Posts Tagged ‘aggregazione’

OSTIA E VITINIA

giugno 27, 2016

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PERCHE’ IL COPINCOLLA TOGLIE I COLORI E L’IMPOSTAZIONE CENTRATA?

settembre 16, 2015

Maratona di Poesia al Depuratore 2015

 

Milano Nosedo via S. Dionigi 90 –  MM3 Corvetto, Bus 77

 

Venerdì 9 Ottobre dalle 12.30 alle 18.30 – Sabato 10 Ottobre  dalle 9 alle 12.30

 

Partecipazione libera e gratuita. Tema: dall’Acqua all’Universo Mondo

 

Stacchi musicali della FELICI DI STRADA band

 

presso

 

L’ULTIMO IGLOO

Un Tabernacolo per l’Acqua, a Cuore Aperto

Installazione di  Paola Zan

 

‘’l’arte favorisce l’allargamento e la diffusione della conoscenza’’

Il futuro della civiltà umana si giocherà sulla conservazione e distribuzione della risorsa ACQUA.

La forma dell’IGLOO richiama quella del Pianeta Terra e delle Calotte Polari con la loro riserva di Ghiaccio che si sta progressivamente riducendo.

Il centro dell’installazione è un Paiolo, luogo ideale delle Preparazioni Alimentari, che qui non ha praticamente pareti di contenimento e disperde inevitabilmente la preziosa Materia che Tutto permea.

Le condutture che convogliano e gocciolano sopra di esso l’Acqua Atmosferica sono esauste, arrugginite, eppure sfavillanti di colore, per richiamare l’attenzione sul dato reale, allarmante: una patina che poco può a risanare e a ristabilire equilibri così profondamente minacciati, se non si rinnovano immediatamente e sostanzialmente il pensiero e le modalità di azione.

Paola Zan, ferrarese, vive a Milano dal 1995. Biologa, si è occupata di aspetti ecologici nell’area del delta del Po, ha lavorato per un Istituto di Ricerca in Svizzera, insegna Scienze Naturali. Nel 2000 ha iniziato a sperimentare un linguaggio per far parlare gli oggetti comuni, presenti nel quotidiano antropico, muti ma carichi di storia e di significati.

Aderisce al movimento internazionale di Mail-Art e ha pubblicato opere relative alla Violenza sulle Donne, la Difesa dei Diritti Umani, il Mistero e il Sacro, l’Unità d’Italia.

Ha esposto con Quintocortile, Diciodesign, Sblu e collabora dal 2004 con Artedamangiare.

 

Invia testo o segnala la tua presenza a paolazan@alice.it

 

 

COME SCRIVE QUEL CAGONE DI PAOLO NORI

luglio 31, 2015

Non c’è miglior modo per dirlo alla suocera: parlare in confidenza con la cognata! Così recita un proverbio pugliese.

Nori è furbetto, ma fa anche un’operazione solo apparentemente semplice. Ci dà, in realtà. Lavora.

Prendiamo il suo La banda del formaggio. Usa allitterazioni facili, ma pur sempre. Le ripetizioni giovano quasi in ogni caso. Depistano, poi ecco che spunta dalla melma linguistica, agglutinata e putrida, un fiore: una parola inattesa o un riferimento efficace ad uno stato d’animo preciso, dipinto con una pennellata rapida ed improvvisa. Allora, si dirà, vale la pena di mettere le mani (e gli occhi) in quel pantano perché vi si caverà fuori un’ala di farfalla magicamente ancora integra, una piuma non intaccata, un verso poetico inedito. Sarà anche grazie al contrasto che, il furbetto, crea ad arte pasticciando con un italiano repellente… ti vien voglia di correggere quel testo ad ogni riga! (lo consiglio come esercizio, in un quadro di programmazione di CLASSE CAPOVOLTA, ;-))

Se Nori fosse stato centroitalico invece che padano, avrebbe scritto: Gilda s’è morta, come ho sentito ripetere parlando della zia artista che ha lasciato un patrimonio notevole di sculture e dipinti, dai miei amici di … mentre lo leggevo placidamente irritata e al contempo piacevolmente stupita.

