con la barca e prende tonnetti e pesci spada, dai… non è disabile!

7. M. dimentica la sacca dei ferri golf al campo, distante 300 km… CHE M. SBADATI!

IL VALORE DELLA RICONOSCENZA

giugno 17, 2010


 

Ringraziare qualcuno di cuore, in un clima di autentica semplicità, diventa sempre più raro. Si ha spesso la sensazione che una buona azione, un regalo, una gentilezza siano mirati ad uno scambio di favori. Do ut des: un cesto che va, per un cesto che viene. E rimane vero che l'amicizia è il grimaldello per aprire le porte del successo, anche di piccolo formato, passo dopo passo, nella vita di ciascuno. Anche i ragazzi sanno che senza conoscenze non si va avanti, non si fa strada, perché essere meritevole non basta, anzi non serve. Ma questo è l'aspetto deteriore del meccanismo delle relazioni, e pur non potendo neutralizzarlo, dobbiamo minimizzarlo.

Non si parla quindi di riconoscenza verso chi ti fa ottenere un posto di lavoro o una casa senza i requisiti, una promozione senza studiare, chi ti fa scavalcare la fila truccando le carte…

Non si può avere riconoscenza per chi ti avvantaggia illegalmente: è perverso.

 

VERSO LA LUMINARA

giugno 15, 2010


Le due indicano un'ora di cammino. Il lungo pontile è a metà strada e non si può non fotografare. Il pescatore mi guarda divertito: …e tre, che fan la foto!

A rispondere poi al telefono (era la Torni, la maga bianca, e una mezzora prima l'avevo evocata per un invito ad una sua mostra che avevo trascurato e me ne dolevo!) guardando contemporaneamente il tramonto e raccogliendo un Pluto disperso, ecco profilarsi il campeggio del Puntone, segno che era ora di uscire dalla spiaggia e di immettersi sulla strada per Castiglione, da lì lontano 16/17 km.

Amir, la guida (spirituale) non tarda ad arrivare. Ha tolto il camice di farmacista, e mette la camicia del musicista o il camicione del santone.

L'albergo Pirla (o forse Perla) ci aspetta!