Antonio Rezza, che ogni tanto merita di essere evocato, l’avrebbe subito fatta sua.

Non so però se i personaggi di Nori possano essere messi in scena.

;-@ (scritto tra una lavatrice e l’altra e relative stenditure…)

MINNIE E SALLY

giugno 4, 2015

Due personaggi femminili famosi. Ma, uno ben più dell’altro. Minnie sbaraglia. Sally è evidentemente per una minoranza più colta. A sostegno della prima, l’apparato Disney nel mondo. Il tratto netto. Le rotondità più marcate e rassicuranti. Il giusto scarto dall’antropomorfismo, o per contro, la giusta aderenza…

Poi, se una come me s’indigna perché chi, ignaro, indossa la maglietta con Sally Brown non sa minimamente che esistono dei fumetti storici noti col nome di Peanuts, disegnati da Schultz (gli addetti direbbero: strisce) e ricchi di contenuti socioantropologici, a chi importa?

Vanità per vanità. Il blog ogni tanto merita una lustratina. Soprattutto quando il risultato delle regionali, là dove mi ritrovo a perdermi (ossimoro? bellooooo…) è opaco. Il forzaleghismo dà segnali di ripresa e Il Fatto Quotidiano trovato al ristoro di un padiglione degli eventi collaterali alla Biennale (UK a S. Pietro) sbeffeggia il PD che perde globalmente un milione di voti rispetto ai tempi di Bersani. Poareti!

In sostanza, temo che per fare una politica decente se non proprio seria e compassata, si debba ripartire dalla pedagogia. Una madre che, vado cauta ma verosimilmente si può definire quanto meno superficiale (poi parleremo anche dei padri) e che porta inconsapevolmente una bella ridente e perfino dirompente Sally sul petto, può trasportare impunemente una bimba di quasi tre anni, per di più tendente a inciccirsi, su un sontuoso passeggino-trono (con maglietta riportante la solita Minnie-icona e a cui si lascia credere di essere una principessa), pensando che da grande diventi autonoma, responsabile, scattante? Poareta.

Nemmeno la ventenne lì vicino (non è il popolo della Biennale ma sconosciuti incrociati sui mezzi pubblici) conosce Sally. Dice che se i proff. non le avessero dato troppi compiti forse avrebbe avuto il tempo per conoscere altri aspetti del mondo della cultura. Quest’altra (poareta) si mette automaticamente in posizione di subordinazione e accenna tristemente a un fantomatico capo che la controlla e le impedirà nel pomeriggio di distrarsi dal lavoro per cercare in internet frammenti di storia dei Peanuts.

Ecco uno spaccato di vita. Ancora una volta, rimandata.

La vera curiosità non aspetta, però!

ITALO, EATALO E IL BABBO NATALE PER TUTTE LE STAGIONI DI CORSO BUENOS AIRES

maggio 4, 2015

zan piazza po a grano 2010

Il primo è il probabile nome di un italiano ex coloniale nato nel primo ventennio fascista, diciamo attorno al 1926, che negli anni ’60 alla soglia della quarantina, scocciato dal lavoro in divisa, trovava le modalità per andare in pensione anticipatamente: una presunta malattia cronica certificata da medici vari e respinta più volte da commissioni serie in almeno due città di questo sciagurato Paese, accettata dietro opportune manovre lubrificanti (cassetta vini pregiati all’impiegata e dupont al dirigente) in piccolo centro di regione defilata non meglio precisata… Risultato: 50 anni di emolumenti a spese della comunità (oggi Italo ha quasi 90 anni e il dato andrebbe moltiplicato per il numero enorme di furbi che approfittarono delle leggi morbide del passato!). E, con riferimento alla foto di cui sopra (montaggio eseguito per un progetto A-Ortista del 2008 di campo di grano in piazza Po, a Milano), Italo dovrebbe poterci raccontare da testimone oculare, gli Orti di Guerra che furono seminati nelle città per la politica sconsiderata che generò illibertà e fame autarchica.

Il secondo è il simbolo del contenitore di cibo di qualità che pochi si possono permettere: bio, a filiera controllata, sano e gustoso come è nelle pretese. Per pochi. Cresce intanto la fila alle mense dei poveri. Per inciso, al Mercato del Duomo, gli arredi sono fatti con assemblaggi di cassetti di vecchi comò: ecco dove finisce la cultura contadina! Pane a 10-12 euro e più al kg…

zan piazza ambrosoli a grano 2010

Suv e campo agricolo sotto casa: si percepisce qualcosa di stonato?

Il terzo è il nome che io do al barbone che alloggia in fondo a corso Buenos Aires sulla sinistra verso Loreto. Ha il fisico del ruolo (la tastiera non scrive correttamente il francese con gli accenti circonflessi, troppo lunga andarli a cercare nelle sottosezioni dei simboli…). Ha fame. Mangia le patatine con le due salse, gialla e rossa, offerte dai passanti impietositi che ne acquistano un cartoccio al nuovo spaccio insediato a pochi metri? Boh, quando passo di lì per andare… eheh, curiosi! lui dorme e parla nel sonno, ma c’è troppo rumore per sentire quel che rivela.

GIOVEDI’ DELLE MIE BRAME (come eravamo e come vogliamo essere)

febbraio 16, 2015
il vestitino è ora in svizzera e lo porta la figlia ventenne di marlis

il vestitino è ora in svizzera e lo porta la figlia ventenne della marlis. naturale, no?

sora laura, ça va bien? 107

fatta salva la camicetta, tutto giapponese!IMG_0230

58 BAGGIO VIA NOALE

gennaio 7, 2015

Prendi un giorno come oggi. Fosco alla mattina e alla sera dopo il tramonto. Le feste si sono chiuse ufficialmente ieri con il concerto della Banda di Cornigliano a Nostra Signora della Mercede e S. Erasmo. Sei rientrata a Milano. Rigoverni casa. Due lavatrici. Rimetti ordine nella casella di posta elettronica vista solo tramite lo schermetto del vecchio telefonino. Stendi. Prepari due tre cose per il lavoro di domani. Fai la spesa e rinnovi la tessera Fìdati che non trovi più nel portafogli da quindici giorni, felice di avere garanzia che i punti accumulati in precedenza ti verranno accreditati tra un mese… consapevole del fatto che questa città ti può regalare un momento magico se sali sul bus 58 attorno alle 16.30 e arrivi fino al capolinea.

SUMMIT ALL’ARI-ZOO

ottobre 14, 2014

Una donna bionda sui settanta entra in bagno. Porta una canottiera di cotone rosa stile balneare su cui posa una collana a grossi grani di colore giallo, di quell’ambra lattiginosa, non esattamente in stile né tono su tono. Ha una gonna ampia a fiori variopinti, sandalini dorati.

Si lava le mani e le sventola in aria poiché l’asciugatrice elettrica non funziona e i fazzolettini di carta sono finiti. E’ in arrivo ebola? Chiuderanno i locali pubblici?

Secondo la donna i controlli negli aeroporti sono stringenti ed efficaci e il rischio di diffusione del virus è molto contenuto. Possiamo sperare in anni di divertimento ininterrotto. Parola di Gina.

LE MANTELLINE DELLA CONGREGA E LA GRONDAIA NURSERY

settembre 30, 2014
ballerine

villa reale monza

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ruggine

recupero oggetti abbandonati

CASE OCCUPATE A MILANO

maggio 2, 2014
ricordo il giorno dello sgombero

ricordo il giorno dello sgombero